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	<title>Modena - Davis &amp; Co</title>
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	<description>ufficio stampa nel settore dell&#039;arte e della cultura</description>
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	<title>Modena - Davis &amp; Co</title>
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		<title>I 60 anni del movimento Cobra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davis &#38; Co]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 20:23:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[60th anniversary]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria MOdenArte]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Cobra]]></category>
		<category><![CDATA[Karel Appel]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Vanni]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>COBRA 60TH ANNIVERSARY Galleria MOdenArte Modena 12 Dicembre 2008 &#8211; 30 Gennaio 2009 Era il novembre del 1948...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>COBRA<br />
60TH ANNIVERSARY<br />
</strong><strong>Galleria MOdenArte</strong><em><br />
</em>Modena<br />
12 Dicembre 2008 &#8211; 30 Gennaio 2009</p>
<p>Era il novembre del 1948 quando un gruppo di artisti provenienti da parti diverse dell&#8217;Europa del Nord si riunì all&#8217;Hotel Notre-Dame di Parigi per dar vita al movimento Cobra, nome costituito dalle prime lettere di COpenaghe, Bruxelles ed Amsterdam, le capitali dei paesi di origine dei fondatori del gruppo. Ed oggi la Galleria MOdenArte festeggia il sessantesimo anniversario di quell&#8217;evento con una grande mostra, nella sua sede di Modena, dedicata al movimento. Movimento che ebbe una vita breve ma intensissima e che lasciò un segno profondo nell&#8217;arte del Ventesimo Secolo. &#8220;Cobra. 60th Anniversary&#8221; è curata da <strong>Maurizio Vanni</strong> e sarà aperta dal 12 dicembre 2008 al 30 gennaio 2009.</p>
<p><span id="more-269"></span></p>
<p><a href="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2008/12/karel-appel-seated-nude1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft" title="karel-appel-seated-nude" src="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2008/12/karel-appel-seated-nude1-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" /></a>Nel 1998, in occasione di una sua grande personale alla Villa Medici di Roma, l&#8217;artista olandese <strong>Karel Appel</strong>, uno dei protagonisti di maggior spicco del gruppo, ricordava così il periodo in cui Cobra ebbe inizio: &#8220;La guerra era finita da poco, eravamo di nuovo liberi e sentivamo l&#8217;esigenza di trovare nuove idee nell&#8217;arte. Non era facile. Per cercare qualcosa che non avesse legami col passato bisognava tornare bambini&#8221;. E proprio questo fu lo spirito che animò Cobra nei suoi 3 anni di vita. Anche se di formazione culturale e di provenienza geografica differente, tutti gli artisti del movimento aspiravano ad un&#8217;arte naturale e spontanea, rifiutando ogni convenzione rigida a favore di un&#8217;arte basata sulla libertà della propria creatività, emotiva e intellettiva. Come scrive il curatore Maurizio Vanni nel bel saggio in catalogo &#8220;secondo gli artisti del Gruppo Cobra ogni uomo avrebbe dovuto esprimersi liberamente senza nessuna regola imposta e senza limitazioni: gli artisti dovevano offrirsi alla materia dove la pura casualità &#8220;come le sgocciolature, le macchie e gli schizzi&#8221; non procuravano distrazione, ma offrivano ulteriori opportunità creative per nuove idee e inedite azioni pittoriche&#8221;.<br />
Queste idee, codificate nel manifesto del gruppo da Appel, Constant, Corbeille, Jorn, Dotremoint e Noiret, furono poi abbracciate da numerosi artisti in Europa e anche in Italia: a Firenze grazie a Fiamma Vigo e alla sua rivista &#8220;Numero&#8221; e a Milano grazie ad Enrico Baj e a Sergio Dangelo. Tutti artisti ben rappresentati nella mostra modenese.<br />
La prima mostra del gruppo si tenne nel 1949 in Olanda, allo Stedelijk Museum di Amsterdam. E le opere che da sessant&#8217;anni richiamano l&#8217;attenzione del pubblico e della critica ottennero all&#8217;epoca il dissenso più totale. &#8220;Pazzia elevata a dignità d&#8217;arte&#8221;, &#8220;Imbrattature, scarabocchi e sbrodolature&#8221; titolavano i maggiori giornali della città. Ma come spesso accade, questo frastuono non fece altro che rendere il gruppo più unito e promuoverlo nel mondo. Come disse sempre Appel ricordando gli anni di Cobra &#8220;Eravamo un gruppo che interveniva in un mondo che amava l&#8217;arte classica e che era contro la nostra arte. Tutti insieme ci sentivamo più forti&#8221;.</p>
<p><strong>Gruppo Cobra: la storia</strong><br />
Fondato a Parigi nel novembre del 1948, il movimento Cobra era formato da un gruppo di artisti dell&#8217;Europa del Nord in reazione all&#8217;Astrazione geometrica e al Realismo socialista.<br />
La sigla del gruppo era costituita dalle prime lettere di COpenaghen, BRuxelles e Amsterdam, le capitali dei paesi d&#8217;origine dei principali artisti che lo fecero nascere: gli olandesi Karel Appel, Constant e Cornelis Guillame Baverloo, detto Corneille, il danese Asger Jorn ed i poeti surrealisti belgi Christian Dotremont e Joseph Noiret. A questi in seguito si unirono i pittori Pierre Alechinsky, Pol Bury, Ejler Bille, Jean Michel Atlan, Robert Jacobsen, Karl Otto Götz, Mortensen, Carl Henning Pedersen, Kay Nielsen, Henry Heerup e Joergensen.<br />
Benché di formazione diversissima tra loro, questi artisti erano mossi tutti da una medesima aspirazione a un&#8217;arte &#8220;naturale&#8221;, spontanea, che li portasse a rifiutare ogni intellettualismo e dogmatismo teorico a favore della libera sperimentazione di modi espressivi diretti e intuitivi. La loro fu un&#8217;arte provocatoria che rivendicava il diritto al piacere edonistico del gesto creativo risolto in un neoespressionismo materico esasperato.<br />
Se da un lato l&#8217;arte dal gruppo Cobra, affondava le proprie radici nella vivace arte popolare nordica dall&#8217;altro essa fu il risultato della fusione di alcuni elementi tratti dalle tendenza dell&#8217;arte modema: il ricorso al sogno, al testo letterario e all'&#8221;automatismo psichico&#8221; della poetica surrealista, l&#8217;incisività e arbitrarietà del colore espressionista.<br />
Temi privilegiati furono la donna, il bambino, l&#8217;uccello, il sole e la luna, ma soprattutto un bestiairio mitologico a metà strada tra il fantastico e il naïf.<br />
Il gruppo si sciolse dopo soli tre anni, già alla fine del 1950, ma lasciando un effetto profondamente attivo e persistente sull&#8217;arte della seconda metà del Ventesimo secolo.</p>
<p><strong>Cobra</strong><br />
<strong>60th Anniversary</strong><br />
12 Dicembre 2008 &#8211; 30 Gennaio 2009<br />
Modena, Galleria MOdenArte, via Toscanini 26<br />
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17.30, il sabato dalle 11 alle 18.30, la domenica e i festivi chiusa.<br />
<em>Ingresso gratuito</em></p>
<p><strong>Informazioni</strong><br />
Tel. 059 367470<br />
<a href="mailto:infoita@modenarte.com" target="_blank" rel="noopener">infoita@modenarte.com</a> | <a href="http://www.modenarte.com" target="_blank" rel="noopener">www.modenarte.com</a></p><p>The post <a href="https://www.davisandco.it/i-60-anni-del-movimento-cobra/">I 60 anni del movimento Cobra</a> first appeared on <a href="https://www.davisandco.it">Davis & Co</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Claudio Massini &#8211; Segreti e bugie</title>
		<link>https://www.davisandco.it/claudio-massini-misteri-e-bugie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davis &#38; Co]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2008 22:55:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Massini]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria MOdenArte]]></category>
		<category><![CDATA[Misteri e bugie]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Segreti e bugie Claudio Massini Modena, Galleria MOdenArte 15 Febbraio &#8211; 5 Aprile 2008 La Galleria MOdenArte inaugura...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Segreti e bugie<br />
Claudio Massini<br />
Modena, Galleria MOdenArte </strong><br />
15 Febbraio &#8211; 5 Aprile 2008</p>
<p>La <strong>Galleria MOdenArte</strong> inaugura il 2008 con la mostra di Claudio Massini &#8220;Segreti e bugie&#8221;. L&#8217;esposizione, curata da Maurizio Vanni, si inaugura venerdì 15 febbraio alle ore 18.30 e, sino al 5 aprile, presenterà una quarantina di opere dell&#8217;artista, napoletano di nascita ma trevigiano d&#8217;adozione.<br />
<span id="more-71"></span></p>
<p><a href="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2008/02/belvedere-20061.jpg"><img decoding="async" class="alignleft" title="Style: &quot;quadri&quot;" src="http://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2008/02/belvedere-20061-300x233.jpg" alt="" width="300" height="233" /></a>Attivo sin dalla metà degli anni Settanta, Claudio Massini propone in questa mostra personale solo opere recenti, realizzate negli ultimi due anni. I Temi però sono gli stessi di sempre: le imbarcazioni dal sapore orientale, i recipienti in equilibri inverosimili, le sedie completamente decontestualizzate sulle tele, le ampolle dalle decorazioni vagamente bizantine e le gabbie dorate, a volte prigioni ovattate, altre raffinati lucernari. E lo stesso di sempre è anche lo spaesamento che coglie lo spettatore di fronte alle opere dell&#8217;artista: gli oggetti, infatti, così meticolosamente rappresentati secondo i canoni del vero, sono poi immersi in mondi totalmente irreali.<br />
Come spiega Maurizio Vanni nel suo saggio in catalogo, siamo di fronte ad un vero e proprio illusionista: &#8220;L&#8217;artista lavora nella consapevolezza che l&#8217;unica verità possibile è legata al cosciente inganno dei sensi&#8221;. E il mondo che propone nelle sue opere &#8220;pur non essendo totalmente staccato dalla realtà, ha proprie regole e propri confini&#8221;. Le sue barche non sono mai inserite dove ci aspetteremmo di vederle, non attraversano nessuno specchio d&#8217;acqua. Eppure questo ci sembra totalmente normale. Così come non ci chiediamo se possono essere o no verosimili le strutture di Massini, dagli imbrodabili equilibri verticali. E la distanza che intercorre tra ciò che si vede e ciò che si crede di vedere &#8211; come dice ancora Maurizio Vanni &#8220;offrono alla soggettività individuale un grande spazio di movimento&#8221;.<br />
Nelle sue opere l&#8217;arte si fonde con la vita di ogni giorno e la cultura occidentale si mescola con quella d&#8217;Oriente come in nessun altro artista di oggi. E ciò che ad un primo sguardo può sembrare l&#8217;opera di un raffinato artigiano, ha invece una componente spiccatamente metafisica, che trasferisce le cose raffigurate al di là della loro dimensione funzionale per adagiarle in un&#8217;atmosfera di intramontabile bellezza.</p>
<p><strong>Claudio Massini: la vita</strong><br />
Nato a Napoli nel 1955, Claudio Massini vi ha studiato presso l&#8217;Accademia di Belle Arti. Oggi vive e lavora a Casier (Treviso). Tra le sue mostre principali, segnaliamo &#8220;Duello&#8221; alla Galleria Amelio di Napoli; Art Basel 21 a Basilea; &#8220;Stanze Metastoriche&#8221; alla Galleria d&#8217;Arte Moderna di Bologna e alla Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna Mûcsarnok di Budapest; &#8220;Collezione Privata&#8221; all&#8217;Associazione Metastorica Italiana di Milano e &#8220;Il Gioco Della Dama&#8221; al Lingotto Art-Tech di Torino. Ha inoltre partecipato alle seguenti mostre collettive: &#8220;X Quadriennale d&#8217;Arte&#8221;, Palazzo delle Esposizioni, Roma; &#8220;Ambiente come sociale&#8221;, XXXVII Biennale di Venezia; &#8220;L&#8217;altra metà del cielo&#8221;, Museo Rupertinum di Salisburgo, Galleria d&#8217;Arte Moderna di Bologna, Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna Mûcsarnok di Budapest; &#8220;Posizioni attuali dell&#8217;Arte Italiana&#8221;, Premio Agenore Fabbri, MART, Palazzo delle Albere, Trento; &#8220;Punti di vista&#8221;, Museo Revoltella, Trieste; &#8220;Un secolo d&#8217;arte italiana&#8221;, MART, Rovereto; &#8220;D&#8217;Aprés da Anzinger a Warhol&#8221;, Gas Art Gallery, Torino; &#8220;La più bella galleria d&#8217;Italia&#8221; Galleria Toselli, Fortezza da Basso, Firenze; &#8220;Un Estate Italiana&#8221;, Die Galerie, Francoforte; Leila Taghinia-Milani Heller Gallery, Madison Avenue, New York; Arco 1990, Madrid; Arte Fiera 1998, Bologna; Art Basel 20,22 e 23, Basilea.</p>
<p>La mostra ha il patrocinio del Comune e della Provincia di Modena ed il contributo dell&#8217;agenzia di viaggi Fireball Tour e del negozio di artigianato etnico Geko &#8211; Madre Terra.</p>
<p><strong>Orario:</strong><br />
dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17.30, il sabato dalle 11 alle 18.30, la domenica e i festivi chiusa<br />
<em>Ingresso gratuito</em><br />
<strong>Informazioni</strong>:<br />
Tel. 059 367470<br />
<a href="mailto:infoita@modenarte.com" target="_blank" rel="noopener">infoita@modenarte.com</a></p><p>The post <a href="https://www.davisandco.it/claudio-massini-misteri-e-bugie/">Claudio Massini – Segreti e bugie</a> first appeared on <a href="https://www.davisandco.it">Davis & Co</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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