Premio Letterario Internazionale Mondello
36esima Edizione
Palermo, 22 maggio 2010

Michela Murgia
Vince il Super Mondello

La vincitrice assoluta del Premio Mondello 2010 è Michela Murgia con Accabadora edito da Einaudi. I voti congiunti della giuria degli studenti delle dieci scuole superiori di Palermo e della giuria dei critici hanno decretato la vittoria della scrittrice che ha superato Roberto Cazzola con La delazione edito da Casagrande e Lorenzo Pavolini con Accanto alla tigre edito da Fandango. La cerimonia si è tenuta  sabato 22 maggio alle ore 17.30 alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo.


Questa la motivazione della giuria: storia di una adozione affettiva ambientata negli anni Cinquanta in un paese della Sardegna che mantiene vivi antichi rituali religiosi e secolari tradizioni sociali, il romanzo viene premiato per la straordinaria capacità di presentare, in una vivida prosa ricchissima di immagini, un inconsueto percorso di formazione al femminile, nel quale grandeggia la figura della accabadora, l’ultima madre, colei che aiuta il destino a compiersi.

Michela Murgia è nata a Cabras nel 1972. Nel 2006 ha pubblicato con Isbn Il mondo deve sapere, il diario tragicomico di un mese di lavoro che ha ispirato il film di Paolo Virzì “Tutta la vita davanti”. Per Einaudi ha pubblicato nel 2008 Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede e nel 2009 il romanzo Accabadora.

Accabadora (Einaudi)
Maria e Tzia Bonaria vivono come madre e figlia, ma la loro intesa ha il valore speciale delle cose che si sono scelte. La vecchia sarta ha visto Maria rubacchiare in un negozio, e siccome nessuno la guardava ha pensato di prenderla con sé, perché «le colpe, come le persone, iniziano a esistere se qualcuno se ne accorge». E adesso avrà molto da insegnare a quella bambina cocciuta e sola: come cucire le asole, come armarsi per le guerre che l’aspettano, come imparare l’umiltà di accogliere sia la vita sia la morte. D’altra parte, «non c’è nessun vivo che arrivi al suo giorno senza aver avuto padri e madri a ogni angolo di strada».
Ma quello che tutti sanno e che Maria non immagina, è che Tzia Bonaria Urrai cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce i sortilegi e le fatture, ma quando è necessario è pronta a entrare nelle case per portare una morte pietosa. Il suo è il gesto amorevole e finale dell’accabadora, l’ultima madre.
«Acabar», in spagnolo, significa finire. E in sardo «accabadora» è colei che finisce. Agli occhi della comunità il suo non è il gesto di un’assassina, ma quello amorevole e pietoso di chi aiuta il destino a compiersi. È lei l’ultima madre.

Gli altri vincitori sono: Opera di Autore straniero Edmund White, La doppia vita di Rimbaud (minimum fax); Poesia “Premio Ignazio Buttitta” Antonio Riccardi, Aquarama e altre poesie d’amore (Garzanti); Opera prima Gabriele Pedullà, Lo spagnolo senza sforzo (Einaudi); Opera di traduzione “Premio Agostino Lombardo” Evgenij Solonovic per Farfalla di Dinard di Eugenio Montale; Saggistica Marzio Barbagli Congedarsi dal mondo, il suicidio in Oriente e Occidente (Il Mulino); Identità e letterature dialettali Gian Luigi Beccaria, Misticanze (Garzanti) Marco Paolini; Premio Speciale della Giuria Francesco Forgione, Mafia Export (Baldini Castoldi Dalai); Premio Speciale del Presidente Emmanuele Francesco Maria Emanuele.

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