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	<title>Museo Marino Marini - Davis &amp; Co</title>
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	<description>ufficio stampa nel settore dell&#039;arte e della cultura</description>
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	<title>Museo Marino Marini - Davis &amp; Co</title>
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		<title>Andature III:  Helene Appel e Eva Marisaldi al Museo Marini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davis &#38; Co]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2023 15:02:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Andature III]]></category>
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		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della FLORENCE ART WEEK Andature III Helene Appel / Eva Marisaldi a cura di Marcella Cangioli...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della<br />
<b><i>FLORENCE ART WEEK</i></b><br />
<b>Andature III<br />
</b><b>Helene Appel / Eva Marisaldi<br />
</b>a cura di<br />
Marcella Cangioli e Antonella Nicola<br />
<b>Museo Marino Marini, Firenze | 4 ottobre 2023 &#8211; 24 dicembre 2023</b></p>
<p><b>Il Museo Marino Marini sarà straordinariamente aperto anche giovedì 5 e venerdì 6 ottobre </b><b>per la FLORENCE ART WEEK </b><b>e sabato 7 ottobre ingresso gratuito per la Giornata del Contemporaneo</b><span id="more-12562"></span></p>
<p><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Eva-Marisaldi-Linee-still-da-video-4.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-12564 size-medium alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Eva-Marisaldi-Linee-still-da-video-4-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Eva-Marisaldi-Linee-still-da-video-4-300x169.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Eva-Marisaldi-Linee-still-da-video-4-768x432.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Eva-Marisaldi-Linee-still-da-video-4-1024x576.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Eva-Marisaldi-Linee-still-da-video-4-866x487.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Eva-Marisaldi-Linee-still-da-video-4.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Al<b> Museo Marino Marini</b> a Firenze <b>inaugura, mercoledì 4 ottobre 2023</b>, <b><i>Andature III, </i></b><b>una mostra</b> con <b>opere di Helene Appel e Eva Marisaldi</b> e, <b>in occasione della </b><b><i>Florence Art Week, </i></b><b>il museo sarà straordinariamente</b> aperto al pubblico anche <b>giovedì 5</b> <b>e venerdì 6 ottobre. Sabato 7 ottobre, diciannovesima Giornata del contemporaneo, promossa da AMACI &#8211; Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, l’ingresso sarà gratuito.</b></p>
<p><b><i>Andature</i></b> è un progetto interdisciplinare che nasce nel 2020, a <b>cura di Marcella Cangioli e Antonella Nicola</b>, <b>in collaborazione con l’Associazione Culturale Città Nascosta e il Museo Marino Marini, </b>con il <b>patrocinio</b> <b>del Comune di Firenze </b>e realizzato, in questa terza edizione, grazie al <b>contributo di CONstruire srl, Italianroom srl, Mazzoni Casa srl e Laboratorio Sodini srl.</b> <b>La prima edizione nel 2021 </b>aveva presentato una serie di nuove opere realizzate da<b> Chiara Bettazzi e Daniela De Lorenzo</b> che, partendo dall’inaspettato periodo di sospensione e frattura del ritmo della vita nel quotidiano dovuto alla pandemia, avevano innescato una riflessione su temi quali tempo, ciclicità, caos, entropia, ordine e disordine. La <b>seconda edizione nel 2022</b> ha visto coinvolte <b>Elisabetta di Maggio</b> e <b>Sophie Ko</b>, in un dialogo, altrettanto riuscito, tra poetiche e tematiche, tra arte antica e del presente.</p>
<p><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Helene-Appel-Water-Bubbles-2018-cm-64x57.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-12563 size-medium alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Helene-Appel-Water-Bubbles-2018-cm-64x57-271x300.jpg" alt="" width="271" height="300" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Helene-Appel-Water-Bubbles-2018-cm-64x57-271x300.jpg 271w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Helene-Appel-Water-Bubbles-2018-cm-64x57-768x851.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Helene-Appel-Water-Bubbles-2018-cm-64x57-924x1024.jpg 924w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Helene-Appel-Water-Bubbles-2018-cm-64x57-866x959.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Helene-Appel-Water-Bubbles-2018-cm-64x57.jpg 1180w" sizes="(max-width: 271px) 100vw, 271px" /></a>Come per le precedenti edizioni, <b>l’appuntamento del 2023</b> mantiene il format del confronto tra due artiste, <b>Helene Appel </b>e <b>Eva Marisaldi</b>, spostando questa volta l’accento sull’osservazione del reale, dell’esperienza e del quotidiano, che vengono indagati e rappresentati con una acutezza e fedeltà quasi spiazzanti, da un lato, e una molteplicità di sfumature poetiche, dall’altro. Le curatrici hanno inoltre scelto di ampliare il dialogo poetico tra le due artiste, non solo evidenziando i loro linguaggi e gli importanti legami con la storia dell’arte &#8211; così come già nelle edizioni precedenti- ma intendendo questa volta tessere, nello specifico, una <i>liason</i> con le opere della collezione del Museo Marino Marini, andando a sottolineare quegli elementi ed aspetti materici scultorei e pittorici che hanno interessato Marino Marini, così come le artiste protagoniste di ANDATURE III. Vengono quindi presentate opere pittoriche, scultoree, installazioni sonore, video e disegni in cui, procedendo per intuizioni, ispirazioni o riferimenti specifici, potremo riconoscere il passo dell’artista, il suo tempo, il suo sguardo, il suo inarrestabile processo creativo.<br />
<b><br />
Eva Marisaldi</b>, tra le artiste italiane più interessanti, analizza le modalità della comunicazione, del linguaggio e le regole che influenzano i nostri comportamenti, attraversando in modo trasversale le diverse tematiche che riguardano la nostra società e quotidianità per decodificare, in maniera quasi antropologica, cosa si nasconde dietro le convenzioni. Il suo lavoro si concretizza, poi, in modo eclettico, utilizzando diversi media, passando dal disegno alla fotografia e alla scultura, fino alla performance, all’arte cinetica, al video e alle installazioni sonore (realizzate in collaborazione con Enrico Serotti). Partendo dalle opere di Marino Marini, Eva Marisaldi attua una riflessione sulla scultura scegliendo, nell’immensa produzione del maestro, alcune piccole figure di acrobati e cavalieri che diventano il motivo su cui l’artista articola la sua propria indagine e realizza, appositamente per questa occasione, alcuni nuovi disegni, <i>Danza</i>, due nuove sculture <i>Studio#1</i> e <i>Studio #2</i> e un’incisione su vetro, <i>Lezioni,</i> opere che ben si integrano con le altre selezionate per la mostra, dove ritmo, luce e suono rappresentano il nuovo lessico per continuare a parlare di scultura. Torna allora l’idea del <i>passo</i> che si rivela nei diversi aspetti della sua poetica -dall’osservazione all’esplorazione della realtà, al fine di decrittarne gli aspetti non indagati- così come anche nei mezzi espressivi adottati &#8211; il disegno, le installazioni, i suoni, le immagini animate e le sculture &#8211; che costituiscono una sorta di punteggiatura, una danza che, seguendo il titolo della mostra, afferisce all<i>’andatura</i>, al passo dell’artista, ma anche degli esseri viventi in generale.</p>
<p><b><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Eva-Marisaldi-Perseverance-2019-Lo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-12565 size-medium alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Eva-Marisaldi-Perseverance-2019-Lo-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Eva-Marisaldi-Perseverance-2019-Lo-300x200.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Eva-Marisaldi-Perseverance-2019-Lo-768x512.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Eva-Marisaldi-Perseverance-2019-Lo-1024x683.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Eva-Marisaldi-Perseverance-2019-Lo-866x578.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Eva-Marisaldi-Perseverance-2019-Lo.jpg 1772w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Helene Appel</b>, vive a Berlino e ha numerose mostre internazionali all’attivo. I temi che ricorrono nei suoi dipinti sono presi dalla quotidianità, naturale e domestica, come se dipingesse le cose che sono sotto il suo sguardo, dai ciottoli e tombini incontrati lungo il cammino, a rami e terra o sabbia, fino ad alimenti e oggetti della cucina di casa &#8211; porri sminuzzati, chicchi di riso, canovacci, sapone &#8211; dipinti a grandezza naturale e con perfezione tale da sembrare reali, come veri trompe-l’oeil. Helene dipinge ‘oggetti comuni’ con una maestria ‘fuori dal comune’; così ci troviamo ad ammirare: <i>Twig</i> un ramoscello spezzato, <i>Gully</i>, un tombino su cui casualmente ha camminato, <i>Cutting Board</i>, un sedano tagliato su un piano, o ancora una grande tenda, <i>Blue Fabric</i> del 2016 o <i>Sand</i> (2018) dove i granelli di sabbia, terreno di gioco per bambini o confine della nostra terraferma, disegnano le ombre e le luci di quella inaspettata inquadratura. Estrapolandoli dal contesto e privandoli della loro narrativa, essi mutano e si trasformano assurgendo quasi allo status di icone tridimensionali. Come il fanciullo che trova una conchiglia, un resto di giocattolo o una piccola reliquia, è lo stato di stupore che accende ogni volta l’oggetto su cui Helene poi concentra il suo sguardo. Perlustrando e indagando la quotidianità nelle sue sfaccettature più diverse, ma anche nelle sue forme più comuni &#8211; quelle cui siamo ormai assuefatti o che apparentemente non ci seducono più, dalla natura agli oggetti di uso e consumo più banali- Helene porta il suo sguardo attento alla ricerca di quel dettaglio, di quella forma o di quella precisa curvatura in grado di diventare l’incipit di un nuovo racconto.</p>
<p>Come spesso accade, l’artista, quale instancabile ricercatore, avventuriero e rabdomante, si inoltra in quei luoghi e ambiti che acquisiscono rilevanza solo dopo essere stati contemplati, vissuti, amati da uno sguardo poetico. E lì, in quei luoghi della contemplazione, scopre infinite sfaccettature e altrettante possibili <i>andature</i>, aprendo così alla collettività grandi capitali di esperienza e conoscenza. È un po’ questo ciò che, epoca dopo epoca, continuiamo a chiedere all’arte: di poterci continuare a meravigliare e colmare, di poterci offrire chiavi di lettura inedite e sofisticate per poter partecipare, sempre più profondamente, al mistero della vita stessa. Partendo da dati reali, concreti o astratti, Eva Marisaldi e Helene Appel, attraverso il loro immaginario poetico, rivolgono lo sguardo al “qui ed ora” per tentare, attraverso quello che si mostra palesemente ai nostri occhi, di giungere altrove, a uno svelamento, a quel qualcosa che sfugge, che non cogliamo, che non è riconosciuto, per aprire a possibili altri significati e trasformazioni, in un mondo immerso di parole e immagini dove sempre di più linguaggio e gesti si perdono in un flusso infinito di informazioni.</p>
<p><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Helene-Appel-Cutting-Board-Chopped-Fennel-2023-cm-30x445.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12566 size-medium alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Helene-Appel-Cutting-Board-Chopped-Fennel-2023-cm-30x445-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Helene-Appel-Cutting-Board-Chopped-Fennel-2023-cm-30x445-300x189.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Helene-Appel-Cutting-Board-Chopped-Fennel-2023-cm-30x445-768x484.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Helene-Appel-Cutting-Board-Chopped-Fennel-2023-cm-30x445-1024x646.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Helene-Appel-Cutting-Board-Chopped-Fennel-2023-cm-30x445-866x546.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/10/Helene-Appel-Cutting-Board-Chopped-Fennel-2023-cm-30x445.jpg 1246w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>L’esposizione sarà corredata da un catalogo e sarà visibile fino al 24 dicembre 2023. Durante tutto questo periodo, saranno attivate visite guidate gratuite alla mostra, con solo biglietto di ingresso al Museo.</p>
<p><i>Andature III</i> è realizzata con il Patrocinio del Comune di Firenze, il sostegno di<b> CONstruire srl</b>, <b>Italianroom srl,</b> <b>Mazzoni Casa srl</b> e <b>Laboratorio Sodini srl </b>e la collaborazione di Galleria De Foscherari e P420, Bologna. Si ringrazia Lorenzo Magnolfi Assicurazioni.</p>
<p><b>Helene Appel<br />
</b>Nasce nel 1976 a Karlsruhe, Germania. Vive e lavora a Berlino. Appel ha frequentato la Hochschule für Bildende Künste in Amburgo e si è laureata al Royal College of Art di Londra. Nel 2011 ha conseguito il Kaiserring grant e pubblicato una monografia con Anna-Catharina Gebbers and Bettina Ruhrberg (Textem Verlag, Hamburg). Tra il 2019 e il 2021 ha conseguito una borsa di studio della Dorothea Erxleben program of the state of Lowe che promuove e “qualify outstanding female visual artists for a professorship at an artistic-scientific university”. Nel 2023 viene pubblicato la monografia Helene Appel con testi di Rosanna Mclaughlin, Davide Ferri e Matilda Felix (Hatje Cantz Verlag).</p>
<p><b>Tra le mostre personali, ricordiamo:</b> P420, Bologna (IT, 2023, 2016); Städtische Galerie Delmenhorst (2022); Galerie Rüdiger Schöttle, München (2020,2017); Center for Contemporary Art, Andratx (SP, 2019); The Approach, London (UK, 2019, 2017, 2013, 2010, 2008); James Cohan Gallery, New York (US, 2018, 2014); Mönchehaus Museum, Goslar (2011); Bibliothekswohnung, Berlin (2007)</p>
<p><b>Ha partecipato a numerose mostre collettive</b>: Fondation Thalie, Brüssel (BE, 2021); Palazzo De’ Toschi, Bologna (IT, 2020); ASC Gallery, London (UK 2019); Galerie Rüdiger Schöttle (Germany 2022, 2020, 2019, 2017, 2015) Corbett vs. Dempsey Gallery, Chicago (US, 2019); Museo Lissone, Lissone (IT, 2018); Galerie Judin, Berlin (2018); Kunstmuseum Bochum, Bochum (2017); Centro per l’Arte Contemporanea, Milano (IT, 2017); Weserburg Museum für Moderne Kunst, Bremen (2016); Galerie Luis Campaña, Berlin (2015); me Collectors Room, Berlin(Germany 2014); Projectos Monclova, Mexico City (MX, 2014); Centro per l’Arte Luigi Pecci, Prato (IT, 2013) Parasol Unit, London (UK 2012) Kunsthalle Wilhelmshaven (Germany,2011); Wallspace Gallery, NewYork (USA 2011), Tate Gallery (UK 2009).</p>
<p><b>Eva Marisaldi</b><br />
Nata a Bologna nel 1966, dove vive e lavora. Ha conseguito la maturità artistica presso l&#8217;Istituto d&#8217;arte di Bologna. Ha conseguito il diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna.</p>
<p><b>Ha presentato i suoi lavori in molte mostre internazionali</b>, fra cui la Biennale di Venezia (1993), Istanbul Biennale (1999), Biennale di Venezia (2001), Sonsbeek 9, Arnhem (2001), Happiness, Mori Art Museum, Tokyo (2002), Lyon Biennale (2003), Alexandria Biennale (2003), G3, Vira (2003), Sevilla Biennale (2004), Gwangju Biennale (2004), Quadriennale in Rome (2005), due progetti speciali per Art Basel (Basel, 2001, Miami, 2007), Italy 1980 &#8211; 2007, Hanoi, (2007), It&#8217;s not over yet, New York (2008), Piazze di Roma, MOCA, Shanghai (2010), No Soul for Sale, Tate Modern, London (2011), Documenta, Kassel (2012), Think Twice, Whitechapel, London (2012), Do it, Prishtina (2014), Time is thirsty, Kunsthalle, Wien (2019), International biennal of ceramic art, Jingdezhen (2022).</p>
<p><b>Ha realizzato mostre personali</b> in Italia (Bologna, Milano, Firenze, Napoli, Roma, Trento, Torino, Palermo, Parma, Brescia) e all&#8217;estero (Londra, Monaco, Bruxelles, Miami, Parigi, Ginevra, Montpellier, Annecy, Goteborg, Newcastle).</p>
<p><b>Per la sua attività ha conseguito i seguenti riconoscimenti: </b>Premio Liverani Biennale di Venezia 1993; Premio Alinovi 1998; Benemerita per la Cultura della Repubblica Italiana, presidenza Ciampi, 2003; Targa Volponi 2019; Artista dell&#8217;anno AMACI 2019.</p>
<p><b>ANDATURE III<br />
</b><b>Helene Appel / Eva Marisaldi<br />
</b><b>Museo Marino Marini, Firenze<br />
</b><b>4 ottobre – 24 dicembre 2023<br />
</b>a cura di Marcella Cangioli e Antonella Nicola<br />
<strong>Informazioni</strong><br />
<a href="mailto:info@museomarinomarini.it" target="_blank" rel="noopener">info@museomarinomarini.it<br />
</a><strong>orari:</strong> sabato, la domenica e il lunedì dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso alle 18)<br />
<strong>biglietto:</strong> intero 10 euro</p><p>The post <a href="https://www.davisandco.it/andature-iii-helene-appel-e-eva-marisaldi-al-museo-marini/">Andature III:  Helene Appel e Eva Marisaldi al Museo Marini</a> first appeared on <a href="https://www.davisandco.it">Davis & Co</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Enrique Martínez Celaya al Museo Marino Marini di Firenze</title>
		<link>https://www.davisandco.it/enrique-martinez-celaya-al-museo-marino-marini-di-firenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davis &#38; Co]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 11:55:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[2005]]></category>
		<category><![CDATA[2023]]></category>
		<category><![CDATA[aspettare]]></category>
		<category><![CDATA[Enrique Martínez Celaya]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Verzotti]]></category>
		<category><![CDATA[Guardare]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Marino Marini]]></category>
		<category><![CDATA[Sculture Selezionatw]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>GUARDARE E ASPETTARE Enrique Martínez Celaya Sculture Selezionate 2005-2023 (Watching and Waiting: Enrique Martínez Celaya. Selected Sculpture 2005-2023)...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>GUARDARE E ASPETTARE </strong><br />
<strong>Enrique Martínez Celaya </strong><br />
<strong>Sculture Selezionate 2005-2023</strong><br />
(<em>Watching and Waiting: Enrique Martínez Celaya. Selected Sculpture 2005-2023</em>)<br />
a cura di Giorgio Verzotti</p>
<p><strong>Firenze, Museo Marino Marini</strong><br />
<strong>31 marzo – 29 maggio 2023</strong></p>
<p>Dal 31 marzo al 29 maggio 2023 il <strong>Museo Marino Marini di Firenze</strong> presenta <em><strong>Guardare e aspettare: Enrique Martínez Celaya. Sculture Selezionate 2005-2023</strong></em>, la prima mostra in Italia dell&#8217;artista Enrique Martínez Celaya, nato a Cuba e residente a Los Angeles. Formatosi come pittore, in oltre trent’anni di pratica artistica, Martínez Celaya ha sperimentato anche la scultura, la fotografia, il video e la scrittura, indagando attraverso tutti questi media le relazioni fondamentali tra l’uomo e il mondo. Il suo linguaggio figurativo affonda le radici nella natura, partendo da immagini comuni e familiari come alberi, fiori, fiumi, cieli, mare, ma anche animali e figure umane. L&#8217;iniziale semplicità di questo immaginario, però, lascia presto il posto ad elementi stranianti, un&#8217;esperienza più profonda, opaca e instabile, che si cela immediatamente sotto la superficie.<span id="more-12259"></span></p>
<p><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya_The-Treasure-of-the-Patient_Metallo-filo-di-rame-e-zinco-e-bronzo_2015_1_bassa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-12264 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya_The-Treasure-of-the-Patient_Metallo-filo-di-rame-e-zinco-e-bronzo_2015_1_bassa-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya_The-Treasure-of-the-Patient_Metallo-filo-di-rame-e-zinco-e-bronzo_2015_1_bassa-225x300.jpg 225w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya_The-Treasure-of-the-Patient_Metallo-filo-di-rame-e-zinco-e-bronzo_2015_1_bassa-768x1024.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya_The-Treasure-of-the-Patient_Metallo-filo-di-rame-e-zinco-e-bronzo_2015_1_bassa-866x1155.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya_The-Treasure-of-the-Patient_Metallo-filo-di-rame-e-zinco-e-bronzo_2015_1_bassa.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>Il Museo Marino Marini di Firenze, dedicato al celebre artista italiano, conserva nella sua collezione permanente 183 opere di Marini, tra cui tantissime sculture, anche monumentali. Guardare e aspettare (Watching and Waiting), a cura di Giorgio Verzotti, rivolge dunque un&#8217;attenzione specifica proprio alla scultura di Martínez Celaya, creando un dialogo tra le opere e le sale che le ospitano. Nei lavori presentati a Firenze le immagini tremolanti dei suoi dipinti diventano oggetti concreti in bronzo, cemento, cera o legno, che condividono lo spazio con lo spettatore e ne intensificano il coinvolgimento personale. Attraverso la scultura Martínez Celaya esplora concetti altamente personali ed intimi, che caratterizzano il percorso emotivo della vita, come la memoria, la perdita, la vulnerabilità la forza d&#8217;animo, l&#8217;effimero e la speranza.</p>
<p>“Per l’artista – dice il curatore Giorgio Verzotti – ogni sua opera, pittura o scultura che sia, è il frammento di una narrazione che non viene mai esplicata; è il testimone di un evento, trascorso oppure ancora in atto, che l’osservatore è chiamato a interpretare, superando l’impressione di estraneità e di resistenza che l’opera stessa sembra a prima vista opporre. Guardare e aspettare dunque non è solo il titolo della mostra, ma anche l’indicazione di un auspicato atteggiamento: che l’osservazione si prenda cioè tutto il tempo necessario perché l’opera possa alla fine rendersi esplicita, da ermetica che è, e la narrazione svolgersi, sia pure per passaggi enigmatici”.</p>
<p><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celay_The-Heart-of-Glass_cemento_2020_1_bassa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-12261 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celay_The-Heart-of-Glass_cemento_2020_1_bassa-231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celay_The-Heart-of-Glass_cemento_2020_1_bassa-231x300.jpg 231w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celay_The-Heart-of-Glass_cemento_2020_1_bassa-768x997.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celay_The-Heart-of-Glass_cemento_2020_1_bassa-789x1024.jpg 789w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celay_The-Heart-of-Glass_cemento_2020_1_bassa-866x1124.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celay_The-Heart-of-Glass_cemento_2020_1_bassa.jpg 910w" sizes="auto, (max-width: 231px) 100vw, 231px" /></a>Le sculture di Martínez Celaya si presentano infatti come frammenti di una storia che, nella loro fisicità, occupano lo spazio in cui il visitatore si muove. Sembrano essere una versione permanente di ciò che solitamente è un atto fugace: piangere, sedersi, alzare un braccio, ripararsi.</p>
<p>La grande varietà di materiali e di linguaggi adottati dall’artista in mostra, crea una sorta di paesaggio abitato da opere-mondi, universi di senso diversi l’uno dall’altro o se vogliamo uno scenario costruito su libere associazioni psicologiche, spesso volutamente incongruenti. Una figura seduta, non si saprebbe dire se maschile o femminile, è definita in legno bruciato, uniformemente nero ma provvisto di una pelliccia di orso che le ricopre la spina dorsale; due figure bianche un po’ goffe in cemento sono unite in un abbraccio, mentre la statua di un ragazzo che sta sollevando un braccio è in bronzo dipinto di bianco, ma indossa veri calzoni di tela. Materiali solidi e tradizionali come il bronzo infatti possono generare figure “impossibili”, come l’accumulo a terra di teste nere di liocorni, o come la testa maschile, appoggiata ad una base quasi come fosse decapitata, che genera il suo doppio per partenogenesi. Due opere spiccano per complessità strutturale e per l’impatto emotivo che generano: da un lato un cervo sta appeso dentro una struttura metallica tramite fili di ferro, e sul suo corpo in fiberglass bianco leggiamo scritta a mano una frase di Eliot che parla della precarietà dell’esistenza, dall’altro, una vera uccelliera metallica ospita la statua di un ragazzo dall’aria contrita e lo sguardo volto a terra e, solo avvicinandoci, scopriamo che anch’esso è costruito come un’uccelliera.</p>
<p><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya_The-Companion_Bronzo_-2012_1_bassa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-12262 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya_The-Companion_Bronzo_-2012_1_bassa-234x300.jpg" alt="" width="234" height="300" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya_The-Companion_Bronzo_-2012_1_bassa-234x300.jpg 234w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya_The-Companion_Bronzo_-2012_1_bassa-768x985.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya_The-Companion_Bronzo_-2012_1_bassa-799x1024.jpg 799w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya_The-Companion_Bronzo_-2012_1_bassa-866x1110.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya_The-Companion_Bronzo_-2012_1_bassa.jpg 921w" sizes="auto, (max-width: 234px) 100vw, 234px" /></a>Enrique Martinez Celaya è insomma un narratore che si esprime per enigmi e se c’è un tratto comune che unisce le sue multiformi creazioni questo è il senso della transitorietà, l’attrazione per ciò che non permane, che costantemente diviene e che il desiderio inutilmente sempre vorrebbe fermare. Come il ragazzo che brucia, nel dipinto che per primo vediamo in questa mostra, l’impermanenza coinvolge anche le sculture nel loro corpo solido portatore però di incongruità: sono concrezioni momentanee di un flusso ininterrotto di sorprendenti suggestioni.</p>
<p>In occasione dell’esposizione al Museo Marino Marini, la Secci Gallery ospita, dal 5 maggio al 29 luglio 2023, una personale dell’artista che presenta invece, nella sua sede, le opere pittoriche.</p>
<p><strong>L’artista</strong><br />
Enrique Martínez Celaya è un artista, autore ed ex fisico le cui opere sono state esposte e collezionate da importanti istituzioni in tutto il mondo. È Provost Professor of Humanities and Arts alla University of Southern California, Distinguished Professor per l&#8217;MFA in Fine Arts all&#8217;Otis College of Art and Design e Montgomery Fellow al Dartmouth College. Ha realizzato mostre, progetti e interventi in musei, gallerie ed altri luoghi di cultura, tra cui la Berliner Philharmonie di Berlino, il Museo Statale dell&#8217;Ermitage a San Pietroburgo, la Phillips Collection di Washington D.C., la Cathedral Church of St. John the Divine a New York e il Museum der bildenden Künste Leipzig, in <a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya-con-l_opera20The20Heart20of20Glass2C20Culver20City20Studio2C202020_bassa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-12260 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya-con-l_opera20The20Heart20of20Glass2C20Culver20City20Studio2C202020_bassa-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya-con-l_opera20The20Heart20of20Glass2C20Culver20City20Studio2C202020_bassa-240x300.jpg 240w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya-con-l_opera20The20Heart20of20Glass2C20Culver20City20Studio2C202020_bassa-768x960.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya-con-l_opera20The20Heart20of20Glass2C20Culver20City20Studio2C202020_bassa-819x1024.jpg 819w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya-con-l_opera20The20Heart20of20Glass2C20Culver20City20Studio2C202020_bassa-866x1083.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya-con-l_opera20The20Heart20of20Glass2C20Culver20City20Studio2C202020_bassa.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 240px) 100vw, 240px" /></a>Germania. Le sue opere sono presenti in 56 collezioni pubbliche internazionali, tra cui il Metropolitan Museum of Art, il Los Angeles County Museum of Art, il Whitney Museum of American Art, il Moderna Museet di Stoccolma, il Museum of Fine Arts di Houston e il Museum der bildenden Künste di Lipsia. Martínez Celaya è autore di numerosi libri, tra cui i due volumi Collected Writings and Interviews, 2010-2017 e 1990-2010, Lincoln: University of Nebraska Press, 2020 e 2011; e The Nebraska Lectures, Lincoln: University of Nebraska Press, 2011. Il suo lavoro è stato oggetto di diverse pubblicazioni monografiche, tra cui Martínez Celaya, SEA SKY LAND: towards a map of everything, Berlin: Hatje Cantz, 2021, Enrique Martínez Celaya e Käthe Kollwitz: Von den ersten und den letzten Dingen, Berlino: Hatje Cantz, 2021, Martínez Celaya, Work and Documents 1990-2015, Santa Fe: Radius Books, 2016, e Enrique Martínez Celaya: Working Methods, Barcelona: Ediciones Polígrafa, 2012.</p>
<p>Martínez Celaya è nato a Cuba e cresciuto in Spagna e a Porto Rico. Ha iniziato la sua formazione artistica formale come apprendista di un pittore all&#8217;età di 12 anni. Ha conseguito una laurea in Fisica Applicata e una minore in Ingegneria Elettronica presso la Cornell University e un Master of Science con specializzazione in Elettronica Quantistica presso la University of California, Berkeley. Ha condotto parte delle sue ricerche di fisica presso il Brookhaven National Laboratory ed è titolare di diversi brevetti di dispositivi laser. Ha frequentato la Skowhegan School of Painting &amp; Sculpture e ha conseguito un MFA con il massimo dei voti presso l&#8217;Università della California, Santa Barbara, dove è stato anche Regents Fellow e Junior Fellow dell&#8217;Interdisciplinary Humanities Center. Nel 1997 è stato insignito del <a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya_The-Prayer_Vetrina-in-vetro-con-fibra-di-vetro-metallo-lattice-e-cera_2022_2-bassa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-12263 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya_The-Prayer_Vetrina-in-vetro-con-fibra-di-vetro-metallo-lattice-e-cera_2022_2-bassa-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya_The-Prayer_Vetrina-in-vetro-con-fibra-di-vetro-metallo-lattice-e-cera_2022_2-bassa-225x300.jpg 225w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya_The-Prayer_Vetrina-in-vetro-con-fibra-di-vetro-metallo-lattice-e-cera_2022_2-bassa-768x1024.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya_The-Prayer_Vetrina-in-vetro-con-fibra-di-vetro-metallo-lattice-e-cera_2022_2-bassa-866x1155.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2023/03/Enrique-Martínez-Celaya_The-Prayer_Vetrina-in-vetro-con-fibra-di-vetro-metallo-lattice-e-cera_2022_2-bassa.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>premio Art Here and Now dal Los Angeles County Museum of Art. Nel 1998, Martínez Celaya ha creato la casa editrice Whale &amp; Star, riconosciuta a livello internazionale che pubblica libri di arte, poesia, pratica artistica e teoria critica. Prima dei suoi attuali incarichi accademici, ha ricoperto le posizioni di Roth Family Distinguished Visiting Scholar al Dartmouth College, di Presidential Professor all&#8217;Università del Nebraska e di professore associato al Pomona College e alla Claremont Graduate University. Nel 2020 ha ricevuto il titolo di Doctor Honoris Causa dall&#8217;Otis College of Art and Design, dove ha tenuto il discorso di inizio anno. È membro della Huntington Library, Art Museum e Botanical Gardens, del Los Angeles Institute for the Humanities e della Robinson Jeffers Tor House Foundation. Fa parte del consiglio di amministrazione dell&#8217;Otis College of Art and Design, è stato consulente artistico dell&#8217;Anderson Ranch Arts Center dal 2018 al 2021, dove ha ricevuto il National Artist Award nel 2007, ed è membro dell&#8217;International Advisory Council della Hispanic Society of America. Ha tenuto conferenze in tutto il mondo, tra cui l&#8217;American Academy di Berlino, l&#8217;Art Institute di Chicago, la Royal Drawing School e l&#8217;Aspen Institute.</p>
<p><strong>Informazioni</strong><br />
<strong>Museo Marino Marini</strong><br />
Firenze<br />
Orario: sabato, domenica, lunedì, 10-19, ultimo ingresso ore 18<br />
<a href="http://www.martinezcelaya.com" target="_blank" rel="noopener">www.martinezcelaya.com</a></p><p>The post <a href="https://www.davisandco.it/enrique-martinez-celaya-al-museo-marino-marini-di-firenze/">Enrique Martínez Celaya al Museo Marino Marini di Firenze</a> first appeared on <a href="https://www.davisandco.it">Davis & Co</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Andature II con Elisabetta di Maggio e Sophie Ko al Museo Marini di Firenze</title>
		<link>https://www.davisandco.it/andature-ii-con-elisabetta-di-maggio-e-sophie-ko-al-museo-marini-di-firenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davis &#38; Co]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2022 08:31:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Andature]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ANDATURE II Elisabetta di Maggio / Sophie Ko Museo Marino Marini, Firenze a cura di Marcella Cangioli e...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>ANDATURE II<br />
</b><b><i>Elisabetta di Maggio / Sophie Ko<span class="Apple-converted-space"><br />
</span></i></b>Museo Marino Marini, Firenze<br />
a cura di Marcella Cangioli e Antonella Nicola<br />
24 Settembre-24 ottobre 2022</p>
<p>Al<b> Museo Marino Marini</b> inaugura<b> sabato 24 settembre 2022</b>, in occasione della settimana dell’Arte <i>Florence Art Week</i>, la mostra <b><i>Andature II </i></b>con <b>opere di Elisabetta di Maggio e Sophie Ko</b>. <b><i>Andature</i></b> è un progetto interdisciplinare che nasce nel 2020, a <b>cura di Marcella Cangioli e Antonella Nicola</b>, <b>in collaborazione con l’Associazione Culturale Città Nascosta e il Museo Marino Marini, realizzato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze</b>.<span id="more-11972"></span></p>
<p><b><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Sophie-Ko-Atlanti-2020-Museo-Marino-Marini-photo-Serge-Dominge.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11975 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Sophie-Ko-Atlanti-2020-Museo-Marino-Marini-photo-Serge-Dominge-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Sophie-Ko-Atlanti-2020-Museo-Marino-Marini-photo-Serge-Dominge-300x228.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Sophie-Ko-Atlanti-2020-Museo-Marino-Marini-photo-Serge-Dominge-768x584.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Sophie-Ko-Atlanti-2020-Museo-Marino-Marini-photo-Serge-Dominge-1024x779.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Sophie-Ko-Atlanti-2020-Museo-Marino-Marini-photo-Serge-Dominge-866x659.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Sophie-Ko-Atlanti-2020-Museo-Marino-Marini-photo-Serge-Dominge.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La prima edizione aveva presentato Chiara Bettazzi e Daniela De Lorenzo</b>. Partendo dall’inaspettato periodo di sospensione e frattura del ritmo della vita nel quotidiano, dovuto alla pandemia, le due artiste avevano innescato una riflessione su temi come: tempo, ciclicità, caos, entropia, ordine e disordine. Da questa inedita collaborazione sono nati due video, realizzati a quattro mani, <i>Leitmotiv</i> e <i>Effetti a Distanza, </i>esposti al Museo Marino Marini insieme a una selezione di opere, sia della Bettazzi che della De Lorenzo, prodotte nel 2021.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il concetto di tempo e il suo indelebile flusso sono al centro, tra confronti e similitudini, anche della poetica<b> </b>di <b>Elisabetta di Maggio</b> e <b>Sophie Ko</b>, protagoniste di <b><i>Andature</i> 2022</b>.<span class="Apple-converted-space"><br />
</span><b><br />
Elisabetta di Maggio</b>, nei suoi lavori, attraversa con linee rette e curve una cartografia errante tra materiali diversi: dal sapone inciso, come in <i>Fez 2013, </i>a elementi vegetali, foglie, rami, fiori “ricamati” come nei <i>Vuoto d’aria # 1, #2 #3 (2021</i>), dove l’artista immagina nuovi paesaggi dal fragile equilibrio ma dalla forte tensione interna; agli spilli che disegnano il volo incerto delle farfalle, dovuto agli spostamenti d’aria, <i>Traiettoria di Volo di Farfalla #08, 2017. </i>E ancora<i> </i>ai francobolli<i>, </i>metafore di storie vissute e attese,<i> </i>che compongono, in una<i> </i>complessa e articolata ricostruzione, un meraviglioso e prezioso mosaico, <i>Senza Titolo 2019</i>.<span class="Apple-converted-space"> </span><b><span class="Apple-converted-space"><br />
</span></b><b><br />
Sophie Ko</b> costruisce, invece, mappe cromatiche informi usando pigmenti puri, ceneri ottenute bruciando immagini di opere d’arte che raccolte in teche di vetro, poste verticalmente, si modificano con lo scorrere del tempo come in <i>Geografie Temporali. Atti di Resistenza o</i> <i>Geografie temporali</i>. <i>Le Ceneri della Storia 2020</i>. La posizione verticale fa sì che la gravità spinga la materia verso terra, la fa precipitare e, in questo senso, ogni <i>Geografia temporale</i> è un segnatempo, un orologio a polvere. La cornice delimita lo spazio dell’immagine di cenere, come le ampolle della clessidra definiscono lo spazio del tempo misurabile. Il disegno nel quadro cambia, le immagini vivono nel tempo, ne sono testimoni, scompaiono e ritornano. A volte Sophie Ko inserisce elementi come fiori o farfalle, <i>Geografie Temporali</i><b>.</b> <i>Vanitas della Terra</i>, 2020<i>,</i> richiamando l’aspirazione metafisica, attraverso cangiantismi e sfavillii dorati, degli antichi maestri.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>“In continuità con l’edizione precedente &#8211; <b>dichiarano le curatrici Marcella Cangioli e Antonella Nicola</b> &#8211; <b><i>Andature</i></b> prosegue la riflessione sul nostro essere e stare nel mondo, esseri complessi in continua trasformazione, in una realtà multidimensionale che non può non tenere conto del legame inscindibile che unisce l’Uomo alla Natura, ma anche alle leggi e ai processi evolutivi dell’Universo. Scienza, cosmologia, macro e microcosmo, ecologia, natura e ritmi biologici, dinamiche di confronto e di relazione, sono questi i temi che scandiscono il cammino dell’uomo lungo la strada della sua evoluzione e che caratterizzano questo progetto definito proprio dal passo, dall’ANDATURA dell’artista, singolarmente o congiuntamente.”<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Elisabetta-di-Maggio-FEZ-2001-sapone-di-Marsiglia-intagliato-a-mano-con-bisturi-Museo-Marino-Marini-photo-Serge-Dominge-.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11973 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Elisabetta-di-Maggio-FEZ-2001-sapone-di-Marsiglia-intagliato-a-mano-con-bisturi-Museo-Marino-Marini-photo-Serge-Dominge--300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Elisabetta-di-Maggio-FEZ-2001-sapone-di-Marsiglia-intagliato-a-mano-con-bisturi-Museo-Marino-Marini-photo-Serge-Dominge--300x205.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Elisabetta-di-Maggio-FEZ-2001-sapone-di-Marsiglia-intagliato-a-mano-con-bisturi-Museo-Marino-Marini-photo-Serge-Dominge--768x524.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Elisabetta-di-Maggio-FEZ-2001-sapone-di-Marsiglia-intagliato-a-mano-con-bisturi-Museo-Marino-Marini-photo-Serge-Dominge--1024x698.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Elisabetta-di-Maggio-FEZ-2001-sapone-di-Marsiglia-intagliato-a-mano-con-bisturi-Museo-Marino-Marini-photo-Serge-Dominge--866x591.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Elisabetta-di-Maggio-FEZ-2001-sapone-di-Marsiglia-intagliato-a-mano-con-bisturi-Museo-Marino-Marini-photo-Serge-Dominge-.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>L’esposizione è corredata da un catalogo con un saggio critico di Francesco Guzzetti; fotografie di Serge Domingie.</p>
<p>La mostra sarà visitabile fino al 24 ottobre, dal sabato al lunedì, dalle 10 alle 19, ultimo ingresso ore 18,30. Per l’occasione, alcune opere delle due artiste saranno esposte anche al piano terra dell’Hotel Savoy, a Firenze, Piazza della Repubblica.</p>
<p><b><i>Andature II</i></b> è realizzata con il sostegno e la collaborazione delle gallerie di riferimento delle artiste: Building Milano, Galleria De Foscherari, Bologna, Renata Fabbri Arte Contemporanea Milano, Christian Stein, Milano.</p>
<p><b>Si ringrazia Catani Gagliani Assicurazioni</b>.</p>
<p><b><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Elisabetta-di-Maggio-VUOTO-d’ARIA-02-2020-courtesy-Galleria-C.-Stein-photo-Serge-Dominge-.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11974 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Elisabetta-di-Maggio-VUOTO-d’ARIA-02-2020-courtesy-Galleria-C.-Stein-photo-Serge-Dominge--300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Elisabetta-di-Maggio-VUOTO-d’ARIA-02-2020-courtesy-Galleria-C.-Stein-photo-Serge-Dominge--300x208.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Elisabetta-di-Maggio-VUOTO-d’ARIA-02-2020-courtesy-Galleria-C.-Stein-photo-Serge-Dominge--768x532.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Elisabetta-di-Maggio-VUOTO-d’ARIA-02-2020-courtesy-Galleria-C.-Stein-photo-Serge-Dominge--1024x709.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Elisabetta-di-Maggio-VUOTO-d’ARIA-02-2020-courtesy-Galleria-C.-Stein-photo-Serge-Dominge--866x600.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Elisabetta-di-Maggio-VUOTO-d’ARIA-02-2020-courtesy-Galleria-C.-Stein-photo-Serge-Dominge-.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Elisabetta di Maggio</b>. Nata a Milano nel 1964, vive e lavora a Venezia.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il suo lavoro pone al centro la tematica del tempo inteso come tempo della vita e tempo del fare che spesso coincidono perché parte di un medesimo progetto esistenziale. Il tempo è declinato in tutte le sue forme tanto da farlo diventare la vera materia del suo lavoro.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Da molti anni porta avanti una ricerca che cerca di mettere in luce quelli che per lei sono i due elementi salienti della vita: le reti di comunicazioni necessarie a trasmettere informazioni e il tempo necessario perché questo passaggio abbia luogo. Mette in evidenza le strette connessioni esistenti tra le trame, i circuiti, le griglie, le strutture e i reticoli che appartengono a differenti mondi ma che fanno parte della nostra esistenza, in cui spendiamo il nostro tempo e la nostra quotidianità. Prende i suoi soggetti dal mondo reale, partendo da illustrazioni antropologiche, botaniche, urbanistiche; ma anche da ricami e disegni di tappezzerie e arazzi che appartengono ad un quotidiano domestico. Per quest’artista, il gesto manuale è fondativo dell’opera, capace di coniugare insieme la tradizione artigiana che ci è stata tramandata e che ha contribuito a rendere unici molti luoghi, con il tempo lungo di realizzazione che per lei diventa una condizione imprescindibile e concettuale.<br />
<a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Sophie-KoMetaxy-2021-2-3-elementi-pigmento-puro-e-polvere-d’oro-cm-80x200-cadMuseo-Marino-Marini-photo-Serge-Domingejpg.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11976 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Sophie-KoMetaxy-2021-2-3-elementi-pigmento-puro-e-polvere-d’oro-cm-80x200-cadMuseo-Marino-Marini-photo-Serge-Domingejpg-216x300.jpg" alt="" width="216" height="300" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Sophie-KoMetaxy-2021-2-3-elementi-pigmento-puro-e-polvere-d’oro-cm-80x200-cadMuseo-Marino-Marini-photo-Serge-Domingejpg-216x300.jpg 216w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Sophie-KoMetaxy-2021-2-3-elementi-pigmento-puro-e-polvere-d’oro-cm-80x200-cadMuseo-Marino-Marini-photo-Serge-Domingejpg-768x1069.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Sophie-KoMetaxy-2021-2-3-elementi-pigmento-puro-e-polvere-d’oro-cm-80x200-cadMuseo-Marino-Marini-photo-Serge-Domingejpg-736x1024.jpg 736w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Sophie-KoMetaxy-2021-2-3-elementi-pigmento-puro-e-polvere-d’oro-cm-80x200-cadMuseo-Marino-Marini-photo-Serge-Domingejpg-866x1205.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2022/09/Sophie-KoMetaxy-2021-2-3-elementi-pigmento-puro-e-polvere-d’oro-cm-80x200-cadMuseo-Marino-Marini-photo-Serge-Domingejpg.jpg 1150w" sizes="auto, (max-width: 216px) 100vw, 216px" /></a>Il metodo di lavoro è sempre lo stesso da anni, taglia differenti materiali usando affilati bisturi da chirurgo, da grandi fogli di carta velina, passa a foglie di vegetali piccoli o enormi, saponi, porcellana e altre superfici, incluso l’intonaco dei muri. Trascorre ore a sezionare questi materiali e il risultato sono lavori che ci restituiscono il senso del tempo e possono essere accomunati da un tema unitario: quali forme assume la natura nel suo dilatarsi e organizzarsi. E’ attiva dai primi anni 90’ e molte sono le sue mostre collettive e personali in istituzioni pubbliche e private nazionali e internazionali tra cui <i>ASTRATTE </i>donne e astrazione in Italia 1930-2000, Villa Giulia, Como (2022); <i>Paper Routes</i>, NMWA Washington DC (2020) ; Della Materia Spirituale dell’Arte, Museo MAXXI, Roma (2019); <i>Words</i> are Very Unnecessary, Arter Museum, Istambul<span class="Apple-converted-space">  </span>(2019) Seconda soluzione di eternità, Building Gallery, Milano (2019); <i>Equilibrium</i>, an idea for the Italian sculpture, Mazzoleni arte Torino/Londra (2018/2019) ; <i>Women</i> in Italian Design, Triennale di Milano (2016)<span class="Apple-converted-space">  </span><i>Terre Vulnerabili</i>, <i>a growing exhibition</i>, Hangar Bicocca, Milano (2010) XLV BIENNALE d’ARTE in Venezia (1993).<b><br />
</b></p>
<p><b>Sophie Ko. </b>Nata a Tbilisi, Georgia, nel 1981, vive e lavora a Milano. L’artista pone al centro dei suoi lavori la questione del tempo istituendo una forte relazione simbolica tra i materiali utilizzati, per lo più ceneri di immagini bruciate e pigmenti puri, e le immagini create. Il mutamento e l’instabilità dei materiali in relazione allo scorrere del tempo sono alcune delle costanti della sua ricerca artistica. Un’altra componente essenziale delle sue “geografie temporali” è la forza di gravità che opera sulla e con la materia del quadro, la cenere. Con il passar del tempo la composizione del quadro cambia, la cenere cade, il tempo grazie alla forza di gravità segna il suo passaggio. Le “geografie temporali” possono così essere concepite come disegni del tempo che si insediano in un luogo, immagini spaziali. Sophie Ko ha esposto sia in Italia che all’estero. Tra le mostre personali ricordiamo: <i>Il resto della terra</i>, testi di Federico Ferrari e Domenico Brancale, Galleria de’ Foscherari, Bologna, 2021/2022; <i>The Shape of Gold. 9/12 Sophie Ko, Metaxu</i>, curata da Melania Rossi, BUILDINGBOX, Milano 2021; <i>Atti di resistenza</i>, in <i>Materie, spazi, visioni,</i> testo di Andrea Pinotti, BUILDING, Milano, 2020; <i>Sporgersi nella notte</i>, testi di Marina Dacci e Maurizio Guerri, Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milano, 2018; <i>Sporgersi nella notte. Atto primo</i>, San Martino, testo di Gaspare Luigi Marcone, The Open Box, Milano, 2018; <i>Terra. Geografie Temporali</i>, curata da Federico Ferrari, Gallera de’ Foscherari, Bologna, 2016; <i>Silva Imaginum</i>, curata da Federico Ferrari, Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milano, 2015; <i>Sophie Ko. Solo Show</i>, A+B Contemporary Art, Brescia, 2014.</p>
<p><b>ANDATURE II<br />
</b><b>Elisabetta di Maggio / Sophie Ko<span class="Apple-converted-space"><br />
</span></b><b>Museo Marino Marini, Firenze<br />
</b><b>24</b> <b>Settembre – 24 Ottobre 2022<span class="Apple-converted-space"><br />
</span></b>Un progetto Associazione Culturale Città Nascosta a cura di Marcella Cangioli e Antonella Nicola<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><strong>Informazioni</strong><br />
<strong>Museo Marino Marini</strong><b><br />
</b>Piazza San Pancrazio| Firenze<br />
Orario: sabato – domenica – lunedì 10:00 – 19:00 / mercoledì – giovedì – venerdì 10:00 – 13:00<br />
Chiuso il martedì e i giorni festivi – Biglietti: intero € 6, ridotto € 4, studenti € 3.<br />
tel.  055 219432<br />
<a href="mailto:info@museomarinomarini.it" target="_blank" rel="noopener">info@museomarinomarini.it</a> | <a href="http://www.museomarinomarini.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.museomarinomarini.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1738149597359000&amp;usg=AOvVaw3C8Ke7ouiHmIWfR0BRYA8Y"><wbr />www.museomarinomarini.it</a></p><p>The post <a href="https://www.davisandco.it/andature-ii-con-elisabetta-di-maggio-e-sophie-ko-al-museo-marini-di-firenze/">Andature II con Elisabetta di Maggio e Sophie Ko al Museo Marini di Firenze</a> first appeared on <a href="https://www.davisandco.it">Davis & Co</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chiara Bettazzi e Daniela De Lorenzo al Museo Marini</title>
		<link>https://www.davisandco.it/chiara-bettazzi-e-daniela-de-lorenzo-al-museo-marini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davis &#38; Co]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Oct 2021 09:06:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Andature]]></category>
		<category><![CDATA[Antonella Nicola]]></category>
		<category><![CDATA[Arabella Natalini]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Bettazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Città Nascosta]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela De Lorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Marcella Cangioli]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Grazia Grella]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Marino Marini]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizia Asproni]]></category>
		<category><![CDATA[Saretto Cincinelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ANDATURE Chiara Bettazzi / Daniela De Lorenzo Un progetto in collaborazione con Associazione Culturale Città Nascosta mostra a...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>ANDATURE<br />
</em></strong><strong><em>Chiara Bettazzi / Daniela De Lorenzo<br />
</em></strong>Un progetto in collaborazione con Associazione Culturale Città Nascosta<br />
mostra a cura di Marcella Cangioli e Antonella Nicola<br />
con la partecipazione di Saretto Cincinelli<br />
Museo Marino Marini, Firenze | 3 -30 ottobre 2021</p>
<p>Presentazione del catalogo e Talk | 18 ottobre 2021| ore 17<br />
con Chiara Bettazzi, Daniela De Lorenzo, Arabella Natalini, Saretto Cincinelli, Maria Grazia Grella.<br />
Presentazione e Introduzione di Patrizia Asproni, Marcella Cangioli e Antonella Nicola.<br />
<strong>aperto al pubblico</strong></p>
<p><em>In collaborazione con </em><strong>Museo Marino Marini<br />
</strong><em>Realizzato con il contributo di </em><strong>Fondazione CR Firenze</strong></p>
<p><strong>Il Museo Marino Marini ospita dal 3 al 30 ottobre 2021</strong>, la mostra <strong><em>Andature, </em></strong>frutto di un progetto che in questa prima edizione vede <strong>Chiara Bettazzi </strong>e <strong>Daniela De Lorenzo </strong>&#8211; artiste attive ormai da tempo sulla scena italiana ed internazionale &#8211; protagoniste di un’inedita collaborazione. L’esposizione<strong>, </strong>a cura di Marcella Cangioli, Antonella Nicola e Saretto Cincinelli, è realizzata con Città Nascosta associazione culturale e grazie al contributo della <strong>Fondazione CR Firenze.</strong><span id="more-11393"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Presentato al pubblico nelle Sale della Fotografia del Museo Marino Marini, <strong><em>Andature</em></strong> è un lavoro costruito a quattro mani, che si concretizza in due video installazioni, e si completa con un focus sugli ultimi lavori di Bettazzi e De Lorenzo. Un confronto e una coesione tra poetiche, dove l’<em>andatura </em>di ognuna delle due artiste ha intercettato sul suo percorso una possibilità di compendiare, nell’altrui ricerca, la propria.</p>
<p>Questa riflessione, che dà vita a questa prima edizione, nasce in un periodo di improvviso scarto, tra il ritmo di una società in corsa verso la propria auto-affermazione e uno stallo improvviso che ha determinato una diffusa nuova necessità di cambiamento. È infatti durante lo scorso marzo 2020, che i pensieri hanno cominciato a produrre alternative, differenti percorsi, ipotesi e sequenze inedite. L’“ordine” entro cui si dispiegava il ritmo frenetico del nostro fare, ha subito un contraccolpo: l’improvvisa forte frenata imposta, ha creato un disordine attraverso l’arresto.<br />
È all’interno di questo “disordine”, di questa sospensione che <strong>Chiara Bettazzi e Daniela  De Lorenzo</strong>, reagendo al periodo di crisi e di isolamento, di distanziamento e di disgregazione, hanno lavorato e dato vita ad un vero e proprio “cambio di stato”, attraverso una vicinanza e una condivisione, che si sono formalizzate nella realizzazione di due opere video. Una collaborazione che non solo avvicina e in qualche modo sottolinea le numerose   affinità tra le due differenti poetiche, ma che ha prodotto un inaspettato, imprevisto sodalizio.</p>
<p><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Chiara-Bettazzi-Still-Life-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11395 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Chiara-Bettazzi-Still-Life-3-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Chiara-Bettazzi-Still-Life-3-200x300.jpg 200w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Chiara-Bettazzi-Still-Life-3-768x1152.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Chiara-Bettazzi-Still-Life-3-683x1024.jpg 683w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Chiara-Bettazzi-Still-Life-3-866x1299.jpg 866w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Le due video installazioni, <strong><em>Effetti a distanza </em></strong>e <strong><em>Leitmotiv</em></strong>, parlano del tempo, in una dimensione che, da un lato, racconta di microcosmo e di quotidiano, di accumulo, ordine e disordine, di creazione e distruzione, di stasi, movimento e rottura; dall’altro tocca temi legati al macrocosmo e alla sospensione del tempo, dove la “musica dei pianeti” e dei cicli cosmici diventano i nuovi regolatori del divenire.</p>
<p>L’azione descritta nel video <strong><em>Leitmotiv </em></strong>irrompe, forte e decisa, così come il sonoro, turbando l’ordine predefinito delle cose, creando uno spazio di esistenza nuovo, un  <em>nuovo mondo</em>, diverso, differente. Nella sala accanto, nel buio, una finestra apre invece lo sguardo e la percezione su un tempo dilatato: è il video <strong><em>Effetti a distanza </em></strong>che, a complemento, ma anche in contrapposizione alla precedente azione, apre il sipario sul lento divenire cosmico, scandito dalla musica delle sfere, di cui già Platone parlava in <em>La Repubblica</em>.</p>
<p>Accanto a <strong><em>Effetti a distanza </em></strong>e <strong><em>Leitmotiv</em></strong>, una selezione di opere inedite ci accompagna alla scoperta della personale percorso delle due artiste.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Gag </em></strong>e <strong><em>Schock</em></strong>, rispettivamente un trittico e una singola scultura, sono opere che hanno origine dal lento lavoro di sovrapposizione e stratificazione compiuto da <strong>Daniela De Lorenzo</strong>. La carta, sovvertendo la sua natura bidimensionale, si fa <em>corpo </em>nello spazio, scultura vera e propria, che aggetta e arretra con le sue forme, mostrandosi con struttura e peso. Le tematiche della ricerca parlano sempre della figura che, nella sua materia, nel suo corpo fisico, interagisce come volume con i “pieni” dello spazio circostante. A questo concetto si agganciano poi le ulteriori riflessioni innescate dall’artista: quella relativa alla “dimensione dell’ascolto” in stretta relazione con le dimensioni spazio e tempo, evidenziata nelle tre figure viste dall’alto dell’opera <strong><em>Gag </em></strong>e quella della convivenza e dell’ambivalenza come spazi percorribili, incarnate nell’opera <strong><em>Schock</em></strong>, attraverso l’unione  di parti “opposte” di figure femminili, tratte dalle Tre Grazie di Lucas Cranach (1531). Un’armonia che si manifesta là dove esiste la possibilità di essere, dove il pensiero diventa creativo.</p>
<p><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Chiara-Bettazzi-e-Daniela-De-Lorenzo-ANDATURE-leitmotive-frame.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11394 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Chiara-Bettazzi-e-Daniela-De-Lorenzo-ANDATURE-leitmotive-frame-300x94.jpg" alt="" width="300" height="94" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Chiara-Bettazzi-e-Daniela-De-Lorenzo-ANDATURE-leitmotive-frame-300x94.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Chiara-Bettazzi-e-Daniela-De-Lorenzo-ANDATURE-leitmotive-frame-768x240.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Chiara-Bettazzi-e-Daniela-De-Lorenzo-ANDATURE-leitmotive-frame-1024x320.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Chiara-Bettazzi-e-Daniela-De-Lorenzo-ANDATURE-leitmotive-frame-866x270.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Chiara-Bettazzi-e-Daniela-De-Lorenzo-ANDATURE-leitmotive-frame.jpg 1819w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>In dialogo con queste opere, troviamo poi il nuovo ciclo di fotografie di <strong>Chiara Bettazzi</strong>, <strong><em>Still Life (quarto ciclo &#8211; aste) 2020</em></strong>, dove la natura morta di sapore “fiammingo”, con i suoi dettagli, le ombre e le luci, trova nuovi elementi, riferimenti a noi familiari, perché parte del nostro vissuto, del quotidiano. Ponendo le premesse sulla conoscenza e i dati che la storia dell’arte ci ha restituito riguardo al concetto di natura morta, l’artista vi innesca quel processo di decontestualizzazione e destrutturazione già argomentato in epoca moderna, a partire da Duchamp, padre del <em>ready made</em>, per approdare ad un linguaggio poliedrico, che avvicina epoche, stili e sperimentazioni diverse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le fotografie di ‘nature morte’ nascono da questa stratificazione e proliferazione di riferimenti ed elementi di varia provenienza, che estrapolati dalla loro funzione canonica, partecipano ad una nuova narrazione, pur mantenendo forma e composizione classiche. Un linguaggio che rivela un flusso incessante di contaminazioni che evolvono fino poi a trovare una corrispondenza anche nelle installazioni, come quella che l’artista realizza al Museo Marino Marini.</p>
<p>A completamento della mostra, <strong>Daniela De Lorenzo </strong>espone un dittico che porta in campo l’atto del guardare: il percorso inquieto e misterioso dello sguardo, alla ricerca di  indizi per la cattura di diverse silhouette. L’opera <strong><em>Dove sei </em></strong>è realizzata, anche in questo  caso,  in un tempo lungo e paziente, con un lavoro di intaglio sulla tavola e col successivo riempimento del disegno tracciato, proprio come un prezioso intarsio che, in questo caso, vede ancora la carta quale protagonista della trasmissione del linguaggio e dell’immaginario dell’uomo.</p>
<p><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Daniela-de-Lorenzo-Gag-20192021.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11397 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Daniela-de-Lorenzo-Gag-20192021-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Daniela-de-Lorenzo-Gag-20192021-300x224.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Daniela-de-Lorenzo-Gag-20192021-768x574.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Daniela-de-Lorenzo-Gag-20192021-1024x765.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Daniela-de-Lorenzo-Gag-20192021-866x647.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Daniela-de-Lorenzo-Gag-20192021.jpg 1701w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>L’esposizione è corredata da un catalogo con fotografie di Serge Domingie e testi critici di Saretto Cincinelli e Maria Grazia Grella, edito da EIA edizioni.</p>
<p>Dichiara <strong>Patrizia Asproni</strong>, presidente del <strong>Museo Marino Marini</strong>: “In un periodo in cui il dibattito sull’art gap, la disuguaglianza di genere nel settore dell’arte e della cultura, è quanto mai attuale, essere a sostegno di un’iniziativa curata da due donne e che valorizza la ricerca di due artiste attive quali sono Chiara Bettazzi e Daniela De Lorenzo credo sia una scelta particolarmente significativa, in linea con un museo voluto da donna, Marina Marini, e presieduto oggi da una donna”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La mostra <strong><em>ANDATURE Chiara Bettazzi / Daniela De Lorenzo</em></strong> rimarrà aperta dal 3 al 30 ottobre in orario di apertura del Museo Marino Marini, dal sabato al lunedì dalle 10 alle 19, ultimo ingresso ore 18,30.</p>
<p><strong>Lunedì 18 ottobre 2021 alle ore 17 si terrà un Talk</strong> aperto al pubblico e la presentazione del catalogo; presenti le artiste Chiara Bettazzi e Daniela De Lorenzo, Arabella Natalini, Saretto Cincinelli, Maria Grazia Grella; apertura di Patrizia Asproni e introduzione di  Marcella Cangioli e Antonella Nicola.</p>
<p><strong>Biografie</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/INVITO-MOSTRA-dal-3-30-ottobre.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11398 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/INVITO-MOSTRA-dal-3-30-ottobre-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/INVITO-MOSTRA-dal-3-30-ottobre-225x300.jpg 225w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/INVITO-MOSTRA-dal-3-30-ottobre.jpg 591w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>Chiara Bettazzi </strong>vive e lavora a Prato. Il suo lavoro è collegato in maniera intrinseca alla luce e allo spazio, entro cui si muovono gli oggetti presi in esame, per lo più raccolti, recuperati e accumulati. Oggetti che entrano a far parte di vere e proprie scenografie, set fotografici in cui l’artista comincia a dar vita alla sua narrazione. Ne scaturiscono delle poetiche nature morte, eterne nel loro avvicinarsi allo sguardo. Immagini che nascono da un lavoro di raccolta, codificazione, riordino e assetto secondo valori e criteri di volta in volta diversi, con una perizia ed una sensibilità evidenti. Un lavoro di studio, ricognizione e progettazione dello spazio che si estende fino al territorio esterno, dove l’artista innesca processi di riabilitazione e riqualificazione di aree industriali e fabbriche dismesse. Dal 2005 apre il suo studio SC17, tramite il quale riattiva l’area industriale dell’ex Lanificio Bini, portando avanti negli anni vari progetti che riflettono sul patrimonio industriale e culturale della città di Prato. Attiva collaborazioni con varie figure professionali, con istituzioni pubbliche e marchi internazionali del mondo dell’arte e di quello della moda. Ha esposto in Musei e spazi privati e le sue opere fanno parte di numerose collezioni private e pubbliche, tra cui: Castello di Ama, Santa Maria Della Scala, Casa Masaccio, Collezione Farnesiana.</p>
<p><strong>Daniela De Lorenzo </strong>vive e lavora a Firenze. Attiva dalla metà degli anni ’80, è presente in numerose mostre collettive e personali in Italia e all’estero. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private, tra queste: Galleria d&#8217;Arte Moderna di Bologna, Museo Luigi Pecci di Prato, PAC di Milano, Neue Galerie di Graz, Masi di Lugano, Centro del Carmen di Valencia, Museo degli Uffizi di Firenze, la Galleria Nazionale e il Maxxi di Roma. Dopo la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1988, inizia un percorso volto ad un’analisi temporale ed identitaria che si formalizza attraverso la scultura e, a partire poi dal 1995, anche attraverso la fotografia, il video e la performance. Il suo lavoro implica la figura, intesa come corpo, materia, forma che occupa e modifica lo spazio, attraverso il suo stesso ingombro, la sua natura, il suo movimento, le sue proprie evoluzioni e implicazioni conoscitive. Lo spazio indagato interagisce e si modifica in relazione alla materia. Ma lo spazio risponde e si modifica anche se attraversato da un flusso di energia, che può essere il pensiero o lo sguardo, che disegnano forme invisibili alla vista, mappature e geometrie intricate, oggetto delle recenti opere realizzate. Questa complessità di percorsi di riflessione costituisce il centro della poetica dell’artista che utilizza con abilità indiscussa tecniche di intaglio, ricamo, disegno e assemblaggio nella realizzazione delle sue opere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Città Nascosta, </strong>fondata nel 1994, promuove la conoscenza del patrimonio artistico e storico di Firenze e della Toscana, con un’attenzione particolare alla qualità dei contenuti. Come Associazione propone esperienze culturali attraverso la progettazione di mostre come “Una certa probabilità” e “Hallelujah Toscana” ma anche con visite guidate in luoghi difficilmente accessibili o abitualmente chiusi al pubblico, in collaborazione con Istituzioni pubbliche e private. Città Nascosta opera attivamente sotto l’impulso professionale e creativo di Marcella Cangioli, storica dell’arte e studiosa, attualmente presidente dell’Associazione<strong>.</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Daniela-de-Lorenzo-shock-2019-carta.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11396 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Daniela-de-Lorenzo-shock-2019-carta-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Daniela-de-Lorenzo-shock-2019-carta-200x300.jpg 200w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Daniela-de-Lorenzo-shock-2019-carta-684x1024.jpg 684w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/10/Daniela-de-Lorenzo-shock-2019-carta.jpg 709w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Antonella Nicola, </strong>attiva dal 1995, è fondatore e direttore artistico di Associazioni per la Cultura e aziende private, ideatore e curatore di mostre, eventi e progetti volti alla valorizzazione e promozione del patrimonio culturale contemporaneo oltre che alla formazione. Ha realizzato mostre, rassegne di video d’arte, incontri e conferenze, eventi e progetti pubblici, collaborando con Istituzioni pubbliche e private in italia e all’estero. Ha ideato e curato progetti editoriali, cataloghi, multipli, libri d’artista e video d’autore, oltre che progetti editoriali per collezioni e aziende private.</p>
<p><strong>Saretto Cincinelli</strong>, critico e curatore, ha collaborato a <em>Flash Art</em> (Milano) e<em> Ars Mediterranea </em>(Barcellona), suoi scritti sono apparsi in varie monografie, tra cui:<em> Tony Cragg,</em> BSI Art Collection, Zürich 2007;<em> Daniela De Lorenzo</em>, La Gallera, Valencia, 2008;<em> Soulages XXI° Siècle</em>, Musée de Beaux Art Art de Lyon 2012/13; /<em>Uncinematic. George Drivas</em>, Galleria Nazionale, Roma, 2017. Nel periodo 2007-2012 ha co-diretto la rassegna annuale <em>L’evento immobile</em> promossa da Casa Masaccio (San Giovanni Valdarno) e Man (Nuoro). Ha curato le prime personali italiane di<em> Mark Lewis</em>, Man Nuoro e Museo Marini Firenze, 2009 e di <em>David Claerbout</em>, Mart Rovereto, 2012-13. Nel 2016 ha collaborato con Cristiana Collu a <em>Time is Out of Joint,</em> nuovo progetto espositivo della Galleria Nazionale, Roma. Fra le mostre recenti: <em>Robert Morris</em>, Galleria Nazionale, Roma, 2019/20; <em>Andrea Santarlasci</em>, Casa Masaccio, 2019/20; <em>Emanuele Becheri</em>, Museo Novecento, Firenze, 2020; <em>Giorgio</em> <em>De Chirico</em>, Palazzo Blu, Pisa 2020/21.<strong>  </strong></p>
<p><strong>Museo Marino Marini</strong><b><br />
</b>Piazza San Pancrazio, Firenze<br />
Orario: sabato – domenica – lunedì 10:00 – 19:00 / mercoledì – giovedì – venerdì 10:00 – 13:00<br />
Chiuso il martedì e i giorni festivi – Biglietti: intero € 6, ridotto € 4, studenti € 3.<br />
tel. 055 219432<br />
<a href="mailto:info@museomarinomarini.it" target="_blank" rel="noopener">info@museomarinomarini.it</a> – <a href="http://www.museomarinomarini.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.museomarinomarini.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1738149597359000&amp;usg=AOvVaw3C8Ke7ouiHmIWfR0BRYA8Y"><wbr />www.museomarinomarini.it</a></p><p>The post <a href="https://www.davisandco.it/chiara-bettazzi-e-daniela-de-lorenzo-al-museo-marini/">Chiara Bettazzi e Daniela De Lorenzo al Museo Marini</a> first appeared on <a href="https://www.davisandco.it">Davis & Co</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>90BUSSOTTI: Ascolti e visioni su Sylvano Bussotti a Firenze</title>
		<link>https://www.davisandco.it/90bussotti-ascolti-e-visioni-su-sylvano-bussotti-a-firenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davis &#38; Co]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Sep 2021 04:25:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Cinema Teatro La Compagnia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>90BUSSOTTI Ascolti e visioni su Sylvano Bussotti Firenze PARC Performing Arts Research Centre, Fondazione Culturale Stensen Cinema Teatro...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>90BUSSOTTI<br />
</strong><strong>Ascolti e visioni su Sylvano Bussotti<br />
Firenze</strong><br />
<strong>PARC Performing Arts Research Centre, Fondazione Culturale Stensen</strong><br />
<strong>Cinema Teatro La Compagnia, Museo Marino Marini</strong><br />
<strong>Teatro del Maggio Musicale Fiorentino</strong><br />
20 – 25 settembre 2021</p>
<p>In occasione dei 90 anni di Sylvano Bussotti, nato a Firenze il primo ottobre 1931, dal <strong>20 al 25 settembre 2021</strong>, nell’ambito dell’<strong>Estate Fiorentina</strong>, la città lo festeggia con <strong>90BUSSOTTI</strong>. <strong>Ascolti e visioni su Sylvano Bussotti</strong>, cinque giorni dedicati alla sua immensa e poliedrica produzione, pensati per festeggiare simbolicamente la figura dell’artista e dell’uomo. Il progetto curato da <strong>Fabbrica Europa</strong>, <strong>Fondazione Culturale Stensen</strong>, <strong>Florence Queer Festival</strong>, <strong>Tempo Reale</strong>, <strong>Maschietto Editore</strong>, istituzioni cittadine a lui profondamente legate, in collaborazione con <strong>Maggio Musicale Fiorentino</strong>, <strong>Bussotti Opera Ballet</strong> e <strong>Museo Marino Marini</strong>, con il contributo del <strong>Comune di Firenze &#8211; Estate Fiorentina 2021</strong> e con il coordinamento di <strong>Culter</strong>, vedrà dunque coinvolti i suoi compagni di lavoro, gli amici e gli appassionati, uniti per celebrarlo in una vera e propria festa di compleanno a puntate.<span id="more-11329"></span></p>
<p><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti-archivio-Lelli-e-Masotti_foto2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11339 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti-archivio-Lelli-e-Masotti_foto2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti-archivio-Lelli-e-Masotti_foto2-300x200.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti-archivio-Lelli-e-Masotti_foto2-768x512.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti-archivio-Lelli-e-Masotti_foto2-1024x683.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti-archivio-Lelli-e-Masotti_foto2-866x577.jpg 866w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Compositore, uomo di teatro, pittore, scenografo e costumista, Sylvano Bussotti incarna una totalità artistica dal talento indiscusso. Nei suoi lavori, con spregiudicatezza e libertà, le arti si incrociano, i segni si sovrappongono in forme diverse e originali, all’insegna di una visione in cui provocazione <em>queer</em> e rigore formale si fondono perfettamente.</p>
<p><strong>90BUSSOTTI</strong> affronterà in particolare tre aspetti della molteplice attività bussottiana: la produzione filmica e sonora, le occasioni coreografiche e il contesto storico artistico in cui il compositore fiorentino fu attivo.</p>
<p><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti-archivio-Lelli-e-Masotti_foto-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11337 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti-archivio-Lelli-e-Masotti_foto-1-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti-archivio-Lelli-e-Masotti_foto-1-300x201.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti-archivio-Lelli-e-Masotti_foto-1-768x515.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti-archivio-Lelli-e-Masotti_foto-1-1024x687.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti-archivio-Lelli-e-Masotti_foto-1-866x581.jpg 866w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>“Una rassegna completa e variegata per riscoprire il talento di Sylvano Bussotti in occasione dei suoi 90 anni. &#8211; ha detto l’<strong>assessore alla Cultura Tommaso Sacchi </strong>&#8211; Bussotti è un’artista a 360 gradi, capace di spaziare dalla pittura alla musica passando per arte scenica e coreografie, dedicandosi a cinema, televisione. Ha lasciato il segno nelle più svariate discipline, mantenendo sempre la sua cifra stilistica originale e il suo sguardo anticonformista e anticipatore dei tempi. Siamo felici all’interno dell’Estate Fiorentina di dare spazio a questa figura così importante per l’arte e la cultura della nostra città”.</p>
<p><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti-archivio-Lelli-e-Masotti_foto3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11331 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti-archivio-Lelli-e-Masotti_foto3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti-archivio-Lelli-e-Masotti_foto3-300x200.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti-archivio-Lelli-e-Masotti_foto3-768x512.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti-archivio-Lelli-e-Masotti_foto3-1024x683.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti-archivio-Lelli-e-Masotti_foto3-866x577.jpg 866w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La rassegna avrà inizio <strong>lunedì 20 settembre</strong> al PARC Performing Arts Research Centre (ore 19), nell’ambito del Festival Fabbrica Europa, con la conferenza di <strong>Luca Scarlini </strong>“<strong>I mille volti del desiderio: fantasmi di Fedra nell’opera di Bussotti</strong>”. Fedra è figura centrale dell&#8217;opera di Bussotti, a partire dalla suggestione della tragedia di Jean Racine, affrontata nella musicalissima traduzione di Giuseppe Ungaretti, con numerosi lavori per teatro, danza, musica. Nel 1980 andò in scena alla Piccola Scala “Le Racine”, di cui Silvia Lelli e Roberto Masotti hanno raccontato con una documentazione fotografica inedita la costruzione di questo lavoro, che ambienta il dramma raciniano in un caffè fatto di specchi e segreti, in cui si svolge la tragedia sotto lo sguardo complice, eppure distaccato del pianista del locale.</p>
<p><strong><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti_1967_stampa-ai-sali-dargento_cm24x30_©Lisetta-Carmi-courtesy-Martini_Ronchetti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11332 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti_1967_stampa-ai-sali-dargento_cm24x30_©Lisetta-Carmi-courtesy-Martini_Ronchetti-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti_1967_stampa-ai-sali-dargento_cm24x30_©Lisetta-Carmi-courtesy-Martini_Ronchetti-300x225.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti_1967_stampa-ai-sali-dargento_cm24x30_©Lisetta-Carmi-courtesy-Martini_Ronchetti-768x575.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti_1967_stampa-ai-sali-dargento_cm24x30_©Lisetta-Carmi-courtesy-Martini_Ronchetti-1024x767.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti_1967_stampa-ai-sali-dargento_cm24x30_©Lisetta-Carmi-courtesy-Martini_Ronchetti-866x649.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Sylvano-Bussotti_1967_stampa-ai-sali-dargento_cm24x30_©Lisetta-Carmi-courtesy-Martini_Ronchetti.jpg 1300w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Mercoledì 22 settembre</strong>, alla Fondazione Culturale Stensen (ore 21), si terrà una serata di proiezioni e performance, a cura di Tempo Reale all’interno del Tempo Reale Festival. Nell’ottica di quell’idea di opera d’arte totale che Sylvano Bussotti incarna in tutto il suo percorso, il cinema gioca un ruolo da protagonista. Insieme all’esperimento d’avanguardia assoluta che è stato “Rara Film” (1965-69), il lungometraggio <strong>“Apology”</strong> ne costituisce uno dei tasselli più significativi. Realizzato a Berlino nel 1972, con la musica di Sylvano Bussotti, è una vera rarità, da lungo tempo in attesa di un processo significativo di sonificazione. Si cimenta in quest’impresa un quintetto eterogeneo di interpreti – Monica Benvenuti, voce, Luca Paoloni, violino, Umi Carroy, pianoforte, Jonathan Faralli, percussioni e Francesco Giomi, elettronica – ormai ampiamente abituati al confronto con la musica di Bussotti e dedicatari, in più occasioni, di sue opere originali. Aprono il programma i “<strong>5 Videogiornali della sestina musicale 91”</strong>, divertenti videoclip realizzati nel 1991 per la Sezione Musica della Biennale di Venezia, in cui Bussotti si relaziona con alcuni personaggi emblematici della cultura pop italiana del tempo: Maurizio Costanzo, Alvaro Restrepo, Patty Pravo, Moira Orfei e Moana Pozzi.</p>
<p><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Copertina-Sylvano-Bussotti-e-lopera-geniale.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11336 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Copertina-Sylvano-Bussotti-e-lopera-geniale-250x300.jpg" alt="" width="250" height="300" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Copertina-Sylvano-Bussotti-e-lopera-geniale-250x300.jpg 250w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Copertina-Sylvano-Bussotti-e-lopera-geniale-768x921.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Copertina-Sylvano-Bussotti-e-lopera-geniale-853x1024.jpg 853w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Copertina-Sylvano-Bussotti-e-lopera-geniale-866x1039.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Copertina-Sylvano-Bussotti-e-lopera-geniale.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px" /></a>Nella giornata di <strong>giovedì</strong> <strong>23 settembre</strong> si terrà poi, per il Florence Queer Festival (cinema teatro La Compagnia, ore 18), la proiezione del film “<strong>Bussotti par lui même” </strong>(1975), un lungometraggio di rara visione, realizzato da Carlo Piccardi per la Televisione della Svizzera Italiana, in stretta collaborazione con il compositore. Oltre a presentare una ricca antologia della musica da lui creata fino ad allora, il film è un documento e un manifesto poetico che mette in evidenza lo stretto intreccio tra suono e gesto teatrale, sempre presente nell’opera bussottiana. Con Elise Ross, Giancarlo Cardini, Italo Gomez, Romano Amidei e <strong>Rocco </strong><strong>Quaglia</strong>, che sarà presente in sala e farà una breve introduzione al film con <strong>Luca Scarlini</strong> e <strong>Bruno Casini</strong>.</p>
<p><strong>Sabato 25 settembre</strong> i festeggiamenti si chiuderanno con un doppio appuntamento. Al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, nel pomeriggio (ore 17.30), si terrà la presentazione del libro di Renzo Cresti <strong>“Sylvano Bussotti e l’opera geniale”</strong>, recentemente uscito per i tipi di Maschietto Editore. Il volume racconta l’infanzia fiorentina di Bussotti, il suo rapporto con lo zio ed il fratello, entrambi pittori, grazie ai quali cominciò ad essere l’artista che è diventato; narra del suo incontro con Alberto Arbasino, Aldo Braibanti, John Cage, Carmelo Bene, Umberto Eco e Pier Paolo Pasolini; raccoglie un suo inedito ed una selezione di sue partiture, vere e proprie opere d’arte in cui la tradizionale notazione si alterna a una esperienza pittografica; contiene un’intervista a Rocco Quaglia, coreografo, ballerino, collaboratore e compagno di Bussotti dagli anni Settanta e un CD con brani di Bussotti interpretati da Monica Benvenuti e Francesco Giomi. Il giornalista Gabriele Rizza ne parlerà con l’autore, Rocco Quaglia e il Maestro Vincenzo Saldarelli, che al termine eseguirà “Ultima rara (pop song)”. Per l’occasione il Maggio Musicale Fiorentino esporrà bozzetti e figurini realizzati da Bussotti e conservati nel suo archivio.</p>
<p><a href="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Rara-film-15_Dal-libro-Sylvano-Bussotti-e-lopera-geniale.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11334 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Rara-film-15_Dal-libro-Sylvano-Bussotti-e-lopera-geniale-300x219.jpg" alt="" width="300" height="219" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Rara-film-15_Dal-libro-Sylvano-Bussotti-e-lopera-geniale-300x219.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Rara-film-15_Dal-libro-Sylvano-Bussotti-e-lopera-geniale-768x561.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Rara-film-15_Dal-libro-Sylvano-Bussotti-e-lopera-geniale-1024x747.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Rara-film-15_Dal-libro-Sylvano-Bussotti-e-lopera-geniale-866x632.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2021/09/Rara-film-15_Dal-libro-Sylvano-Bussotti-e-lopera-geniale.jpg 1618w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>In serata, infine, al Museo Marino Marini (ore 20.15) si terrà “<strong>Ermafrodito”</strong>, concerto-coreografia narrato da Luca Scarlini con la musica di Sylvano Bussotti (<em>Ermafrodito Gran Fantasia mitologica per chitarra</em>, 1997). “<strong>Ermafrodito</strong>” è una scrittura per chitarra e danza intorno a una figura centrale dell’immaginario di Sylvano Bussotti, cantore di un mondo <em>queer</em> di desideri, epifanie e fantasmi. Alberto Mesirca, tra i maggiori chitarristi di oggi, si confronterà con la danza di Luisa Cortesi nella composizione di un originale lavoro sull&#8217;oscurità del corpo e sui suoi rituali. A ritmare la composizione spunti dalle opere letterarie, dalle poesie e dai diari, solo parzialmente editi nel libro <em>I miei teatri</em>, con prefazione di Umberto Eco. L’evento sarà ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.</p>
<p><strong>Gruppo progettuale</strong>: Monica Benvenuti, Maurizio Busia, Michele Crocchiola, Maria Caterina Frani, Francesco Giomi, Luca Scarlini.</p>
<p><strong> </strong></p><p>The post <a href="https://www.davisandco.it/90bussotti-ascolti-e-visioni-su-sylvano-bussotti-a-firenze/">90BUSSOTTI: Ascolti e visioni su Sylvano Bussotti a Firenze</a> first appeared on <a href="https://www.davisandco.it">Davis & Co</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il progetto di Arvind Sanjeev è il vincitore della 1a edizione del Playable Museum Award</title>
		<link>https://www.davisandco.it/il-progetto-di-arvind-sanjeev-e-il-vincitore-della-1a-edizione-del-playable-museum-award/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davis &#38; Co]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jun 2018 00:18:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Arvind Sanjeev]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Lumen]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Marini]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Marino Marini]]></category>
		<category><![CDATA[Playable Museum Award]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LUMEN &#124; MIXED REALITY STORYTELLING Il progetto di ARVIND SANJEEV giovane interaction designer indiano è il vincitore della...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>LUMEN | MIXED REALITY STORYTELLING<br />
</em></strong>Il progetto di <strong>ARVIND SANJEEV<br />
</strong>giovane interaction designer indiano<br />
è il vincitore della 1a edizione del<strong><br />
</strong><strong>PLAYABLE MUSEUM AWARD</strong></p>
<p>18 giugno 2018</p>
<p><strong>Il giovane interaction designer e ingegnere Arvind Sanjeev (Kerala, India, 1991), con il progetto LUMEN | MIXED REALITY STORYTELLING, è il vincitore della prima edizione del Playable Museum Award,</strong> lanciato dal Museo Marino Marini di Firenze &#8211; con il coordinamento a cura dell’engagement scientist e game designer Fabio Viola &#8211; per immaginare il museo del futuro.<span id="more-9898"></span></p>
<p><strong> <a href="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/06/Lumen.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-9900 alignleft" src="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/06/Lumen-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/06/Lumen-300x200.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/06/Lumen-768x512.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/06/Lumen-1024x683.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/06/Lumen-866x577.jpg 866w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></strong></p>
<p><strong>La </strong><strong>giuria internazionale</strong> &#8211; formata da Giorgia Abeltino, Yuval Avital, Antonio Lampis, Jeffrey Schnapp, Fabio Siddu e Massimiliano Zane &#8211; ha così espresso il suo verdetto: <strong><em>“Lumen ha colto perfettamente lo spirito del Playable Museum Award. Un progetto che ha saputo coniugare creatività manuale, innovazione tecnologica, scalabilità, interazione con e tra il pubblico e lo spazio museo, trasversalità e contaminazione delle competenze”. </em></strong></p>
<p><strong>LUMEN è una piattaforma di mixed reality storytelling</strong> che permette al pubblico di immergersi in una realtà alternativa – AR/VR (Augmented Reality/Virtual Reality) – attraverso tecnologie per il <em>machine learning</em> e il <em>video mapping</em>. Esplora la creazione di un nuovo tipo di media che sfrutti il mondo o spazio fisico sovrapponendogli la digital fiction. Tutto questo grazie ad un device altamente tecnologico creato dal ventisettenne indiano Arvind Sanjeev. Uno strumento che permette alle persone di creare e raccontare le loro storie attraverso interazioni magiche con l’ambiente e lo spazio in cui si trovano.</p>
<p><strong>La Presidente del Museo Marino Marini,</strong> <strong>Patrizia Asproni</strong>: <em>“Questa prima edizione del Playable Museum Award ha superato le nostre aspettative per numero dei partecipanti e qualità dei progetti presentati. Il progetto vincitore LUMEN soddisfa tutti i requisiti della call: è ambizioso e sicuramente innovativo ed apre nuove sfide in tema di innovazione culturale, sperimentazione e futuro. Un progetto playable a tutti gli effetti che vedrà la sua realizzazione in prototipo con conseguente sperimentazione a gennaio 2019, quando lanceremo anche la seconda edizione del Playable Museum Award. Un premio, a cui ricordo, hanno partecipato ben 240 progetti da tutto il mondo, confermando l’interesse e l’apertura verso le istituzioni museali delle nuove generazioni di creativi e visionari e nel contempo rafforzando il ruolo di hub di innovazione e sperimentazione del museo stesso. Non vediamo l’ora di poter collaborare con il maker di origine indiana Arvind Sanjeev, ed il suo team, per rendere disponibile Lumen in Italia con una prima sperimentazione al Marino Marini di Firenze”. </em></p>
<p>“<em>Il Playable Museum Award è parte integrante di un processo di costruzione collettivo del Museo del Futuro, uno spazio aperto dove i creativi di tutto il mondo possano sentirsi a casa e sostenuti nell’immaginare e progettare le esperienze culturali degli anni a venire” </em><strong>dichiara Fabio Viola</strong><em>. “Questa prima edizione </em><em>ha stimolato un cambio di paradigma verso musei concepiti come luoghi di azione ed interazione, superando lo stereotipo di luoghi dedicati alla contemplazione ed al mero “consumo” culturale privo di produzione. Spero che già dalla seconda edizione sia possibile vedere un ulteriore scatto in avanti dei partecipanti verso una progettualità trasversale che, in questa prima edizione, si è vista maggiormente nei progetti figli di esperienze in scuole multi-disciplinari, come il Copenhagen Institute of Interaction Design – CIID – dove ha preso forma il progetto vincitore LUMEN. La vera rivoluzione culturale del futuro si giocherà con le scuole, luoghi in cui è fondamentale stimolare alla creatività ed al pensiero laterale”. </em></p>
<p><strong><a href="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/06/Arvind-Sanjeev.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-9899 alignleft" src="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/06/Arvind-Sanjeev-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/06/Arvind-Sanjeev-300x225.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/06/Arvind-Sanjeev-768x576.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/06/Arvind-Sanjeev-1024x768.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/06/Arvind-Sanjeev-866x649.jpg 866w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></strong></p>
<p>Raggiunto in Svezia, dove al momento vive e lavora, <strong>Arvind Sanjeev</strong> si è detto entusiasta per questo nuovo riconoscimento: <em>“</em><em>I musei per me sono sempre stati luoghi “incantati”, ricchi di fascino. La loro capacità di offrire e sperimentare tante storie diverse mi ha spinto a pensare nuovi modi in cui le persone possano usufruire degli spazi museali in modo coinvolgente attraverso la tecnologia, ma senza l’uso dei soliti device – schermi e visori &#8211; che isolano dall’ambiente circostante e limitano la nostra immaginazione. Con Lumen, le persone possono fare delle esperienze interattive nello spazio museale, con il luogo e con le mostre allestite, che così prendono vita e raccontano nuove storie. Sono onorato di sapere che il Museo Marino Marini e la giuria del Playable Museum Award abbiano riconosciuto il valore che Lumen è in grado di offrire. E sono ancora più entusiasta dell&#8217;opportunità di lavorare per portare Lumen nel mondo reale. Un nuovo tipo di narrazione che può sorprendere e incantare le persone&#8221;.</em></p>
<p><strong>Al vincitore Arvind Sanjeev un grant del valore di 10.000 euro e il sostegno dei mentor della giuria e di Fabio Viola, curatore del progetto. </strong>La cerimonia ufficiale di consegna del grant avverrà alla riapertura del museo a ottobre, durante una giornata tutta dedicata al Playable Museum Award, con la presentazione dei progetti finalisti e della <a href="http://museomarinomarini.it/playable"><strong>piattaforma online</strong></a> dedicata al premio. Un data bank di idee e creatività, un’intelligenza collettiva che si è deciso di mettere a disposizione di tutti, posizionando così il Marino Marini come hub immateriale di incontro tra produzione e consumo culturale.</p>
<p>Il <em>Playable Museum Award</em> è un’iniziativa del Museo Marino Marini Firenze in collaborazione con l’<a href="http://www.tuomuseo.it/">Associazione Culturale TuoMuseo</a> ed è realizzata con il supporto della Fondazione Cassa Risparmio Firenze e di ProgeniaCube.</p>
<p><strong>Museo Marino Marini<br />
</strong>Piazza San Pancrazio, Firenze<br />
Tel. 055 219432<br />
<a href="mailto:info@museomarinomarini.it" target="_blank" rel="noopener">info@museomarinomarini.it</a> &#8211; <a href="http://www.museomarinomarini.it/" target="_blank" rel="noopener">www.museomarinomarini.it</a></p><p>The post <a href="https://www.davisandco.it/il-progetto-di-arvind-sanjeev-e-il-vincitore-della-1a-edizione-del-playable-museum-award/">Il progetto di Arvind Sanjeev è il vincitore della 1a edizione del Playable Museum Award</a> first appeared on <a href="https://www.davisandco.it">Davis & Co</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Maria Melani stilista tra Pistoia, Firenze e Roma</title>
		<link>https://www.davisandco.it/9759/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davis &#38; Co]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Mar 2018 18:41:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Melani]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Rosati]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Camilla Pagnini]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Melani]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Marini]]></category>
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		<category><![CDATA[Paolo Mazzei]]></category>
		<category><![CDATA[Pistoia]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[stilista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alberto Melani e Maria Camilla Pagnini MARIA MELANI STILISTA tra Pistoia, Firenze e Roma Edifir Edizioni Firenze, pp....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alberto Melani e Maria Camilla Pagnini<br />
</strong><strong>MARIA MELANI STILISTA<br />
</strong><strong>tra Pistoia, Firenze e Roma<br />
</strong>Edifir Edizioni Firenze, pp. 159, euro 20,00</p>
<p><strong>Presentazione venerdì 9 marzo 2018, ore 18<br />
</strong><strong>Pistoia, Museo Marino Marini<br />
</strong>Intervengono:<br />
<strong>Alberto Melani, Maria Camilla Pagnini, Claudio Rosati e Paolo Mazzei    </strong><span id="more-9759"></span></p>
<p>Uscirà l’8 marzo, nel giorno della festa della donna, il libro <strong><em>Maria Melani stilista tra Pistoia, Firenze e Roma</em></strong> (Edifir), dedicato a una donna che, con le sue creazioni, alle donne ha dedicato tutta la vita, celebrandone ed esaltandone la bellezza. Curato dal figlio <strong>Alberto Melani</strong>, insieme a <strong>Maria Camilla Pagnini</strong>, il volume ripercorre la storia di Maria, dagli esordi a Pistoia, giovanissima, nella sartoria di quella che sarebbe diventata poi sua suocera, alla creazione della <em>griffe </em><strong>Melania</strong>, sino all’arrivo del successo, con l’apertura dell’<em>atelier</em> a Roma e i grandi riconoscimenti nazionali ed internazionali. E sullo sfondo della storia personale, nei testi e nelle immagini del libro, scorre la storia dell’Italia intera, raccontata in un suo momento magico e irripetibile, quello del dopoguerra e del boom economico. Un momento in cui agli abiti di alta moda, le sartorie affiancarono il prêt-à-porter, proponendosi per la prima volta sui mercati internazionali e facendo nascere, grazie alla Dolce Vita, quando via Veneto era il salotto del mondo e Cinecittà era chiamata la “Hollywood sul Tevere”, il mito poi intramontabile del <em>Made in Italy</em>.</p>
<p><strong><a href="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Un-modello-Melania-a-Piazzale-Michelangelo-Firenze.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-9764 alignleft" src="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Un-modello-Melania-a-Piazzale-Michelangelo-Firenze-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Un-modello-Melania-a-Piazzale-Michelangelo-Firenze-213x300.jpg 213w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Un-modello-Melania-a-Piazzale-Michelangelo-Firenze-768x1082.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Un-modello-Melania-a-Piazzale-Michelangelo-Firenze-727x1024.jpg 727w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Un-modello-Melania-a-Piazzale-Michelangelo-Firenze.jpg 838w" sizes="auto, (max-width: 213px) 100vw, 213px" /></a></strong><strong>Il libro verrà presentato a Pistoia, al Museo Marino Marini, venerdì 9 marzo alle ore 18. Insieme agli autori, Alberto Melani e Maria Camilla Magnini, interverranno Claudio Rosati e Paolo Mazzei</strong>.</p>
<p>La Sartoria Melani, nata agli inizi del Novecento nel cuore antico di Pistoia, era nei primi anni Trenta già affermata e, sotto la direzione della futura suocera di Maria, la signora Dolores, serviva l’aristocrazia e la borghesia cittadina e della vicina Firenze. Maria vi arrivò a bottega subito dopo la scuola dell’obbligo, come si usava al tempo, e già mentre si formava professionalmente, dimostrò abilità tutte proprie che la resero, in breve tempo, la principale collaboratrice della proprietaria. E’ in sartoria che conobbe Marcello, il minore dei tre figli di Dolores, che divenne suo marito nel 1942.</p>
<p><strong><a href="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Sandra-Mondaini-indossa-uno-dei-capi-Melania.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-9762 alignleft" src="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Sandra-Mondaini-indossa-uno-dei-capi-Melania-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Sandra-Mondaini-indossa-uno-dei-capi-Melania-213x300.jpg 213w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Sandra-Mondaini-indossa-uno-dei-capi-Melania.jpg 697w" sizes="auto, (max-width: 213px) 100vw, 213px" /></a></strong>Dopo la guerra, mentre la sartoria pistoiese riconquistava, tra mille difficoltà, le sue precedenti capacità produttive, Maria si affermò sempre di più all’interno dell’<em>atelier</em>, tanto che presto la suocera le passò il timone. E’ del 1954, in un periodo in cui le pari opportunità non erano nemmeno lontanamente concepibili, la sua iscrizione alla Camera di Commercio e la nascita della<em> griffe</em> Melania. L’<em>atelier</em> continuò ad avere la scuola di taglio e cucito, dove le ragazze, come aveva fatto Maria, venivano ad imparare il mestiere. Molte arrivavano della montagna pistoiese e, in quella che somigliava più ad una famiglia allargata che ad una azienda, Maria organizzò una sorta di ospitalità in sartoria, per consentire alle allieve di dormire in negozio durante la settimana.</p>
<p>Lo stile Melania, all’inizio, è ispirato a quello di Dior, con abiti caratterizzati da spalle arrotondate, vita molto stretta e gonna a corolla. Ma presto la ricerca e l’innovazione sui materiali diventò un tratto distintivo della <em>maison</em>, specialmente in quello che può essere definito il suo decennio d’oro, tra il 1958 e il 1968. Abbandonate le sete e i ricami preziosi, Maria iniziò ad utilizzare i tessuti creati a Pistoia per le confezioni di biancheria, che venivano vendute all’epoca in tutta Italia. Tessuti dunque ritenuti “poveri”, ma reinterpretati e arricchiti in modo originalissimo. Sono di Melania i modelli della fine degli anni Cinquanta realizzati in “tela asciughino” dalla caratteristica rigatura sottile, bianca e blu o bianca e rossa. E sempre suoi, più tardi, saranno <a href="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Brigitte-Bardot-indossa-un-abito-di-Melania-foto-pubblicata-su-Boss-Magazine-1994.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-9760 alignleft" src="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Brigitte-Bardot-indossa-un-abito-di-Melania-foto-pubblicata-su-Boss-Magazine-1994-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Brigitte-Bardot-indossa-un-abito-di-Melania-foto-pubblicata-su-Boss-Magazine-1994-210x300.jpg 210w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Brigitte-Bardot-indossa-un-abito-di-Melania-foto-pubblicata-su-Boss-Magazine-1994-768x1098.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Brigitte-Bardot-indossa-un-abito-di-Melania-foto-pubblicata-su-Boss-Magazine-1994-716x1024.jpg 716w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Brigitte-Bardot-indossa-un-abito-di-Melania-foto-pubblicata-su-Boss-Magazine-1994.jpg 826w" sizes="auto, (max-width: 210px) 100vw, 210px" /></a>quelli in “tela spazzino”, così detta perché utilizzata per le divise degli operatori ecologici, e usata da Maria con applicazione di bordi colorati, specchietti e borchie. La fama dell’atelier esce presto dalla Toscana, tanto da dare a Maria Melani il coraggio di aprire, nel 1958, uno <em>showroom</em> anche a Roma, in via Capo le Case, che la mette in contatto con un mondo sempre più ampio. E se <strong>Nilla Pizzi</strong> era già cliente affezionata della sartoria, tanto da presentarsi a quattro diverse edizioni di Sanremo indossando abiti Melania, grazie al periodo romano diventarono assidue frequentatrici dello <em>showroom</em> anche le attrici <strong>Abbe Lane, Sandra Mondaini, Marisa Del Frate, Delia Scala, Marisa Merlini</strong> e i volti televisivi <strong>Alessandra Panaro</strong> e <strong>Edy Campagnoli</strong>. Nel 1957 <strong>Elsa Morante</strong> ricevette il premio Strega per <em>L’isola di Arturo</em> indossando un abito in seta rossa uscito dalla sartoria Melani; in un servizio pubblicato su “Boss Magazine” indossava abiti Melania <strong>Brigitte Bardot </strong>e acquistarono i suoi capi anche <strong>Jayne Mansfield, Ava Gardner</strong> e <strong>Ainouk Aimee</strong>.</p>
<p><a href="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Un-Modello-Melania-a-Piazza-di-Spagna-Roma-1958.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-9763 alignleft" src="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Un-Modello-Melania-a-Piazza-di-Spagna-Roma-1958-296x300.jpg" alt="" width="296" height="300" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Un-Modello-Melania-a-Piazza-di-Spagna-Roma-1958-296x300.jpg 296w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Un-Modello-Melania-a-Piazza-di-Spagna-Roma-1958-100x100.jpg 100w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Un-Modello-Melania-a-Piazza-di-Spagna-Roma-1958-768x778.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Un-Modello-Melania-a-Piazza-di-Spagna-Roma-1958-866x877.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Un-Modello-Melania-a-Piazza-di-Spagna-Roma-1958.jpg 868w" sizes="auto, (max-width: 296px) 100vw, 296px" /></a>Maria non tracciò mai su carta da disegno le sue idee e i suoi modelli, lavorando direttamente con le forbici, ma trovò un “trascrittore” ideale del proprio talento in <strong>Moreno Cappellini</strong>, un ex decoratore della Richard Ginori di Sesto Fiorentino che collaborò poi per anni con Melania. Inizialmente facendo solo i figurini, in seguito anche lavorando ad una serie di abiti dipinti, presentati nei primi anni Sessanta a Roma. Finito il loro sodalizio, Cappellini collaborò anche con Emilio Pucci e con le sorelle Fontana.</p>
<p>Un altro personaggio chiave nella vita di Maria fu <strong>Furio Pancani</strong>, che portò gli abiti Melania in tutti i suoi negozi: la boutique a Roma, in via Sistina, quella in Piazzetta a Capri e poi nel suo terzo negozio, in via della Vigna Nuova a Firenze. Una piccola rete di vetrine in punti strategici che lanciò tendenze e vide passare per le sue sale tutto il jet set dell’epoca.</p>
<p><a href="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Maria-Melani-1942.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-9761 alignleft" src="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Maria-Melani-1942-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Maria-Melani-1942-300x199.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Maria-Melani-1942-768x509.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Maria-Melani-1942-1024x678.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Maria-Melani-1942-866x573.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2018/03/Maria-Melani-1942.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Nel 1967, mentre proponeva le sue creazioni alla Mostra dell’Artigianato di Firenze, Maria conobbe anche <strong>Giovan Battista Giorgini</strong>, che l’apprezzò subito molto, esortandola ad impegnarsi per riuscire a partecipare a “Pitti” ed imporsi così all’attenzione dei buyer internazionali. Cosa che accadde negli anni successivi e che portò il marchio Melania nei Paesi Arabi e in Giappone.</p>
<p>Una figura tutta da riscoprire, quella di Maria Melani, che contribuì, insieme ad altri stilisti e capaci artigiani del tempo, ad affermare il successo della moda italiana nel mondo.</p><p>The post <a href="https://www.davisandco.it/9759/">Maria Melani stilista tra Pistoia, Firenze e Roma</a> first appeared on <a href="https://www.davisandco.it">Davis & Co</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il Museo Marini di Firenze chiude per lavori fino a primavera 2018</title>
		<link>https://www.davisandco.it/il-museo-marini-di-firenze-chiude-per-lavori-fino-a-primavera-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davis &#38; Co]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Nov 2017 15:01:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Marini]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Marino Marini]]></category>
		<category><![CDATA[Playable Museum Award]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Museo Marino Marini di Firenze chiude per lavori dal 6 novembre 2017 a primavera 2018. E annuncia...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Il Museo Marino Marini di Firenze chiude per lavori dal 6 novembre 2017 a primavera 2018. </em></strong><br />
<strong><em>E annuncia la call per il Playable Museum Award</em></strong></p>
<p><strong>Il Museo Marino Marini di Firenze chiuderà temporaneamente al pubblico, a partire da lunedì 6 novembre</strong>, per consentire, come già annunciato da tempo, i lavori strutturali necessari per l’impianto di climatizzazione. <strong>Riaprirà nella prossima primavera 2018</strong> con una nuova programmazione e con una serie di eventi per festeggiare i 30 anni dall’apertura, primo spazio nato in città per ospitare sia una collezione monografica che mostre e iniziative dedicate al contemporaneo.<span id="more-9640"></span></p>
<p><a href="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/11/Davide-Repetto-per-duva.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-9641 alignleft" src="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/11/Davide-Repetto-per-duva-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/11/Davide-Repetto-per-duva-300x200.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/11/Davide-Repetto-per-duva-768x512.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/11/Davide-Repetto-per-duva-1024x683.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/11/Davide-Repetto-per-duva-866x577.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/11/Davide-Repetto-per-duva.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><strong>Ma, durante questo periodo, l’attività del Marini non si ferma!</strong></p>
<p><strong>Il Museo Marino Marini annuncia infatti il lancio della 1a edizione del premio “Playable Museum Award”: sull’esempio del “Playable City Award”, format di fama mondiale dedicato alla città, il progetto, curato e coordinato da Fabio Viola</strong> – engagement scientist, massimo esperto italiano e docente di gamification e engagement design allo IED di Milano – intende raccogliere contributi innovativi per la progettazione di iniziative pionieristiche per immaginare il museo del futuro, un hub di innovazione tecnologica, sociale e culturale che favorisca la partecipazione e il coinvolgimento attivo e spontaneo dei visitatori.<br />
<strong>La call sarà aperta a tutti i creativi e visionari</strong> del mondo capaci di presentare soluzioni per rendere “creativa” l’esperienza nel museo e con il museo, coinvolgendo le nuove generazioni attraverso un codice innovativo. Spazio quindi, tra gli altri, ad artisti, designers, architetti, makers, sviluppatori, creatori di videogiochi, musicisti, scrittori, grafici. I progetti dovranno essere inediti e verranno vagliati da una giuria di esperti. <strong>Il vincitore che sarà annunciato nell’occasione della riapertura del museo, a primavera 2018, riceverà un importante grant in denaro e la possibilità di implementare il progetto nel Museo Marino Marini di Firenze.</strong> Tutti i lavori riceveranno comunque visibilità attraverso la pubblicazione sul sito ufficiale dell’iniziativa e la specifica comunicazione collegata all’evento. <strong>Il “Playable Museum Award” è realizzato con il supporto e la collaborazione della Fondazione Cassa Risparmio Firenze.</strong></p>
<p><strong>Il Museo coinvolgerà inoltre lo spazio antistante, piazza San Pancrazio, per una serie di appuntamenti realizzati in sinergia con altre realtà della città.</strong><br />
<strong> E anche nei mesi di chiusura, sarà possibile visitare comunque il Museo e la Cappella Rucellai</strong> con visite guidate per gruppi, compatibilmente con l&#8217;operatività dei lavori e i dettami di sicurezza che questi richiederanno (info e prenotazioni 055 219432 &#8211; <a href="mailto:info@museomarinomarini.it" target="_blank" rel="noopener">info@museomarinomarini.it</a>).</p>
<p>Per aggiornamenti, attività collaterali e novità, invitiamo a visitare il sito e ad iscriversi alla mailing list al fine di ricevere le informazioni. <a href="http://www.museomarinomarini.it" target="_blank" rel="noopener">www.museomarinomarini.it</a></p>
<p><strong>Informazioni</strong><br />
<strong>Museo Marino Marini</strong><br />
Piazza San Pancrazio, Firenze<br />
Tel.  055.219432<br />
<a href="mailto:info@museomarinomarini.it" target="_blank" rel="noopener">info@museomarinomarini.it</a> | <a href="http://www.museomarinomarini.it" target="_blank" rel="noopener">www.museomarinomarini.it</a></p><p>The post <a href="https://www.davisandco.it/il-museo-marini-di-firenze-chiude-per-lavori-fino-a-primavera-2018/">Il Museo Marini di Firenze chiude per lavori fino a primavera 2018</a> first appeared on <a href="https://www.davisandco.it">Davis & Co</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La danza delle forme: Marino Marini incontra Igor Stravinskij</title>
		<link>https://www.davisandco.it/la-danza-delle-forme-marino-marini-incontra-igor-stravinskij/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davis &#38; Co]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Oct 2017 06:10:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Artese]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Igor Stravinskij]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Scarlini]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Marini]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Marino Marini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Museo Marino Marini Piazza San Pancrazio, Firenze La danza delle forme: Marino Marini incontra Igor Stravinskij Un racconto...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Museo Marino Marini</strong><br />
Piazza San Pancrazio, Firenze</p>
<p><em><strong>La danza delle forme: Marino Marini incontra Igor Stravinskij<br />
</strong></em>Un racconto di <strong>Luca Scarlini</strong></p>
<p>Pianista: <strong>Antonio Artese</strong><br />
Musiche di<strong> Igor Stravinskij</strong></p>
<p><strong>Mercoledì 25 ottobre 2017, ore 19</strong></p>
<p>Il Museo Marino Marini, Firenze, ospita mercoledì 25 ottobre, alle ore 19.00, <em><strong>La danza delle forme: Marino Marini incontra Igor Stravinskij</strong></em> un racconto-performance di <strong>Luca Scarlini</strong>, accompagnato al pianoforte dal M° <strong>Antonio Artese</strong> che suonerà alcune musiche del compositore russo.<span id="more-9634"></span></p>
<p><strong><a href="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/10/Marino-Marini-busto-e-gesso-di-stravinsky.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-9635 alignleft" src="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/10/Marino-Marini-busto-e-gesso-di-stravinsky-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/10/Marino-Marini-busto-e-gesso-di-stravinsky-200x300.jpg 200w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/10/Marino-Marini-busto-e-gesso-di-stravinsky-768x1152.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/10/Marino-Marini-busto-e-gesso-di-stravinsky-683x1024.jpg 683w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/10/Marino-Marini-busto-e-gesso-di-stravinsky-866x1299.jpg 866w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></strong>Marino Marini incontra Igor Stravinskij nel 1951 a New York, al momento della mostra presso la prestigiosa galleria Curt Valentin. Nasce un’amicizia destinata a durare una vita, segnata da un ritratto del compositore russo, che suscita il suo entusiasmo. Il legame con il teatro, da cui l&#8217;artista di Pistoia, trae il suo vasto repertorio di clown e saltimbanchi, immagini dell’esistenza, si incontra poi una sola volta con il palcoscenico, nel 1972 alla Scala, a un anno dalla morte del compositore, con un’inventiva edizione de La sagra della primavera, unica proposta accettata da Marini di una collaborazione con il palcoscenico, dopo aver rifiutato di firmare progetto con amici e estimatori, come Mauro Bolognini e Aurel M. Milloss. Nel segno di Stravinskij, e delle sue musiche per pianoforte, è quindi questo racconto, che narra anche degli incontri con Samuel Barber, altrettanto dedicatario di un ritratto di Marini.</p>
<p><strong><a href="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/10/Scarlini.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-9636 alignleft" src="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/10/Scarlini-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/10/Scarlini-300x181.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/10/Scarlini-768x463.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/10/Scarlini-1024x618.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/10/Scarlini-866x522.jpg 866w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></strong><strong>Luca Scarlini</strong>, scrittore, drammaturgo per teatri e musica, performance artist, storyteller. Insegna tecniche narrative presso la Scuola Holden di Torino e ha collaborato con numerose istituzioni teatrali italiane e europee, tra cui il National Theatre di Londra, la compagnia Lod a Ghent, il Festival Opera XXI a Anversa, La Bâtie-Festival e il Theatre Am Stram Gram a Ginevra.  Scrive per la musica e per la danza: dal 2004 al 2008 è consulente artistico del festival MilanOltre al Teatro dell’Elfo di Milano.  Nel 2006 è stato direttore artistico di TTv a Bologna, nel 2005 ha coordinato le attività della Capitale Mondiale del Libro a Torino presso lo spazio Atrium. Ha all’attivo una vasta attività come storyteller in solo e a fianco di musicisti, danzatori e attori, in teatri, musei e luoghi storici, lavorando tra l’altro con Martin Bauer, Monica Benvenuti, Davide Botto, Sylvano Bussotti, Nora Chipaumire, Luisa Cortesi,  Massimiliano Damerini, Francesca Della Monica, Francesco Dillon, Ane Lan, Alberto Mesirca, NicoNote, Elisabetta Pozzi, Anna Toccafondi, Emanuele Torquati, Luca Veggetti, comparendo in festival in Italia (da molti anni è nel programma di Festivaletteratura, Mantova). Voce di Radio Tre, ha condotto il programma Museo Nazionale, ha curato mostre sulla relazione tra arte, musica, teatro e moda. Tra i suoi libri recenti sono da segnalare Lustrini per il regno dei cieli (Bollati Boringhieri), Sacre sfilate (Guanda), dedicato alla moda in Vaticano, Un paese in ginocchio (Guanda), La sindrome di Michael Jackson (Bompiani), Andy Warhol superstar (Johan and Levi), Siviero contro Hitler (Skira), Memorie di un&#8217;opera d&#8217;arte (Skira), Conosci Milano (Clichy), Ziggy Stardust (add), Bianco Tenebra (Sellerio).</p>
<p><strong>Informazioni</strong><br />
<strong>Museo Marino Marini</strong><br />
Piazza San Pancrazio, Firenze<br />
<strong>Orario</strong> sabato – domenica &#8211; lunedì 10:00 &#8211; 19:00 / mercoledì – giovedì &#8211; venerdì 10:00 &#8211; 13:00<br />
Chiuso il martedì e i giorni festivi &#8211; Biglietti: intero € 6, ridotto € 4, studenti € 3.<br />
Tel. 055.219432<br />
<a href="mailto:info@museomarinomarini.it" target="_blank" rel="noopener">info@museomarinomarini.it</a> | <a href="http://www.museomarinomarini.it" target="_blank" rel="noopener">www.museomarinomarini.it</a></p><p>The post <a href="https://www.davisandco.it/la-danza-delle-forme-marino-marini-incontra-igor-stravinskij/">La danza delle forme: Marino Marini incontra Igor Stravinskij</a> first appeared on <a href="https://www.davisandco.it">Davis & Co</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Settembre speciale al Museo Marino Marini</title>
		<link>https://www.davisandco.it/settembre-speciale-al-museo-marino-marini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davis &#38; Co]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2017 10:35:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Crespi]]></category>
		<category><![CDATA[Arturo Galansino]]></category>
		<category><![CDATA[Contemporary Art Hates You]]></category>
		<category><![CDATA[Director's cut]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Cavallucci]]></category>
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		<category><![CDATA[Settembre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Monti]]></category>
		<category><![CDATA[What’s Next]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Museo Marino Marini Piazza San Pancrazio, Firenze Settembre 2017 è un mese speciale al MUSEO MARINO MARINI 3 grandi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Museo Marino Marini</strong><strong><br />
</strong>Piazza San Pancrazio, Firenze</p>
<p style="font-weight: 400;">Settembre 2017 è un mese speciale al<strong> MUSEO MARINO MARINI<br />
</strong><strong>3 grandi eventi</strong><strong><br />
</strong><strong>8 protagonisti della cultura e arte contemporanea</strong><strong><br />
</strong><strong>1 “special guest”</strong></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>APRE IL GURU DELLE DIGITAL HUMANITIES, JEFFREY SCHNAPP, IL 12 SETTEMBRE, PER IL CICLO “WHAT’S NEXT”.</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Il Museo Marino Marini, a Firenze, riapre dopo la pausa estiva con un settembre di ricco di eventi. </b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Si parte il <b>12 settembre</b> con <b>Jeffrey Schnapp</b>, guru delle <i>digital humanities</i>, <b>direttore</b> del <b>metaLAB</b> dell’<b>Università di Harvard</b>, figura di riferimento mondiale nello studio dell’impatto del digitale sui modelli di produzione, disseminazione e trasmissione della cultura. </span><span id="more-9546"></span></p>
<p><a href="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/Museo-Marino-Marini-foto-Davide-Repetto-per-DUva.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-9545 alignleft" src="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/Museo-Marino-Marini-foto-Davide-Repetto-per-DUva-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/Museo-Marino-Marini-foto-Davide-Repetto-per-DUva-300x200.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/Museo-Marino-Marini-foto-Davide-Repetto-per-DUva-768x512.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/Museo-Marino-Marini-foto-Davide-Repetto-per-DUva-1024x683.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/Museo-Marino-Marini-foto-Davide-Repetto-per-DUva-866x577.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/Museo-Marino-Marini-foto-Davide-Repetto-per-DUva.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><span class="s1"><b><i>La sorte dei saperi nel 21esimo secolo</i></b>, questo il titolo della conferenza che terrà Jeffrey Schnap: big data, rete, comunicazione multicanale dei saperi, modelli partecipativi emergenti, “archivio animato”, ovvero perché la digitalizzazione non equivale alla democratizzazione, saranno fra gli argomenti dello <i>speech </i>che sarà tenuto in un italiano impeccabile. Nell’occasione, Schnapp, che è anche CEO di <b>Piaggio Fast Forward</b>, il centro ricerca sul futuro che la Piaggio ha creato negli USA, presenterà “FuturPiaggio” (edito da Rizzoli), ambizioso progetto-oggetto d’arte innovativo su un gruppo che ha segnato la storia della mobilità e del design, e sarà accompagnato da GITA, il robot originale di cui già parlano in tutto il mondo. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Con Jeffrey Schnapp, anche membro del comitato d’onore del Museo Marino Marini, si apre il primo appuntamento del ciclo di eventi<b> “What’s Next</b>”, che sarà dedicato a leader culturali, innovatori e makers internazionali che riflettono sul futuro dei musei: sfide, opportunità, innovazioni e cambiamenti<i>.</i></span></p>
<p><a href="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/02.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-9544 alignleft" src="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/02-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/02-300x200.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/02-768x512.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/02-1024x682.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/02-866x577.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/02.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><span class="s1">Altra novità settembrina, <b>“<i>Contemporary Art Hates You</i></b>”, una serie di<b> incontri </b>che, prendendo spunto dalla famosa frase del regista e provocatore John Waters, invita alcuni protagonisti dell&#8217;arte contemporanea a discutere intorno al tema più &#8220;hot&#8221; del momento: quale, come e perché arte contemporanea in Italia. Si confronteranno <i>vis a vis</i> : <b>Angelo Crespi con Stefano Monti</b> il 15 settembre; <b>Francesco Bonami con Sergio Risaliti </b>il 19 settembre; <b>Ludovico Pratesi con Arturo Galansino</b> il 28 settembre. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ritornano a settembre le <b>conferenze del ciclo</b> <b>“Director’s Cut”</b>, uno spazio che vede come protagonisti i più importanti e innovativi direttori dei musei che raccontano il “dietro le quinte” del cambiamento in corso. Il <b>18 settembre</b> interverrà <b>Gianfranco Maraniello</b>, Presidente AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiana) e Direttore MART Trento Rovereto, e il <b>25 settembre </b>sarà invece la volta di <b>Fabio Cavallucci</b>, Direttore Centro Pecci di Prato.</span></p>
<p><a href="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/01.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-9543 alignleft" src="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/01-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/01-300x200.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/01-768x512.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/01-1024x682.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/01-866x577.jpg 866w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2017/09/01.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><span class="s1"><b>Fino al 2 ottobre</b> sarà visitabile <b>la doppia mostra di Mimmo Paladino</b>: i paramenti liturgici disegnati dall&#8217;artista appositamente per la Cappella Rucellai e realizzati da Alberta Ferretti, e la serie emozionante e suggestiva dei famosi “dormienti”, posizionati nella cripta del museo in occasione della mostra <i>Ytalia.</i></span></p>
<p class="p4"><span class="s1"><b>programma settembre 2017</b></span></p>
<p class="p7"><span class="s1"><b>&#8220;What&#8217;s next&#8221;</b></span></p>
<p><span class="s1"><b>Martedì 12 settembre | ore 19<br />
</b></span><span class="s1"><b><i>La sorte dei saperi nel 21esimo secolo<br />
</i></b></span><span class="s1"><b>Incontro con Jeffrey Schnapp</b> </span></p>
<p class="p8"><span class="s3">Nato a New York nel 1945. Jeffrey Schnapp è una figura di riferimento nel campo delle <i>digital humanities</i>, fondatore e direttore dello Standford Humanities Lab, poi direttore del metaLAB (at) Harvard, attualmente Chief Executive Officer – Piaggio Fast Forward. C</span><span class="s4">elebre come storico sia del medioevo che del <span class="s1">Novecento</span> italiano, è stato un pioniere in vari campi di ricerca transdisciplinare. Le sue ricerche ricoprono un terreno ampio, dall&#8217;antichità classica fino alla contemporaneità, e comprendono la storia materiale della <span class="s1">letteratura</span>, l&#8217;<span class="s1">architettura</span>, il <span class="s1"><i>design</i></span> e la <span class="s1">storia della scienza</span> e della tecnica (sempre con particolare enfasi sul contesto italiano). Filologo romanzo di formazione, è autore di oltre venticinque libri e più di duecento saggi su autori quali Virgilio, Dante Alighieri, Petrarca, Niccolò Machiavelli. Ha collaborato come curatore con diversi musei come La Cantor Arts Center, Wolfsonian-FIU, SFMOMA, la Triennale di Milano, Il Centro di Studi di Architettura Andrea Palladio, e Il Canadian Centre for Architecture.</span> <span class="s4">Schnapp è stato borsista (<i>senior research fellow</i>) ad alcuni dei centri di ricerca più prestigiosi del mondo, tra cui la <span class="s1">National Gallery of Art</span> a <span class="s1">Washington</span>(1996), il Getty Research Institute (2005) e il Canadian Centre for Architecture (2007). </span></p>
<p class="p7"><span class="s1"><b>“Contemporary Art hates you”<br />
</b></span><span class="s1"><b>3 conversazioni sull’arte contemporanea</b></span></p>
<p class="p4"><span class="s1"><b>Venerdì 15 settembre | ore 19<br />
</b></span><span class="s1"><b>Angelo Crespi</b> presenta<br />
</span><span class="s1">&#8220;Ars Attack &#8211; Il bluff del contemporaneo”<br />
</span><span class="s1">(Johan &amp; Levi editore)<br />
</span><span class="s1">ne parlerà con l&#8217;autore <b>Stefano Monti</b></span></p>
<p class="p9"><span class="s1">Dissacrazione, nonsense, divertimento inutile sembrano le nuove categorie dell’arte contemporanea, in cui solo il mercato definisce il valore di un’opera, e ogni giudizio estetico è bandito. Oggi niente ha più senso se non il marchio di fabbrica dell’artista che genera, al di là del risultato, arte come il melo fa le mele, obbedendo al cieco verbo della produzione e del guadagno, mentre i musei del contemporaneo, vuoti esoscheletri senza contenuti, certificano i prezzi di questi nuovi “titoli spazzatura”. Nessun problema se questa nuova arte non aspirasse al paragone con l’arte della Tradizione, a confrontarsi con i grandi del passato. Per essa bisognerebbe trovare un nuovo nome, una nuova categoria per una nuova tassonomia in cui comprendere tutte quelle cose brutte, insensate, spesso mal formate, che però si autodefiniscono arte. Per quest’ultime, Angelo Crespi s’inventa il termine <i>sgunz</i>, affondando la lama dell’osservatore disincantato e competente nel marcio dell’attuale sistema: critici, <i>curators</i>, galleristi, giovani e vecchi artisti di fama, tutti al tempo stesso vittime e fautori di un meccanismo che non fa altro che perpetuare se stesso. Sulla scia di una consolidata scuola di pensiero che va da Robert Hughes a Jean Clair, un pamphlet che si pone come un manuale di sopravvivenza in una giungla sempre più intricata, una scialuppa di salvataggio per chiunque senta di aver perso la bussola, per chi naviga controcorrente e crede ancora nell’arte. Quella vera.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1"><b>Martedì 19 settembre | ore 19<br />
</b></span><span class="s1"><b>Francesco Bonami</b> presenta<br />
</span><span class="s1">“L&#8217;arte nel cesso. Da Duchamp a Cattelan, ascesa e declino dell’arte contemporanea” (Mondadori)<br />
</span><span class="s1">ne parlerà con l&#8217;autore <b>Sergio Risaliti<br />
</b></span><span class="s1">in omaggio ai partecipanti un biglietto omaggio per la mostra <i>YTALIA</i> a Forte Belvedere</span></p>
<p class="p9"><span class="s1">Con l&#8217;autoironia che lo contraddistingue, Francesco Bonami, uno dei più brillanti critici d&#8217;arte internazionali, riprende il discorso avviato dieci anni fa in <i>Lo potevo fare anch&#8217;io. </i>L&#8217;autore ammette che, in fondo, tante opere alla cui vista restiamo sgomenti forse avremmo potute farle pure noi, e comunque, anche se le ha fatte qualcun altro prima, questo non significa affatto che si tratti di arte. Per concludere, provocatoriamente ma non del tutto, che l&#8217;arte contemporanea – che ha avuto inizio nel 1917 con l&#8217;orinale capovolto ( Fontana ) di Marcel Duchamp – oggi, a un secolo esatto, è giunta alla sua fine, e deve lasciare il posto a una nuova fase. Attraverso una serie di racconti e riflessioni, l&#8217;autore ci mostra perché ora all&#8217;arte non bastano più solo idee che si rincorrono con l&#8217;obiettivo di essere una più rivoluzionaria dell&#8217;altra. E perché, provocazione dopo provocazione, la contemporaneità ha esaurito il suo potere di stupire. E conclude che, per tornare a essere utile, l&#8217;arte deve ritrovare la capacità d&#8217;inventare e narrare storie, recuperando quell&#8217;essenziale cocktail di ingenuità e genialità che è alla base della creatività umana. </span></p>
<p class="p4"><span class="s1"><b>Giovedì 28 settembre | ore 19<br />
</b></span><span class="s1"><b>Ludovico Pratesi </b>presenta<br />
</span><span class="s1">“Perché l&#8217;Italia non ama più l&#8217;arte contemporanea”<br />
</span><span class="s1">(Castelvecchi Editore)<br />
</span><span class="s1">ne parlerà con l&#8217;autore <b>Arturo Galansino</b></span></p>
<p class="p10"><span class="s1">Come mai l’Italia odia l’arte contemporanea? È a causa del peso del nostro patrimonio artistico o ci sono altre ragioni? Perché non sappiamo promuovere i nostri giovani talenti sulla scena internazionale? Come mai non abbiamo una grande collezione nazionale dedicata all’arte di oggi? Partendo da queste domande, il libro di Pratesi suggerisce alcune direzioni per individuare, in Italia, un nuovo rapporto con l’arte del nostro tempo. </span></p>
<p class="p7"><span class="s1"><b>Director’s cut<br />
</b></span><span class="s1"><b><i>I direttori dei musei si raccontano &#8220;dietro le quinte&#8221; </i></b></span></p>
<p class="p4"><span class="s1"><b>Lunedì 18 settembre | ore 19<br />
</b></span><span class="s1"><b>Gianfranco Maraniello</b> &#8211; Presidente AMACI e direttore MART Trento e Rovereto</span></p>
<p class="p11"><span class="s1">Gianfranco Maraniello è Presidente del&#8217;AMACI, Associazione dei Musei d&#8217;Arte Contemporanea Italiani e membro del Comitato Scientifico per la Collezione d&#8217;Arte della Farnesina – Ministero degli Affari Esteri e del MADRE di Napoli. E’ anche membro del Consiglio di Amministrazione della Pinacoteca di Brera.</span></p>
<p class="p11"><span class="s1">Oltre ad aver curato mostre in Italia e all&#8217;estero e scritto numerosi saggi, ha regolarmente tenuto corsi per master post universitari presso la LUISS a Roma e l&#8217;Accademia di Brera a Milano.</span></p>
<p class="p11"><span class="s1">È stato curatore presso il Palazzo delle Papesse di Siena e il MACRO di Roma. Nel 2006 è stato curatore della Biennale di Shanghai. Dal 2005 ha diretto la GAM di Bologna per poi inaugurare il MAMbo nel 2007 e assumere dal 2013 al 2015 la Direzione dell&#8217;intero sistema museale civico denominato Istituzione Bologna Musei. Da giugno 2015 è il Direttore del Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1"><b>Lunedì 25 settembre | ore 19<br />
</b></span><span class="s1"><b>Fabio Cavallucci</b> &#8211; direttore del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato</span></p>
<p class="p11"><span class="s4"><b>Fabio Cavallucci</b>, romagnolo classe 1961, arriva alla guida del Centro Pecci nel 2014, dopo l’esperienza di quattro anni alla direzione del Centro d’Arte Contemporanea Castello Ujazdowski di Varsavia. Prima di allora aveva diretto, dal 2001 al 2008, la Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento; proprio in virtù di quell’incarico aveva coordinato l’edizione di Manifesta che si tenne, nel 2008, in Trentino e Alto Adige. Primo contatto professionale con la Toscana, prima dell’arrivo a Prato, nel 2010, quando diresse la Biennale Internazionale di Scultura di Carrara.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1"><b><i>Ytalia<br />
</i></b></span><span class="s1"><b>2 ottobre</b> &#8211; finissage mostra Paladino</span></p>
<p><strong>Informazione</strong><br />
<strong>Museo Marino Marini</strong><br />
<span class="s1">Piazza San Pancrazio, Firenze<br />
</span><span class="s1">Orario: sabato – domenica &#8211; lunedì 10:00 &#8211; 19:00 / mercoledì – giovedì &#8211; venerdì 10:00 &#8211; 13:00 </span><span class="s1">Chiuso il martedì e i giorni festivi &#8211; Biglietti: intero € 6, ridotto € 4, studenti € 3.<br />
</span><span class="s1">Tel.  055.219432 </span><br />
<a href="mailto:info@museomarinomarini.it" target="_blank" rel="noopener">info@museomarinomarini.it</a> | <a href="http://www.museomarinomarini.it/" target="_blank" rel="noopener">www.museomarinomarini.it</a></p><p>The post <a href="https://www.davisandco.it/settembre-speciale-al-museo-marino-marini/">Settembre speciale al Museo Marino Marini</a> first appeared on <a href="https://www.davisandco.it">Davis & Co</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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