Dal Sud Africa all’Appennino, 12 mila chilometri per ritrovarsi:
in Oasi Dynamo torna la stessa coppia di Averle piccole
San Marcello Piteglio, Pistoia
Dopo aver attraversato il Sahara, sorvolato il Mediterraneo e percorso migliaia di chilometri tra Africa ed Europa, sono tornati esattamente dove erano stati osservati un anno fa: stesso territorio, stesso posatoio, stessa coppia. A Oasi Dynamo, la riserva naturale affiliata al WWF nel cuore dell’Appennino pistoiese, le prime immagini raccolte dalle fototrappole hanno documentato un evento tanto raro quanto significativo: il ritorno della stessa coppia di Averla piccola (Lanius collurio) già monitorata durante la precedente stagione riproduttiva. Un’evidenza che conferma non solo l’incredibile capacità migratoria di questi piccoli passeriformi, ma anche la loro sorprendente fedeltà ai siti di nidificazione e, talvolta, ai singoli posatoi di caccia.
I protagonisti di questa storia sono due individui inanellati nell’area di studio “I Prati del Nappo”, all’interno della riserva. La femmina, identificata dalla sigla “CA”, è stata inanellata nel 2024 e questo sarà almeno il suo terzo anno consecutivo di riproduzione nell’area. Il maschio, “AC”, inanellato nel 2022, è uno degli uccelli più longevi registrati in Oasi.
Entrambi sono stati nuovamente fotografati insieme sullo stesso posatoio artificiale, il “posatoio 5”, grazie al sistema di monitoraggio sviluppato nell’ambito del progetto di ricerca dedicato all’Averla piccola. Una tecnologia discreta e non invasiva, basata su fototrappole abbinate a posatoi artificiali, che consente di identificare gli individui attraverso la lettura degli anelli colorati, senza necessità di ricatture fisiche.
Pensare che questi uccelli, dal peso medio di appena 28 grammi, abbiano affrontato un viaggio di circa 12 mila chilometri in otto mesi per poi ritrovarsi nello stesso identico punto restituisce tutta la complessità – e la fragilità – delle migrazioni e la loro straordinaria meraviglia biologica.
L’Averla piccola è infatti una specie migratrice transahariana di interesse comunitario, inserita nell’Allegato I della Direttiva Uccelli dell’Unione Europea e considerata un indicatore della qualità ecologica degli ambienti agricoli tradizionali. Negli ultimi decenni la specie ha subito un forte declino in molte aree europee, principalmente a causa della trasformazione del paesaggio rurale, dell’agricoltura intensiva, dell’uso di fitofarmaci e della progressiva perdita di habitat favorevoli alla biodiversità.
Predatore instancabile di insetti e piccoli vertebrati, l’Averla piccola utilizza cespugli e piccoli alberi come punti di osservazione per individuare le prede. Proprio questa caratteristica comportamentale ha permesso ai ricercatori di sviluppare una metodologia innovativa di studio, denominata “ricattura fotografica”, avviata a Oasi Dynamo a partire dal 2018.
Il progetto di monitoraggio dell’avifauna selvatica è portato avanti da Oasi Dynamo, sotto la guida di Giulia Santalmasi – responsabile progetti di ricerca, attività educative e di conservazione – e Matteo Bianchi – tecnico faunistico – in collaborazione con l’associazione di volontariato “Progetto Migratoria” e con il supporto scientifico del CNR di Firenze. Le attività comprendono monitoraggi acustici, catture e inanellamento autorizzati dalla Regione Toscana su parere ISPRA, oltre all’elaborazione dei dati e alla gestione delle fototrappole. Gli inanellatori autorizzati sono Sauro Giannerini, Lorenzo Nannelli e Matteo Campostrini, volontari di Progetto Migratoria.
Nel corso degli anni, il monitoraggio ha già documentato diversi casi di individui tornati nelle stesse aree riproduttive in stagioni successive, talvolta persino sul medesimo posatoio. I risultati della ricerca sono stati presentati nel 2023 al “V International Shrike Symposium”, il simposio internazionale dedicato alle averle svoltosi a Vairão, in Portogallo, nonché durante alcuni convegni italiani di ornitologia.
Intanto, nei prati dell’Oasi, la nuova stagione riproduttiva è appena iniziata. E anche quest’anno, dopo mesi trascorsi a migliaia di chilometri di distanza, CA e AC sono tornati nello stesso angolo dell’Appennino, lo stesso che Oasi Dynamo continuerà a gestire e monitorare per la salvaguardia di un bene naturale patrimonio di tutti.
Informazioni
www.oasidynamo.org
FB oasidynamo
IG oasidynamo