EX3 Centro per l’Arte Contemporanea Firenze

Salla Tykkä
White Depths
Marzia Migliora

Rada

9 giugno – 11 settembre 2011

Inaugurazione:
mercoledì 8 giugno 2011, ore 18.30

EX3 Centro per l’arte contemporanea ospita il lavoro di due artiste internazionali: White Depths, prima personale in uno spazio istituzionale italiano della filmmaker finlandese Salla Tykkä, a cura di Marinella Paderni, e Rada, progetto site-specific dell’italiana Marzia Migliora, a cura di Arabella Natalini.

Salla Tykkä
Tra le figure più interessanti nel panorama della videoarte internazionale, Salla Tykkä (Helsinki 1973) presenta un progetto filmico e fotografico nuovo dal titolo White Depths, dedicato all’immagine della bellezza come espressione del dominio sulla natura e del potere culturale nella storia delle società occidentali.
Ispirandosi al pensiero dello storico dell’arte inglese John Ruskin, fautore di un ideale romantico e etico della bellezza in contrapposizione al sentimento di superiorità imperialista dell’epoca tardomoderna, l’artista finlandese rintraccia nella ricerca spasmodica della perfezione, sublimata nel colore bianco, il desiderio capitalista di egemonia e controllo sulla natura, sull’uomo.
Confrontando le conseguenze di quella cultura nell’immagine del presente, Salla Tykkä mostra le idiosincrasie che sono all’origine dei miti contemporanei e della nostra percezione della bellezza (una bellezza costruita, forzata, innaturale e addomesticata), come pure degli effetti delle false ideologie che hanno condotto al declino di un’epoca e di una cultura.
Victoria e Airs above the ground sono i due nuovi film del progetto che segnano un forte rinnovamento formale nell’estetica dell’artista, come pure nel suo linguaggio filmico. Abbandonate le atmosfere misteriose e travagliate dei primi video che l’hanno resa nota, oggi l’artista tralascia la narrazione delle inquietudini interiori per concentrare lo sguardo sulla coscienza del divenire delle cose. Il risultato è la definizione di un nuovo tipo d’immagine, più intimista e meditativa, sublime e malinconica, pur partendo dal dato della realtà. In Victoria, il soggetto del film è lo sbocciare nella notte di una ninfea gigante bianca di origine tropicale, innaturale prodotto di un innesto cromatico e di un adattamento ambientale nei freddi dell’Europa del Nord. In Airs above the ground sono i cavalli lipizziani, che nascono neri e diventano bianchi in età adulta, a comunicare un senso di perdita e di smarrimento di fronte a degli animali forzati a crescere secondo le ferree regole asburgiche di perfezione nei movimenti del dressage.
Un gruppo d’immagini in bianco e nero, fotografie di alcuni fotogrammi del primo film di Tarzan, datato anni Trenta, completano il discorso della mostra.
L’esposizione è corredata da un catalogo bilingue in italiano e inglese sul progetto dell’artista con i testi della curatrice Marinella Paderni, del critico Tom Morton (curatore della Hayward Gallery di Londra, che ha ospitato una personale dell’artista nel 2010) e l’intervista di Lorenzo Giusti, curatore di EX3.
Il catalogo è prodotto da EX3 in collaborazione con il FRAME di Helsinki (Finish Fund for Art Exchange).

Salla Tykkä è nata nel 1973 a Helsinki in Finlandia, dove vive e lavora.
Si è diplomata nel 2003 all’Academy of Fine Arts ad Helsinki. Dal 1996 lavora con la fotografia, video e film. Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 2001.
Tra le sue ultime personali, ricordiamo: Norrköping Art Museum, Norrköping, 2009; City Gallery Wellington, Wellington, 2007; Chapter Gallery, Cardiff, 2006; S.M.A.K., Gent, 2006; De Appel, Amsterdam; Yvon Lambert Gallery, New York, 2006.  Ha partecipato a numerose collettive in musei e istituzioni pubbliche tra cui: la 17th Biennale of Sydney, Museum of Contemporary Art, 2010; Momentum, Moss, 2010; Sguardi da Nord – Reflecting with images, Galleria Civica di Modena, Modena, 2007; Tropico-Végétal, Palais de Tokyo, Paris, 2006; La Biennale di Venezia, Venezia, 2001.
Suoi films hanno partecipato a festival cinematografici internazionali come: 36th International Film Festival Rotterdam, Rotterdam, 2007; 21st Brest European Short Film Festival, Brest, 2006; Tribeca Film Festival, New York, 2003; International Short Film Festival Oberhausen, Oberhausen, 2003 and 2002.

Marzia Migliora
Il lavoro immaginativo e rigoroso di Marzia Migliora (Alessandria, 1972) si sviluppa attraverso un complesso processo di “scavo”, costituito da molteplici fasi di ricerca. A un primo momento di suggestione e fascinazione rispetto a elementi che possono provenire da fonti diverse, segue un procedimento di elaborazione e sedimentazione, in cui l’artista mette accuratamente a fuoco il progetto per dargli infine forma attraverso l’uso di un’ampia varietà di mezzi espressivi, che vanno dalla fotografia al disegno, dal video all’installazione.
Marzia Migliora si è formata come fotografa, realizzando principalmente progetti che riflettono sull’archivio, la memoria e la temporalità, per passare successivamente al video, come naturale continuazione e articolazione della sua ricerca. Della pratica fotografica viene mantenuta l’importanza attribuibile al punto di vista, come possibilità di esplorazione del quotidiano attraverso immagini e oggetti fruibili dallo spettatore, che lo conducono a partecipare all’esperienza proposta.
L’uso del linguaggio nell’opera dell’artista, attraverso la citazione testuale, è elemento espressivo ricorrente; sviluppato nelle tre dimensioni nei neon e nelle sculture o impiegato nella sua forma più immateriale in numerose installazioni sonore, amplifica suggestioni sempre connesse alla fragilità dell’individuo, al rapporto con l’altro e ai conflitti che lo abitano, all’ossessione e alla disfunzionalità.
Pur sviluppati per mezzo di media diversi, i suoi lavori presentano un’identica matrice di ricerca: l’esplorazione della “relazione tra l’ambiente interno all’individuo e ciò che lo circonda” viene affrontata sia indagando la relatività della percezione, sia lavorando sulla forzatura dei limiti, fisici o psicologici, come possibilità di estensione delle nostre capacità.

Rada, il progetto ideato da Marzia Migliora per la sala centrale di EX3, prende spunto dalla bandiera X-Ray il cui segno grafico, nel Codice Internazionale dei segnali marittimi, significa “Sospendete quello che state facendo”.
Mentre per i marinai questo simbolo costituisce un segnale preciso, interpretabile con azioni determinate, l’artista lo propone ora, sotto forma di opera, come invito aperto al pubblico.
La bandiera rappresenta l’elemento di partenza per la realizzazione di un’installazione che ne ricrea colori e proporzioni: la croce blu si trasforma in un pontile percorribile, mentre il bianco delle quattro porzioni rettangolari viene restituito da una distesa di scarti di lavorazione di marmo bianco di Carrara.
L’organizzazione del processo creativo conduce alla creazione di un’immagine decontestualizzata e non immediatamente riconoscibile: un oggetto dotato di fisicità e concretezza, connesso a una dimensione intellettuale attivata attraverso la duplice modalità d’esperienza e di traduzione del messaggio mediante codici diversi.
Sempre nella sala centrale Migliora inserisce infatti un’installazione luminosa composta da quattro elementi geometrici disposti sulle pareti; anche in questo caso il punto di partenza è la bandiera X-Ray che l’artista ripropone ora nella sua traduzione in codice morse. L’opera colloca l’interlocutore al centro di una comunicazione non verbale, ripetuta ad intervalli regolari a scandire ritmicamente il messaggio, che viene così offerto allo spettatore attraverso una visualizzazione luminosa dello stesso invito che dà corpo alla grande installazione a terra.
Percorrendo l’ultima parte del braccio lungo del pontile, si possono scorgere alcuni oggetti bianchi deposti a terra: un invito a entrare nella stanza adiacente. Qui lo spettatore si trova di fronte a tre salvagenti realizzati interamente in sapone: la funzione di raccordo rispetto all’installazione principale è amplificata e contemporaneamente contraddetta dall’ambiguità dell’oggetto. Marzia Migliora propone un lavoro aperto, costituito principalmente dal contrasto forma-funzione, e dalla possibilità evocativa del materiale utilizzato, il sapone, che nello scioglimento non lascia traccia della sua fisicità e concretezza.
21 disegni, realizzati su carte già precedentemente usate dall’artista, vanno a completare il progetto Rada. Esposti in senso circolare nella piccola saletta, mostrano vedute straordinarie, popolate di barche, oggetti, persone, bandiere, segnali, binocoli; marine contemporanee contaminate dall’attività umana; paesaggi sezionati che scendono in profondità, offrendo piani simultanei, continui ribaltamenti, sovrapposizioni e cambiamenti di scala. Migliora permette l’affiorare di suggestioni non premeditate, segni e immagini che integrano e arricchiscono l’installazione della sala centrale.
Il progetto di Marzia Migliora insiste sull’aspetto visivo e sul significato simbolico del segno, proponendo uno spazio di conciliazione che, nell’atto del suo percorrimento, chiede allo spettatore di concedersi un tempo materiale, quello necessario a compiere il percorso, e un “tempo di tregua”, come proposta di riflessione: un tempo che non si risolve nell’ozio, ma in una “pausa attiva, nel tentativo di risolvere, appianare, normalizzare, riconsiderare”.

Marzia Migliora è nata ad Alessandria nel 1972, vive e lavora a Torino.
Tra le principali mostre personali ricordiamo: Quelli che trascurano di rileggere si condannano a leggere sempre la stessa storia (2009-2011), collezione permanente del Museo del ‘900, Milano; Forever Overhead (2010), Galleria Lia Rumma, Napoli; Forme nel verde (2009), San Quirico d’Orcia, Horti Leonini; My no man’s land (2008), Art Agents Gallery, Hamburg; Bianca e il suo contrario (2007), Galleria Lia Rumma, Milano; Tanatosi (2006) Fondazione Merz, Torino; The Agony &The Ecstasy (2005), FACT, Liverpool e Download now, Italian Cultural Institute, London; Appassionata (2004), MART, Rovereto; Pari o dispari (2004), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino;
Tra le mostre collettive: As Soon As Possible (2010), Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, Firenze; Emerging Talents. Nuova Arte Italiana (2009), Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, Firenze; Hopes & Doubts, cutting edge art between Lebanon and Italy (2008), The Dome, Beirut, Lebanon; Où? Scènes du sud: Espagne, Italie (2007), Portugal, Cerrè d’Art Nimes; La parola nell’arte (2007), Mart, Rovereto; Baroque and Neo-Baroque, DA2-Contemporary Art Centre, Salamanca, Aperto per lavori in corso (2005), PAC, Milano.

EX3 – Centro per l’Arte Contemporanea
Viale Giannotti 81/83/85 – 50126 Firenze
Orario di apertura:
dal mercoledì alla domenica dalle 15 alle 22
chiuso lunedì e martedì
Per informazioni:
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