Casa d’Aste Pandolfini
Firenze, Palazzo Ramirez Montalvo

Asta
Martedì 25 novembre 2014
Argenti, Numismatica, Gioielli e Orologi da polso

Mercoledì 26 novembre 2014
Dipinti Antichi e del Secolo XIX

Giovedì 27 novembre 2014
Mobili, Arredi e Oggetti d’Arte

Esposizione:
Milano, via Manzoni 45

Una selezione delle opere
Da giovedì 13 a sabato 15 novembre 2014, ore 10–18

Firenze, Palazzo Ramirez Montalvo, borgo degli Albizi 26
Da venerdì 21 a lunedì 24 novembre 2014, ore 10–13 e 14–19

Nel mese di novembre la Casa d’Aste Pandolfini propone tre giorni di vendita nella sede di Firenze, in Palazzo Ramirez Montalvo. Martedì 25 si comincia con la sessione Argenti, Numismatica, Gioielli e Orologi da polso, mercoledì 26 si prosegue con quella di Dipinti Antichi e del Secolo XIX e giovedì 27 si chiude con Mobili, Arredi e Oggetti d’arte.

Il primo giorno, tra gioielli e orologi, saranno presentati circa 400 lotti. Fra i gioielli antichi segnaliamo una collana, fine sec. XIX, in argento, oro rosa e diamanti, realizzata ad una fila di cinquantuno diamanti, taglio vecchio, posti in gradazione da 0.40 carati a circa 3 (stima 25.000/35.000 euro). Fra quelli più recenti spicca un bracciale in oro bianco e diamanti, realizzato a tre file di brillanti, anche questi posti in gradazione (stima 10.000/20.000 euro). Nella sessione dedicata agli orologi sarà presentata invece parte di una importante collezione di orologi da tasca, fra cui segnaliamo un raro anello-orologio per il mercato turco, Svizzera 1800 circa, in oro giallo, smalti e diamanti (stima 7.000/10.000 euro). Tra i diamanti segnaliamo un brillante da 4.50 carati circa (stima 10.000/15.000 euro) e un diamante taglio smeraldo di 3.50 carati circa (stima 10.000/15.000 euro) Saranno infine presenti una serie di gioielli provenienti dal Museo Torrini di Firenze, tra cui un portasigarette in oro giallo, oro bianco, smalti e diamanti, a forma di bauletto decorato da smalti blu con finissime incisioni a tocco a penna.

La giornata del 26 novembre si tratteranno dipinti antichi e dell’800. Tra i dipinti antichi verranno proposte opere dal XII al XVIII secolo tra cui un piccolo nucleo di sculture in cui sarà presentato un importante bassorilievo raffigurante le Storie di Abramo, opera del cosiddetto Maestro romanico del Palazzo Chigi di San Quirico d’Orcia della metà del sec. XII, proveniente dalla Collegiata di San Quirico a San Quirico d’Orcia (Siena), stima 25.000/35.000. Tra i dipinti risulta ampiamente rappresentata l’alta epoca a partire da un fondo oro raffigurante una Santa Lucia riferita all’anonimo Maestro delle Effigi Domenicane, attivo a Firenze tra il 1325 e il 1350 circa, stima 60.000/80.000 e con la tavola cuspidata raffigurante Madonna con Bambino e santi attribuita al Maestro di Montefloscoli attivo a Firenze nella prima metà del XV secolo, stima 60.000/80.000.

Tra le opere del XVI secolo va menzionata la presenza in asta di una bella Sacra Famiglia su tavola di Domenico di Bartolomeo detto Domenico Puligo, stima 30.000/40.000 e riferibile ai primi anni del Seicento un raffinato dipinto su rame di Giuseppe Cesari detto Cavalier d’Arpino raffigurante una Sacra Famiglia adorata da San Francesco, con un angelo, stima 10.000/15.000. Evidenziamo tra i dipinti della scuola fiorentina del Seicento un dipinto pubblicato di Felice Ficherelli detto il Riposo (San Gimignano1603-Firenze 1660) con la Giuditta e Oloferne stima 100.000/150.000; un’opera raffigurante San Crescentino che costituisce un’importante aggiunta al catalogo di Jacopo Chimenti detto l’Empoli (Firenze 1551-1640), databile attorno al 1615-20, stima 40.000/60.000; una Fanciulla con natura morta autunnale di Francesco Montelatici detto Cecco Bravo (Firenze 1601-Innsbruck 1661), dipinto anch’esso pubblicato, stima 60.000/80.000; un Ritrovamento di Mosè di Orazio Fidani (Firenze 1606-1656) proveniente da un’importante collezione fiorentina e un dipinto su embrice raffigurante un Ballo di amorini eseguito da Giovanni Mannozzi detto Giovanni da San Giovanni (San Giovanni Valdarno 1592-Firenze 1636), stima 25.000/35.000.

Seguono inoltre alcune nature morte fra cui una coppia di Composizioni di fiori all’aperto di Elisabetta Marchioni (attiva a Rovigo nella seconda metà del XVII secolo-Rovigo, circa 1700), stima 12.000/16.000 e tra le opere del Settecento va sottolineata la presenza di una Visitazione di Stefano Pozzi (Roma 1699-1768) proveniente dal prestigioso Palazzo Chigi di Roma, stima 15.000/20.000.

Per quanto riguarda la sessione di dipitni del secolo XIX ricordiamo una selezine  di maestrai napoletani con il  bellissimo dipinto di Vincenzo Migliaro Vicolo napoletano, olio su tavola, stima: 60.000/80.000 euro, l’opera La lieta novella di Antonio Mancini, stima 25.000/30.000 euro, il dipinto di Edoardo Dalbono Canzone napoletana, olio su tela, firmato e datato “Napoli 1866”, stima 20.000/30.000 euro. Per la scuola toscana ricordiamo una bella  Natura morta con frutta, bottiglia e violino di Oscar Ghiglia, stima 35.000/45.000 euro,  ed un altro bellissimo Ritratto femminile di Oscar Ghiglia, olio su tavola, stima: 25.000/35.000 euro. Tra gli altri Ritratto di contadina di Domenico Induno, stima 23.000/28.000 euro.

La vendita del 27 propone mobili, arredi e oggetti d’arte. Segnaliamo una Consolle della fine del XVIII secolo, in legno intagliato, dorato e dipinti in verde acqua, di fattura fiorentina, stima 7.000/10.000 euro; un tavolo da centro, Firenze, seconda metà del XIX secolo, bottega dei Falcini, in palissandro intarsiato con essenze esotiche, avorio e madreperla, stima 2.500-3.500 euro.

Molto ricca, infine, la sessione degli oggetti d’arte: maioliche rinascimentali, bronzetti, ferri, sculture lignee, smalti rappresentano al meglio le arti applicate nostrane, ma il nucleo centrale è costituito questa volta dal Settecento. Verrà presentata infatti un’importante collezione di maioliche provenienti delle più importanti manifatture dell’Italia Settentrionale: Milano, Lodi, Pavia, Torino, Venezia, Firenze, ma soprattutto Bologna, illustrate da un nutrito gruppo di pezzi usciti dalla Manifattura di Giuseppe Fink. Databile al 1760 è anche un raro gruppo in porcellana policroma della Manifattura Ginori, Periodo Lorenzo Ginori, raffigurante Le Tre Parche, su modello di Giovan Battista Foggini stima 30.000/40.000. A chiudere un piccolo nucleo di opere a cavallo tra Otto e Novecento, con qualche bronzo dorato e ancora ceramiche uscite dai forni della Ginori.

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