Premio Tarquinia Cardarelli
IX edizione
Tarquinia, 10 e 11 dicembre 2010

La giuria del Premio Tarquinia Cardarelli per la Critica Letteraria annuncia i vincitori: l’italianista Giulio Ferroni ed il saggista e scrittore israeliano Abraham Yehoshua sono i vincitori del Premio Tarquinia Cardarelli rispettivamente per la Critica letteraria italiana e internazionale.
Il Premio, presieduto da Massimo Onofri, e con una giuria formata da Raffaele Manica e Filippo La Porta, ha deciso di dedicare quasi tutta l’attenzione del Premio alla riflessione critica e alla forma saggistica.
Il punto di forza del premio, sempre più autorevole sul piano nazionale e internazionale, sta nel fatto che, tra i pochissimi dedicati alla critica letteraria in tutte le sue articolazioni, sia l’unico a mettere insieme tutte e quattro le sezioni – straniera, italiana, filologia e storia della letteratura, opera prima.
La cerimonia di premiazione si terrà a Tarquinia sabato 11 dicembre alle 18, nella chiesa di Santa Maria in Castello, e sarà condotta da Serena Dandini. Un incontro dei vincitori con la stampa si terrà, lo stesso giorno,  alle ore 12 all’Hotel Velcamare di Tarquinia.

I VINCITORI
Premio per la Critica letteraria italiana Giulio Ferroni
Premio per la Critica letteraria internazionale Abraham Yehoshua
Premio per la Storia della letteratura e la Filologia Salvatore Silvano Nigro
Premio per l’Opera prima di critica letteraria Giuseppe GiglioI piaceri della conversazione. Da Montaigne a Sciascia: appunti su un genere antico” (Sciascia editore, 2010)
Premio per la Poesia Silvia Bre
Premio per la piccola e media editoria Sellerio

Giulio Ferroni riceve il Premio per la critica letteraria per l’impegno a favore della tradizione, che ha studiato a fondo da Machiavelli ad Ariosto, ma anche per la necessità di confrontare questa tradizione in una chiave militante, antagonista, e sempre foriera di apporti inaspettati: quella di chi non lascia mai le cose come le ha trovate. Un atteggiamento, il suo, di allarmato umanesimo critico, quello che vibra nelle sue imprescindibili storie letterarie e i suoi numerosissimi e notevoli saggi, dove il Novecento ha via via assunto un ruolo sempre più importante: per una critica che vuole valere anche, in una prospettiva non solo civile ma persino ecologica (di ecologia letteraria), come ripensamento della contemporaneità e dei suoi valori. Ferroni rifugge da orpelli e virtuosismi stilistici, scrive in una prosa limpida e “affabile”, e sempre animato da un proposito antagonista, di modo che letteratura, critica e vita, vivano in un continuo rapporto di integrazione dialettica.

Abraham Yehoshua riceve il Premio per la critica letteraria internazionale per  le innumerevoli raccolte di saggi da Elogio della normalità. Saggi sulla diaspora e Israele (Einaudi) a Il labirinto dell’identità. Scritti politici (Einaudi) dove si ravvisa il saggista nel senso della grande tradizione del personal essay: un percorso soggettivo e divagante, vicino alla conversazione e al memoir. Le sue sono riflessioni di uno scrittore geniale e appassionato sulla natura dell’identità, sulla questione medio-orientale, sul senso della letteratura.

Salvatore Silvano Nigro riceve il Premio della Storia della letteratura e della Filologia per l’attenzione rivolta al passato e al presente della nostra cultura. Sui secoli passati, Nigro ha fornito saggi di riconosciuto valore, tra i quali si possono ricordare i titoli dedicati a Pontormo e a Manzoni. Così, volgendosi con contributi decisivi al Novecento – Manganelli e Soldati continuamente riletti –  Nigro ha costantemente tenuta presente la nostra tradizione: ma non come un peso, quanto invece come un’enciclopedia di riferimento e da doversi consultare a ogni momento di ricostruzione dei fatti e di giudizio critico.

Giuseppe Giglio riceve il Premio per l’Opera Prima di critica letteraria per I piaceri della conversazione. Da Montaigne a Sciascia: appunti su un genere antico (Sciascia editore), opera di sorprendente maturità. Sciascia ma anche Savinio e Brancati, Pirandello Borges e Dürrenmatt, valgono, innanzi tutto, come maestri e padri, in un’epoca in cui maestri e padri non ci sono più. L’impegno quello di un’intelligenza accanita innanzi tutto moralmente, si giuoca tutto nei limiti di un’idea di critica come conversazione sulla vita, anche civile e collettiva.

Silvia Bre riceve il Premio per la poesia. La scena della poesia degli ultimi venti anni ha visto sempre più presente e necessaria la voce di Silvia Bre. L’arco di questa voce si coglie in minime variazioni tonali che differenziano infinitamente il senso. Dall’esordio in volume con I riposi nel 1990 a Marmo (Einaudi, 2007), i riconoscimenti si sono fatti sempre più intensi. Una cerchia sempre più ampia di lettori ha riconosciuto in questa poesia, pur così “inattuale”, una voce dei nostri tempi.

La casa editrice Sellerio riceve il Premio per la piccola e media editoria. Nata dalla passione di Elvira Sellerio, da poco scomparsa e che qui si vuole ricordare con il riconoscimento che merita, Sellerio è nota a ogni lettore italiano di buone intenzioni, per gli inconfondibili volumi dalla copertina blu notte. Una collezione di grande qualità, che va da Leonardo Sciascia, a Gesualdo Bufalino e Andrea Camilleri. La cura filologica nella presentazione dei testi si accompagna a una cura della stampa che non è più ormai merce corrente: ciò rende preziosi i libri Sellerio per il livello culturale e insieme come piccoli oggetti di uso ai quali ci si affeziona e nei quali si ripone fiducia.

Premio per le migliori recensioni: libro scelto – Acciaio di Silvia Avallone

E dopo il successo della scorsa edizione, anche quest’anno verrà assegnato il premio per le migliori dieci recensioni di studenti delle scuole superiori di due paesi della provincia: Tarquinia e Montefiascone. Gli studenti si sono dedicati alla lettura del romanzo Acciaio di Silvia Avallone (Rizzoli, 2010) producendo poi una piccola recensione. Con questa iniziativa il Premio vuole promuovere la riflessione critica, nella convinzione che non si debba insegnare solo a scrivere un romanzo, come fanno le scuole di scrittura ormai imperanti, ma che si debba imparare anche a leggere e a scrivere sulla letteratura. I vincitori saranno annunciati durante la cerimonia di premiazione.

Il Processo a Roberto Vecchioni: canzone o poesia?
Come di consueto, la manifestazione sarà preceduta da un evento molto atteso dal pubblico: venerdì 10 dicembre alle 17, nella Sala Consiliare del Comune di Tarquinia, avrà luogo il processo virtuale e mediatico ad un protagonista della più recente stagione culturale. Dopo Gian Antonio Stella, Sergio Rizzo ed Enrico Mentana, stavolta la scelta è caduta su Roberto Vecchioni, cantautore tra i più amati della sua generazione ma anche scrittore e poeta. Il capo d’accusa ruoterà attorno a un quesito esteticamente fondamentale: la canzone d’autore può ritenersi a tutti gli effetti poesia oppure si tratta di indebita e fraudolenta pretesa? Roberto Vecchioni rappresenta in questo senso l’imputato eccellente: non solo autore di canzoni dai testi schietti e lirici al tempo stesso, ma anche firma per l’Enciclopedia Treccani della voce “Canzone d’autore”, nonché professore presso L’Università di Pavia del corso “Forme di poesia per musica”.
A difenderlo ci sarà la scrittrice e polemista Lidia Ravera, mentre il ruolo del pubblico ministero spetta a Massimo Raffaeli critico de “La Stampa” e de “Il Manifesto”. Cento cittadini di Tarquinia, alla fine delle arringhe, condanneranno o assolveranno l’imputato.

Sia il processo che la cerimonia di premiazione sono aperti al pubblico.

Il Premio è realizzato con il patrocinio della Presidenza della Repubblica e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il contributo della Regione Lazio, Provincia di Viterbo, Comune di Tarquinia, Fondazione CARIVIT, Camera di Commercio di Viterbo e Confindustria di Viterbo, Cassa Edile di Viterbo.

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