Alessandro Mari
L’ANONIMA FINE DI RADICE QUADRATA
Bompiani
asSaggi di Narrativa
pp. 320 – Euro 18,00

In libreria il 26 febbraio 2015

Cuore era il romanzo di un’Italia che si univa a scuola. E oggi? Chi sono i nuovi Bottini, i Garrone, i Franti? Alessandro Mari rivisita un libro mai dimenticato attraverso la voce di Sofia, sedici anni, pungente redattrice di un blog in cui racconta la scuola senza pietà.“Sei una radice quadrata senza il numero dentro” è l’insulto che si sente rivolgere senza nemmeno capire cosa significhi.

Abituata ad avere l’ultima parola, decide che Radice Quadrata sarà il soprannome del compagno che l’ha insultata. Lui è quello che non ride, un nerd grafomane che vive in un mondo di silenzi e taccuini chiusi con l’elastico. Molte le differenze che li separano: Sofia ha un’intelligenza da nativa digitale,  veloce e contemporanea, che sa di tutto un po’,  mentre Radice Quadrata sa moltissimo di poco, possiede un’intelligenza più lenta che però conosce la profondità. Prima solo curiosa, poi travolta da una vera ossessione, Sofia comincia a pedinare Radice Quadrata dopo la scuola, in mezzo a casermoni grigi, sotto la pioggia che batte impietosa la città. Intanto un professore entusiasta chiede alla classe di scrivere dei racconti edificanti alla maniera di Cuore, storie di nuovi e giovani eroi. Intanto non smette di piovere, e l’acqua gonfia ogni cosa. Ci vorrà una tragedia che coinvolge l’intera scuola perché Sofia riesca a scalfire il mistero di Radice Quadrata, vedendosi rovinare addosso il segreto doloroso e vivo di un ragazzo che ha paura di tante cose, ma non dei propri sentimenti. Con L’anonima fine di Radice Quadrata traccia il profilo di una nuova generazione, e lo fa, con la lingua della letteratura, scrivendo invece di “un romanzo per ragazzi, un romanzo di ragazzi.”

ALESSANDRO MARI è nato nel 1980 a Busto Arsizio. È narratore, editor e traduttore. Si è laureato con una tesi su Thomas Pynchon. Ha pubblicato Troppo umana speranza (Feltrinelli, 2011, premio Viareggio-Rèpaci), il romanzo digitale a puntate Banduna (Feltrinelli, 2012) e Gli alberi hanno il tuo nome (Feltrinelli, 2013), finalista al Premio Bottari Lattes Grinzane 2014.

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