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	<title>Elena Berriolo - Davis &amp; Co</title>
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	<title>Elena Berriolo - Davis &amp; Co</title>
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		<title>Sewn Words: Parole Cucite. Elena Berriolo per Crumb Gallery</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davis &#38; Co]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2024 15:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Crumb Gallery]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Berriolo]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Parole Cucite]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CRUMB GALLERY Via San Gallo, 191 rosso &#124; Firenze SEWN WORDS &#124; PAROLE CUCITE Elena Berriolo 26 settembre...</p>
<p>The post <a href="https://www.davisandco.it/sewn-words-parole-cucite-elena-berriolo-per-crumb-gallery/">Sewn Words: Parole Cucite. Elena Berriolo per Crumb Gallery</a> first appeared on <a href="https://www.davisandco.it">Davis & Co</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>CRUMB GALLERY<br />
<span style="font-weight: 400;">Via San Gallo, 191 rosso | Firenze</span><br />
SEWN WORDS | PAROLE CUCITE<br />
</b><b>Elena Berriolo<br />
</b><span style="font-weight: 400;">26 settembre – 24 novembre 2024<br />
</span><b>inaugurazione | giovedì 26 settembre | ore 18.00</b></p>
<p><b>Otto Parole<br />
</b><b>Una performance di Elena Berriolo per Crumb Gallery<br />
</b><b>mercoledì 2 ottobre 2024 | ore 18.30</b></p>
<p><b>Crumb Gallery è lieta di presentare</b><b><i> Sewn Words. Parole Cucite</i></b><b>, una mostra personale di Elena Berriolo che inaugura giovedì 26 settembre, alle 18.00, e rimarrà aperta al pubblico fino al 27 novembre 2024. </b></p>
<p><span id="more-19765"></span></p>
<p><b><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-19766 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Elena-Beriolo-Maria-Callas-2011-002-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Elena-Beriolo-Maria-Callas-2011-002-300x223.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Elena-Beriolo-Maria-Callas-2011-002-1024x762.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Elena-Beriolo-Maria-Callas-2011-002-768x571.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Elena-Beriolo-Maria-Callas-2011-002-1536x1143.jpg 1536w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Elena-Beriolo-Maria-Callas-2011-002-2048x1524.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></b></p>
<p>Elena Berriolo<span style="font-weight: 400;">, artista italiana che vive lavora a New York, si distingue per il suo approccio interdisciplinare che attraverso l’uso della macchina da cucire, strumento centrale nella sua pratica artistica, esplora il concetto di tempo, inteso come un dialogo continuo, fluido, tra passato presente e futuro. Un dialogo che Berriolo indaga attraverso proprio l’atto di tessere, cucire, riparare dando vita a libri d’artista e performances. Se i suoi primi lavori &#8211; installazioni, sculture, dipinti, arazzi – erano opere di grande formato, più monumentali, dal 2011 ad oggi ha fatto una scelta radicale: quella di dedicarsi quasi esclusivamente a una dimensione più intima, quella del libro. Ogni libro è un’opera unica che molto spesso ha origine proprio da performances, da azioni che sono denunce di situazioni di ingiustizia sociale, di degrado dell’ambiente, fino a quelle più politiche come </span><i><span style="font-weight: 400;">We can mend for peace</span></i><span style="font-weight: 400;">, una richiesta di pace che l’artista sta perpetrando dal 6 marzo 2022, inizialmente concepita come risposta all’invasione russa dell’Ucraina, per abbracciare poi altre crisi internazionali, inclusi i conflitti in Medio Oriente. L’artista, attraverso un gesto deciso di strappo e successiva riparazione del tessuto, invita il pubblico a riflettere sulla fragilità della pace e sulle azioni necessarie per ricostruirla, e ogni telo ricucito diventa una pagina di un libro unico. Come lei stessa afferma: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Strappare, distruggere, è un gesto breve. Ricucire richiede tempo e cura, ma è possibile</span></i><span style="font-weight: 400;">”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><b><img decoding="async" class="size-medium wp-image-19768 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Foto-E.-Berriolo-1-300x268.jpg" alt="" width="300" height="268" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Foto-E.-Berriolo-1-300x268.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Foto-E.-Berriolo-1-1024x916.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Foto-E.-Berriolo-1-768x687.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Foto-E.-Berriolo-1.jpg 1500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></b>L’uso della macchina da cucire ha un’implicazione concettuale molto profonda, “…in grado di produrre &#8211; come sottolinea la Berriolo &#8211; una vera e propria linea tridimensionale molto simile a quella realizzata da Fontana con il suo coltello senza ferire la superficie come faceva lui con il coltello, ma soprattutto, mentre il gesto profondo del coltello è un atto di violenza sulla pelle dell&#8217;opera, la macchina da cucire produce una linea pacifica.” Una linea che in un libro può essere spostata e crescere nello spazio e nel tempo, senza interruzioni, profonda quanto il supporto stesso senza minarne la stabilità, che ne abbraccia i due lati, passa dal verso al recto, dal davanti al dietro in ugual modo, dividendolo senza romperlo. “Una linea &#8211; sempre per usare le parole dell’artista &#8211; che noi, ogni giorno della nostra vita, muoviamo nello spazio insieme alle cuciture dei nostri vestiti.”</span></p>
<p><b><i>Sewn Word</i></b><span style="font-weight: 400;"> si focalizza sul percorso artistico intrapreso da Elena Berriolo proprio dal 2011 ad oggi. In mostra una selezione dei suoi libri, esposti su dei leggii come fossero partiture musicali, che il pubblico può sfogliare. La musica è un’altra componente importante di questi lavori, appartiene al ritmo del cucire ma anche alla musica stessa che la realizzazione di un’opera produce, una musica interiore. Ogni pagina di ogni libro, conduce alla successiva, attraverso il filo. Su ognuna l’artista interviene con parole, testi, agisce con il colore, acquerelli, foglie, spine, intinte nell’inchiostro. Così sono nati alcuni libri dedicati, o meglio in conversazione con personaggi del mondo della letteratura, dell’arte, della musica come: </span><b><i>Emiliy Dickinson</i></b><span style="font-weight: 400;">, inspirato a un suo breve poema “</span><i><span style="font-weight: 400;">But are not all facts dreams as soon as we put them behind us (Ma non tutti i fatti sono sogni, non appena ce li siamo lasciati alle spalle)” </span></i><span style="font-weight: 400;">scritto dalla poetessa su un piccolo pezzo di busta;</span> <b><i>Transcription and variation of Jazz (by Matisse) with Sewing Machine</i></b><span style="font-weight: 400;">, un’esplosione di colore, che fa parte di una piccola serie su artisti canonici che “avrebbero dovuto” usare la macchina da cucire come Lucio Fontana e Ellsworth Kelly; </span><b><i>Maria Callas</i></b><span style="font-weight: 400;">; </span><b><i>In Conversation With the Spider</i></b><span style="font-weight: 400;">, un omaggio a Louise Bourgeois che ha realizzato molti libri d’artista come </span><i><span style="font-weight: 400;">Ode à l’Oubli</span></i><span style="font-weight: 400;">. Due sono stati creati ascoltando Philip Glass, </span><b><i>Opening Philip Glass</i></b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b><i>Metamorphosis, </i></b><span style="font-weight: 400;">“danzando” con il filo e l’ago sulla carta pigiando il piede della macchina da cucire.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><b><img decoding="async" class="size-medium wp-image-19769 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Elena-Berriolo-Jazz-by-Matisse-2018-007-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Elena-Berriolo-Jazz-by-Matisse-2018-007-300x226.jpg 300w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Elena-Berriolo-Jazz-by-Matisse-2018-007-1024x773.jpg 1024w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Elena-Berriolo-Jazz-by-Matisse-2018-007-768x579.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Elena-Berriolo-Jazz-by-Matisse-2018-007-1536x1159.jpg 1536w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Elena-Berriolo-Jazz-by-Matisse-2018-007-2048x1545.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></b>Ci sono anche alcuni libri sulla natura come </span><b><i>Summer day, I am a Beetle</i></b><span style="font-weight: 400;">, il primo di questa serie, realizzato in seguito a un’infestazione di coleotteri giapponesi nella sua proprietà a Milanville in Pensilvania, dove ha utilizzato immerse nell’inchiostro, le foglie mangiate dagli insetti, pressate poi sulla carta. L’azione dei coleotteri di perforare le foglie è simile a quella dell’ago della macchina da cucire che trapassa la carta. In </span><b><i>My Thorny Rose Brush</i></b><span style="font-weight: 400;"> ha adoperato ramoscelli di rose selvatiche, molto spinosi con cui ha accarezzato le pagine, come fossero pennelli intinti in inchiostro nero e rosa. In </span><b><i>Maybe I was a bottle</i></b><span style="font-weight: 400;">,</span> <span style="font-weight: 400;">racconta invece la magica trasformazione nel tempo, attraverso l’impatto dell’acqua, di materiali scaricati nel mare.</span></p>
<p><b>Per Crumb Gallery</b><span style="font-weight: 400;"> ha creato </span><i><span style="font-weight: 400;">ad hoc, </span></i><span style="font-weight: 400;">uscendo, dopo molto tempo, dall’esclusività del formato ‘libro’, un’installazione a parete, composta da tre serie distinte di cinque elementi ciascuna: </span><b><i>Parole Dette</i></b><b>, </b><b><i>Parole non Dette</i></b><b> e </b><b><i>Parole Scritte</i></b><span style="font-weight: 400;">. Questi lavori esplorano la comunicazione verbale, come le parole, oltrepassando i limiti della pagina, si espandano in una dimensione più grande e complessa, evidenziando il processo creativo stesso come un atto fisico e mentale: “Le parole sono più grandi delle pagine” come recita il titolo del saggio di Barbara Montefalcone nel catalogo della mostra (edizioni NoLines, che comprende anche un’intervista all’artista di Rory Cappelli), una metafora per il modo in cui l’artista vede il linguaggio come forza che travalica i limiti fisici e materiali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le opere di Elena Berriolo sono dotate di una grande intensità, non sottostanno al linguaggio convenzionale dell’arte, spesso improntato a dinamiche maschili e l’artista non rinuncia mai alla sua identità femminile.  Quello che rimane costante, da sempre, in tutto il suo percorso, assai unico, è l’interazione con il pubblico, l’essere in rapporto-relazione con chi osserva il suo fare, i suoi lavori. E anche per quest’occasione, nella continuità di questa correlazione, Berriolo realizzerà, </span><b>mercoledì 2 ottobre, alle 18.30</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>una performance inedita </b><b><i>Otto Parole</i></b><span style="font-weight: 400;">, con la macchina da cucire, dando vita a un nuovo libro cucito che andrà a unirsi a quelli già esposti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel periodo della sua permanenza in Italia, Berriolo presenterà due performance a Napoli, con il sostegno di Vera Vita Gioia di </span><b>capnapoliest </b><span style="font-weight: 400;">ed il supporto di </span><b>Remida </b><span style="font-weight: 400;">Napoli: la prima, venerdì 27</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">settembre, dalle ore 20.00, la 134esima performance di </span><i><span style="font-weight: 400;">We can mend for peace</span></i><span style="font-weight: 400;">, di fronte al Consolato generale USA, in Piazza della Repubblica 2; la seconda domenica 29 settembre, ore 10, “I Desideri, Per Non Perderli, Si Cuciono” in collaborazione con il centro Remida, le donne di S’arte di Napoli, i bambini e le famiglie del quartiere Ponticelli e capnapoliest.</span><b> </b></p>
<p><b><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-19767 alignleft" src="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Elena-Berriolo-My-Thorny-Rose-Brush-2015-001-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" srcset="https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Elena-Berriolo-My-Thorny-Rose-Brush-2015-001-210x300.jpg 210w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Elena-Berriolo-My-Thorny-Rose-Brush-2015-001-716x1024.jpg 716w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Elena-Berriolo-My-Thorny-Rose-Brush-2015-001-768x1099.jpg 768w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Elena-Berriolo-My-Thorny-Rose-Brush-2015-001-1074x1536.jpg 1074w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Elena-Berriolo-My-Thorny-Rose-Brush-2015-001-1432x2048.jpg 1432w, https://www.davisandco.it/wp-content/uploads/2024/09/Elena-Berriolo-My-Thorny-Rose-Brush-2015-001-scaled.jpg 1790w" sizes="auto, (max-width: 210px) 100vw, 210px" /></b><b>Elena Berriolo </b><span style="font-weight: 400;">nata a Savona,</span> <span style="font-weight: 400;">Italia, vive e lavora a New York.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo aver esposto lavori di grandi dimensioni in gallerie e musei di Europa e Stati Uniti, nel 2011 decide di creare libri d’artista e di presentare performances usando la macchina da cucire. Nella sua mostra del 2012 alla BravinLeeProjects Gallery di New York, espone una serie di libri unici realizzati con la macchina da cucire mentre ascolta compositori e musicisti come Philip Glass e Steve Reich. Qui presenta la performance T</span><i><span style="font-weight: 400;">wo-Sided Concerto</span></i><span style="font-weight: 400;">, in collaborazione con la musicista Edith Hirshtal. Collabora poi con la violinista improvvisativa Rosi Hearthlein (2016-2018), con il pianista Jazz Art Hirahara (2017) e con la cantante Jazz Jane Irving (2022). Nel 2015 decide di iniziare a usare la macchina da cucire per riparare le ingiustizie sociali ed economiche. A </span><i><span style="font-weight: 400;">Book as a Bridge </span></i><span style="font-weight: 400;">è il titolo di un gruppo di libri realizzati viaggiando su mezzi pubblici che collegano zone molto diverse tra loro: </span><i><span style="font-weight: 400;">A Book as a Bridge from Wall Street to the Bronx </span></i><span style="font-weight: 400;">(2015); </span><i><span style="font-weight: 400;">A Book as a Bridge Across the Mexican Border </span></i><span style="font-weight: 400;">(2016) Dall’uso della macchina da cucire per riparare gli strappi sociali e economici, al renderla strumento per incoraggiare il processo per la pace, il passo è stato breve. Dal 6 marzo 2022, ogni settimana l’artista è impegnata di fronte ai consolati ucraino, russo e israeliano; Casa Bianca; Jewish Museum; </span><i><span style="font-weight: 400;">New York Times</span></i><span style="font-weight: 400;">; New York Public Library e altri luoghi. Sue opere sono esposte: Rare book Collection of the New York Public Library, Athenaeum Music &amp; Arts Library La Jolla, CA, Museum Angewandte Kunst, Frankfurt, Germania, University of Delaware Library, Newark, DE, Rare Book Collection William Allan Neilson Library Smith College Northampton, MA, Herzog August Bibliothek, Wolfenbüttel, Germania, Collection Bibliothèque Nationale de France, Collection de la Bibliothèque La Méjanes in Aix en Provence, France, Médiathèque La Durance, Cavaillon, France, Centro Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato. </span></p>
<p><b>Crumb Gallery è stata fondata nel 2019 da Rory Cappelli, Lea Codognato, Adriana Luperto e Emanuela Mollica.</b><span style="font-weight: 400;"> Crumb Gallery #womeninart nasce come spazio esclusivo per artiste donne. Promuove, divulga, sostiene ed espone pittura, sculture, fotografie, installazioni e performance di artiste. Le gallerie che espongono solo donne, nel mondo, si contano sulle dita di una mano e Crumb Gallery #womeninart vuole dare il suo piccolo contributo per ridurre il gap tra uomini e donne nel mondo dell’arte contemporanea. </span></p>
<p><b><strong>Informazioni</strong></b><br />
<b>CRUMB GALLERY<br />
</b><span style="font-weight: 400;">Via San Gallo, 191 rosso | 50129 Firenze</span><br />
<span style="font-weight: 400;">orari: giovedì, venerdì e sabato dalle 16.00 alle 19.00 o su appuntamento</span><br />
<span style="font-weight: 400;">tel. 347 3681894 </span><br />
<a href="mailto:crumbgalleryfi@gmail.com" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">crumbgalleryfi@gmail.com</span></a><span style="font-weight: 400;"> |</span><span style="font-weight: 400;"> </span><a href="http://www.crumbgallery.com" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">www.crumbgallery.com</span></a></p><p>The post <a href="https://www.davisandco.it/sewn-words-parole-cucite-elena-berriolo-per-crumb-gallery/">Sewn Words: Parole Cucite. Elena Berriolo per Crumb Gallery</a> first appeared on <a href="https://www.davisandco.it">Davis & Co</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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