Verso una storia di genere della letteratura italiana – Convegno

8-9 febbraio, 2008
Department Italian Studies, New York University
Casa Italiana Zerilli-Marimò
4 West 12th Street
New York, NY 10011-8604

Il SUM, Istituto Italiano di Scienze Umane, in collaborazione con il Dipartimento di Italianistica della New York University e con la Casa Italiana Zerilli-Marimò sempre della New York University, ha organizzato un convegno dal titolo Towards a Gendered History of Italian Literature – Verso una storia di genere della letteratura italiana a cura di Nadia Fusini, Virginia Cox e Chiara Ferrari.

Il convegno si terrà l’8 e il 9 febbraio prossimi presso la Casa Italiana Zerilli-Marimò, sede del programma degli studi italiani presso la New York University.
La Casa è nata nel 1988 grazie alla Baronessa Zerilli-Marimò per sviluppare un programma di relazioni culturali e rafforzare i legami scientifici tra l’Italia e gli Stati Uniti. Il convegno Verso una storia di genere della letteratura italiana rientra nel quadro di una collaborazione con il SUM che prevede tra l’altro incontri biennali di studiosi italiani e americani di discipline diverse.

Il primo convegno “congiunto” aveva interessato la storia, si era tenuto nel gennaio 2006 ed era intitolato: Empires. From Ancient to Contemporary Times – Imperi. Dall’antichità all’età contemporanea. Erano intervenuti, tra gli altri, Eva Cantarella, Guido Abbattista, Ernesto Galli della Loggia, Anthony Pagden, David Armitage, Victoria de Grazia (il volume con gli atti sarà pubblicato prossimamente dalla casa editrice Il Mulino).

Quest’anno è la volta dei letterati: tra i relatori figurano Nadia Fusini, Teodolinda Barolini, Elisabetta Rasy, Marina Zancan, Virginia Cox, Rebecca West. Negli ultimi decenni il contributo delle scrittrici italiane è stato oggetto di un rinnovato interesse critico, e la crescita degli studi sulla letteratura al femminile ha motivato decise obiezioni per l’esclusione delle donne dal canone letterario tradizionale. Molto lavoro deve ancora essere fatto per portare alla luce e ricollocare in modo adeguato il trascurato lavoro delle scrittrici italiane, ed è lecito domandarsi come una storia “di genere” della letteratura potrebbe correggere convenzionali periodizzazioni, e definizioni di movimenti, scuole e generi. Il convegno offre importanti contributi per conoscere la letteratura femminile in epoche poco indagate, a partire dal Medioevo, dal Rinascimento e dal Barocco, fino ad approdare alle domande più recenti sulla fortuna della scrittura delle donne.

Un catalogo dal Medioevo al Novecento

La storia delle scrittrici italiane non è del tutto scritta ma è un continuo work in progress. Il convegno organizzato dal SUM e dalla New York University cerca di fare il punto di questa lunga storia in parte ancora da scoprire. Dagli interventi del convegno emerge un lunghissimo catalogo di nomi, alcuni molto noti, altri ancora da indagare.

Claudio Leonardi, in particolare, affronta il problema della variegata presenza della donna scrittrice a partire dall’alto Medioevo fino al XIII – XIV secolo. Le prime scrittrici si muovono sul terreno della spiritualità, una spiritualità oltremodo libera praticata senza seguire una regola monastica.
Da Chiara di Assisi (1193 – Assisi, 11 agosto 1253) a Angela da Foligno (1248-1309) col suo Memoriale, a Chiara da Monfalco (1268-1308), Vanna da Orvieto (1246-1306) Umiliana Dei Cerchi (1219-1249). Ma è più avanti, in pieno Medioevo che le donne diventano scrittrici. Tra il secolo XIII e XIV si hanno non solo in volgare, ma anche in latino, grandi testi di donne italiane, come i sermoni di Umiltà da Faenza (1226-1310), di Caterina da Siena (1347-1380), gli scritti di Brigida di Svezia (1303-1373) e di Caterina Vigri (1413-1463), grandi testi che arricchiscono la coscienza europea. Jane Tylus farà un approfondimento sulla figura centrale di Santa Caterina da Siena.

Le relazioni di Ann Rosalind Jones, Marina Zancan, Alberto Asor Rosa e Virginia Cox ripercorrono criticamente la linea femminile che dal Rinascimento arriva fino al Barocco: cioè da Vittoria Colonna (1490-1547) e Veronica Gambara (1485-1550) a Margherita Sarrocchi (1560?- 1617) e Margherita Costa (?-1657 circa). Virginia Cox evidenzia come la questione “genere” fosse già stata posta a partire dal XVII secolo. La spunto è dall’Elissa infelice, poema autobiografico del 1640 della Costa: cantante, probabilmente donna di corte, poetessa, fu una delle poche scrittrici laiche ad aver pubblicato il suo lavoro nel XVII secolo. La stanza presa in esame narra delle iniziali ambizioni di poetessa di Elissa, e della lenta e progressiva delusione. La mancata protezione della corte, la derisione di lettori, le fanno decidere di riconsegnare il “mandato poetico” ad Apollo. Nel palazzo che il Dio ha nel Parnaso Elissa incontra una compagnia di poeti: cinque uomini (Dante, Petrarca, Bembo, Guidiccioni e Della Casa) e tre femmine (Vittoria Colonna, Veronica Gambara e Margherita Sarrocchi). La presenza di tre donne rappresenta un importante definizione di un nuovo canone ma, tuttavia, la Costa sottolinea l’abisso che intercorre tra questo ideale e la realtà di cui ha fatto esperienza.

Dell’Ottocento parleranno invece Barbara Spackman e Patrizia Zambon: in particolare dell’interesse della stampa periodica nei confronti delle lettrici donne, e della nascita delle prime riviste femminili, primo fra tutte il “Corriere delle Dame”, che esce a Milano a partire dal 1804 sotto la direzione di Carolina Arienti e poi di Giuditta Rezzonico. La relazione di Patrizia Zambon illustra come “su queste riviste si dibatte convinti sul problema dell’intellettualità (letteraria) femminile. Come potrebbe mai realizzarsi un processo risorgimentale nazionale, si chiedono le autrici e gli autori che intervengono, senza l’apporto delle donne italiane?” La Zambon affronta l’intellettualità dei salotti di Isabella Teotochi Albrizzi o di Giustina Renier nei quali la “cultura” è autorevolmente dibattuta e si socializza, del contributo dato alla scrittura di viaggio da Annie Vivanti (Terra di Cleopatra, Milano, 1925) o di Matilde Serao (Nel paese di Gesù, Firenze-Napoli, 1900).

Si approda dunque all’epoca contemporanea con la relazione di Elisabetta Rasy con la citazione da Attraversando un paese sconosciuto di Anna Maria Ortese: “uno scrittore-donna, una bestia che parla, dunque”. “…dove ciò che nella bestia spaventa e minaccia più della selvatichezza stessa – spiega la Rasy – è il mutismo, l’assenza di parola. E la “selvatichezza”, l’irregolarità caratterizza la vita e sostanzia l’opera di molte scrittrici vissute tra fine Ottocento e Novecento. Elisabetta Rasy sceglie due terzetti: Matilde Serao, Grazia Deledda, Ada Negri e Anna Maria Ortese, Elsa Morante, Cristina Campo.

PROGRAMMA

Venerdì 8 febbraio

Ore 13.30: WELCOME
Stefano Albertini, Director, Casa Italiana Zerilli-Marimò, New York University
Ruth Ben-Ghiat, Chair, Department of Italian Studies, New York University
Aldo Schiavone, Director, Istituto Italiano di Scienze Umane

INTRODUCTION
Nadia Fusini, Università di Roma “La Sapienza”

KEYNOTE SPEAKER
Teodolinda Barolini, Columbia University, “Towards a Gendered History of Italian Literature” (“Verso una storia di genere della letteratura italiana”)

15.30 – 17.30 PANEL I: MEDIEVAL
SPEAKERS:
Jane Tylus, New York University, “Writing St. Catherine” (“(De)scrivere Santa Caterina”)
Claudio Leonardi, Università di Firenze, “La donna italiana nella tradizione latina del Medioevo”

COMMENT:
Susan Crane, Columbia University

17.45 – 19.45 PANEL II: RENAISSANCE
SPEAKERS:
Ann Rosalind Jones, Smith College, “Gendered Poetry in the Cinquecento: Recovery, Perfomance, Dialogue” (“Poesia di genere nel Cinquecento. Recupero, interpretazione, dialogo”)
Marina Zancan, Università di Roma “La Sapienza”, “Quadri rinascimentali. Interferenze delle prospettive di genere nella tradizione storico-letteraria”

COMMENT: Karen Newman, New York University

Sabato 9 febbraio

10.00 – 12.00 PANEL III: BAROQUE
SPEAKERS:
Virginia Cox, New York University, “Decline and Fall: Women’s Writing in Seicento Italy” (“La scrittura femminile tra Cinque e Seicento: una parabola discendente”)
Alberto Asor Rosa, Università di Roma “La Sapienza”, “Barocco e Controriforma: la figura femminile fra esaltazione sessuale e il convento”

COMMENT: Giulia Calvi, European University Institute, Florence

13.30 – 15.30 PANEL IV: MODERN
SPEAKERS:
Barbara Spackman, University of California, Berkeley, “Beyond Nation, After Gender?” (“Oltre la nazione, dopo il genere?”)
Patrizia Zambon, Università di Padova, “Le scrittrici della nuova Italia, dal Risorgimento alla modernità”

COMMENT: Carol Lazzaro-Weis, University of Missouri-Columbia

16.00 – 18.00 PANEL V: CONTEMPORARY
SPEAKERS:
Rebecca West, University of Chicago, “Becoming an Adjective: The Modulation of Female Authority in Twentieth-Century Italian Poetry by and about Women”
(“Diventare un aggettivo. Modulazione dell’autorità femminile nella poesia italiana di e su donne del Novecento”)
Elisabetta Rasy, Writer, “La bestia che parla”

COMMENT: Ellen Nerenberg, Wesleyan University

Per la Stampa

Per la cartella stampa completa di immagini scrivere a info@davisandco.it