Classici della letteratura Europea
Una nuova collana Bompiani
diretta da Nuccio Ordine

Il 21 marzo inaugura un progetto importante che porterà in libreria, con nuove traduzioni, nuove curatele, nuove edizioni critiche, i grandi classici della letteratura europea in edizioni di pregio proposte a un prezzo accessibile al largo pubblico.

Le prime due opere sono: i Saggi di Michel de Montaigne, ritradotti e curati da Fausta Garavini – a distanza di quasi mezzo secolo dalla prima traduzione  –  con il testo a fronte dell’edizione critica di André Tournon (uscita in Francia nel 1998, ma rivista e ampliata con nuove appendici per l’edizione italiana) e Gargantua e Pantagruel di François Rabelais, curato da Lionello Sozzi, insieme a un team di studiosi composto da Antonella Amatuzzi, Dario Cecchetti, Paola Cifarelli e Michele Mastroianni e basato – si ricorda che non esiste la copia autografa di nessuno dei cinque libri – sull’edizione critica di Mireille Houchon del 1994.

La nuova collana I Classici della letteratura europea, diretta da Nuccio Ordine, proporrà i più importanti libri della letteratura europea pubblicati con testo originale a fronte, curati e ritradotti per l’occasione dai maggiori esperti. La collana si avvale delle edizioni critiche di riferimento.  Un’operazione culturale di grande valore considerando, come sottolinea Nuccio Ordine che dirige in Francia tre collane di classici presso Les Belles Lettres, che “negli ultimi decenni gloriose collane hanno chiuso i battenti: si pensi, ai preziosi volumi della Ricciardi e della Utet, degli Scrittori d’Italia Laterza e dei classici Mondadori. Senza contare che, molto spesso, le opere esaurite di grandi autori non vengono ristampate.  Gli studenti, nelle scuole e nelle università, sentono parlare di opere che non hanno mai letto per intero o che non hanno mai avuto tra le mani. Sarà difficile, in questo contesto, che un amore improvviso possa nascere per Dante o per Cervantes o per Shakespeare.” La collana proseguirà con il Don Chisciotte curato da Francisco Rico, e una nuova traduzione di Angelo Falastro e La regina delle fate di Edmund Spenser,  edizione critica di Thomas Roche, traduzioni e note di Luca Manini. L’edizione del Don Chisciotte sarà la prima edizione europea bilingue mentre quella di Spenser è la prima traduzione mondiale integrale. E’ prevista anche una nuova traduzione integrale delle opere complete di Shakespeare coordinata da Franco Marenco in collaborazione con grandi studiosi shakespeariani, e una nuova edizione delle poesie di Campanella a cura di Francesco Giancotti.

Nuccio Ordine, professore ordinario di Letteratura italiana presso l’Università della Calabria,  è uno dei massimi studiosi di Giordano Bruno. I Classici della letteratura europea vengono pubblicati con il patrocinio del Presidente della Provincia di Cosenza, la Fondazione Carical di Cosenza, e i due grande collezionisti d’arte George e Maria Embiricos.

Michel de Montaigne
SAGGI
A cura di Fausta Garavini e André Tournon
Testo a fronte
Collana Classici della Letteratura europea, pp. 2592,  € 40,00

I Saggi di Montaigne non sono un breviario di saggezza ben temperata, un prontuario di morale salutifera, ma lo specchio delle paure e delle difese di un essere che si scopre frammentario e diversificato. È infatti Montaigne stesso il soggetto di questo libro: soggetto mutevole, di cui appunto non l’essere si può descrivere, ma solo il passaggio, e un passaggio «di giorno in giorno, di minuto in minuto», adattando la descrizione al momento. Con alcuni secoli di anticipo sulle ricerche della psicologia, Montaigne sperimenta come la personalità sia un aggregato provvisorio, incomprensibile e affascinante, di soggetti istantanei, un mosaico di io che variano secondo le contingenze. Non per nulla i Saggi sono un’opera in divenire, in continua trasformazione. I due libri consegnati al tipografo per la prima volta nel 1580 (e ristampati con alcune aggiunte nel 1582), nella successiva edizione del 1588 si trovano accresciuti d’un terzo libro, non solo, ma intarsiati di più di seicento addizioni: via via che l’io muta – senza peraltro rinnegare la sua forma precedente – l’opera, sosia dell’io, dovrà mimarne le metamorfosi. Il testo stabilito da André Tournon (corredato da un completo apparato di varianti) e la nuova traduzione di Fausta Garavini fanno di questa edizione un contributo fondamentale agli studi su Montaigne.

Michel Eyquem de Montaigne (1533-1592) nato nel Périgord, formatosi dapprima al Collège de Guyenne a Bordeaux, seguì poi studi giuridici, forse a Périgueux e a Toulouse. Consigliere al Parlement (ossia al tribunale) di Bordeaux, nel 1570 si dimise dalla carica per ritirarsi nel suo castello a riposare “nel seno delle dotte Vergini”. Fra libere letture, misurandosi con gli autori antichi e contemporanei, compose i celebri Saggi, ossia “prove” del suo giudizio che si esercita sui più svariati argomenti, opera al tempo stesso di autoanalisi e di riflessione filosofica. Maestro del dubbio, demolitore delle tradizionali certezze rinascimentali, Montaigne può essere considerato uno dei punti di riferimento della filosofia moderna occidentale e della pratica della scrittura di sé.

Fausta Garavini, studiosa di letteratura francese e occitanica, traduttrice e scrittrice, ha insegnato alla Facoltà di Lettere di Firenze. È autrice di numerosi lavori critici. Su Montaigne, oltre alla traduzione integrale dei Saggi (1966) che qui si ripropone interamente riveduta, ha pubblicato due libri (entrambi  tradotti in Francia da Champion): Itinerari a Montaigne (1983, Itinéraires à Montaigne. Jeux de texte, 1995) e Mostri e chimere. Montaigne, il testo, il fantasma (1991, Monstres et chimères. Montaigne, le texte et le fantasme, 1993). Per Gallimard ha curato l’edizione del Journal de voyage di Montaigne (1983) e per ets Slatkine la miscellanea Carrefour Montaigne (1994). Redattrice di “Paragone-Letteratura” dal 1972, ha pubblicato diversi racconti in rivista ora raccolti in Storie di donne (Bompiani, 2012). Fra i suoi romanzi, Gli occhi dei pavoni (1979), Diletta Costanza (1996), Uffizio delle tenebre (1998), In nome dell’Imperatore (2008), Diario delle solitudini (2011).

François Rabelais
GARGANTUA E PANTAGRUELE
a cura di Lionello Sozzi
Testo francese a fronte a cura di Mireille Huchon
Collana Classici della Letteratura europea, pp. 2272, € 35,00

Il Gargantua e Pantagruele ha deliziato per secoli generazioni di lettori permettendo al suo autore di essere considerato come il «creatore delle lettere francesi» (Chateaubriand) o il «più grande spirito dell’età moderna» (Balzac). Narratore dall’inesauribile estro, François Rabelais è anche il più straordinario inventore di figure mitiche e di mirabolanti avventure che il Cinquecento abbia conosciuto. Nei cinque libri della sua opera – adesso pubblicati, per la prima volta, con il testo francese in edizione critica a fronte – il suo pubblico ha visto di volta in volta il puro intento comico e burlevole, l’atteggiamento irreligioso e dissacrante, la volontà di richiamarsi a una cultura popolare e carnevalesca, il recupero dei valori materiali e corporei, l’adesione a un cristianesimo vicino all’evangelismo erasmiano. Tutte queste letture hanno una parte di verità. Ma soprattutto va tenuto presente l’esplicito intento di Rabelais di proporre quello che egli stesso chiama il “sostanzioso midollo” dell’opera: una trama simbolica che, sotto la superficie comica, coincide coi percorsi del dubbio e si risolve nella ricerca della verità e della saggezza.

François Rabelais nacque alla Devinière, presso Tours, nel 1483, morì a Parigi nel 1553. Fu frate francescano, poi frate benedettino, poi curato di Meudon, ma fu anche un medico preparato e stimato. Dotto di latino e di greco, fu amico di Erasmo e di Budé, oltre che del giurista Tiraqueau e di autori come Marot e Dolet. Tradusse Manardi e Ippocrate, scrisse da Roma, dove soggiornò varie volte, interessanti lettere, compose una Sciomachie per la nascita del figlio di Enrico II. Un’altra sua opera, gli Stratagèmes, non si è mai ritrovata. Ma la sua fama è legata al grande romanzo Gargantua e Pantagruele: ne pubblicò quattro libri tra il 1532 e il 1552, e spesso li ripubblicò emendati e corretti anche per effetto delle censure della Sorbona, severa nel giudicare le estrose, irriverenti avventure dei due giganti e dei loro amici. Un quinto libro uscì postumo.

Lionello Sozzi è professore emerito dell’Università di Torino, socio corrispondente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, membro dell’Accademia delle Scienze di Torino e dell’Académie de Savoie, condirettore della rivista “Studi Francesi”. Ha curato l’edizione italiana di una scelta di Poesie di Hugo (Mondadori) e per Sellerio le Lettere d’amore di Jules Michelet e Athénaïs Mialaret (2006).
Lionello Sozzi si è avvalso, per la curatela del libro, della collaborazione di Antonella Amatuzzi, Dario Cecchetti, Paola Cifarelli e Michele Mastroianni.

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