I “conigli” di Antonio Giusti

Antonio Giusti
LA POLITICA DEL CONIGLIO E ALTRI RACCONTI
Le Lettere, pag. 138, € 14,00

Antonio Giusti, nato nel 1932, nel corso della sua lunga attività industriale non ha mai abbandonato la passione per la letteratura che lo accompagna fin da ragazzo. Ha scritto due fortunati romanzi – La fabbrica dei Soldi (1998), I milanesi mancati (2000) – dove ha messo a frutto la sua conoscenza dell’Italia industriale post-bellica. Ma è stato con La casa del Forte dei Marmi (2002) che ha raggiunto il successo.

Il libro racconta la storia della casa di famiglia a Forte dei Marmi e dei suoi numerosi ospiti, nido nel quale si sono rifugiati molti big della cultura italiana e internazionale del ‘900: da Aldous Huxley a D.H. Lawrence, da Eugenio Montale a Carmelo Bene, da Nino Tirinnanzi a Carla Fracci. Il libro, che con una prosa avvolgente, razionale e ironica, rivela tic e magie degli “amici della casa”, (basta ricordare la strana convivenza tra un Montale che saliva a dormire mentre Carmelo con Lydia Mancinelli, usciva, e che si alzava in tempo per non incontrarlo quando, all’alba, tornava a casa) e al tempo stesso offre il ritratto di un luogo mitico e amatissimo, è un vero e proprio long-seller: dal 2002 a oggi ha venduto 25.000 copie. Tutti i suoi libri sono pubblicati dalla casa editrice Le Lettere.

Il libro
Come fa un coniglio a cavarsela nella foresta? Con la prudenza. È l’animale più prudente del mondo e ciò lo rende invulnerabile.  È questa la filosofia che ha ispirato Antonio Giusti nello scrivere la prima storia di questo volume, storia che non tratta di conigli bensì di un bizzarro individuo che porta sfortuna a chiunque si imbatta in lui e gli si metta contro. I racconti lunghi e brevi di questa raccolta sono quattordici, alcuni frutto della fantasia dell’autore, altri cronache di avvenimenti reali, come la vista dei cadaveri di Mussolini e della Petacci appesi a piazzale Loreto. Oppure descrivono incontri con artisti famosi, come quello con un Giorgio Morandi ascetico e quasi incurante dela sua figura “pubblica”.
La prudenza, lo stare immobili di fronte al pericolo, e la fuga del coniglio diventano, nello snodarsi dei racconti, una virtù decantata da un narratore – e dal suo alterego – che riesce a fare di tutto ciò una caratteristica del “maschile”. Questo coniglio “maschilista” è la sorpresa finale del libro: l’uomo attento e amoroso, l’amante appassionato e attento rivela il suo volto noir, in una lunga storia di amore e morte con finale a sorpresa.

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